Il tempo delle nuove regole per chi si muove a bordo di un monopattino crea non pochi malumori. L'ultima testimonianza ci arriva da un lettore (di cui omettiamo le generalità) che racconta la sua sfortunata vicenda.
"Trovo vergognoso che mi sia stata comminata una multa di 100 euro per mancanza di assicurazione, all'unico "pirla come me in monopattino elettrico con casco e targa e con la faccia da bravo ragazzo", in mezzo a spacciatori e cosiddetti "maranza" impuniti, in via Nizza angolo via Berthollet", esordisce nel suo racconto. E prosegue: "Avrete letto che le agenzie di assicurazione non sono ancora pronte o non hanno interesse a rilasciare polizze per questo tipo di veicoli, tanto che stanno sparando preventivi dai 100 ai 300 euro, a dispetto di quanto raccontavano i giornali sino a poco tempo fa (si parlava di un costo medio di 40 euro)".
Beffa cui si somma beffa: "Io, tra l'altro, stavo proprio portando ad aggiustare il veicolo - ieri mi è scaduta la mutua - per un incidente causatomi il 13 aprile da una delle tante fantastiche buche della città di Torino. Sono finito in ospedale per un trauma facciale, tanto da dover essere tenuto in osservazione per 24 ore (i referti provano 6 punti di sutura, costola fratturata, labbro tumefatto e altre "ammaccature"). Nel frattempo, mio fratello, che lavora proprio in una nota agenzia assicurativa, mi ha proposto un preventivo di assicurazione di 300 euro per il monopattino, scontato dell'80%, ma non era ancora pronto ad emettere il contratto. Per il contrassegno avevo fatto domanda alla motorizzazione a fine marzo, e qui a Torino, come saprete, i primi sono stati rilasciati a fine giugno...ben oltre il termine di scadenza fissato per legge".
"I buchi (non solo di strade e marciapiedi) del Sistema li deve pagare il cittadino? Le altre vittime di multa, mentre si stava preparando il mio verbale, ho visto essere soprattutto i fruitori di monopattini in affitto: vogliamo risolvere anche questo equivoco? I clienti di questi mezzi non escono di casa con un casco e gli operatori non lo mettono a disposizione: le revochiamo 'ste licenze, pubblichiamo delle avvertenze per gli utilizzatori oppure ne approfittiamo ancora queste settimane per fare cassa? Questa è la collaborazione tra polizia municipale e cittadini? Questo è essere civich? Oppure è esigenza, a parte di fare cassa, di far scrivere ai giornali che in opera una stretta sui monopattini? Prima si fa un po' di cassa e, poi, a causa delle direttive del Governo, si elimina la circolazione dei monopattini, dato che una polizza assicurativa può costare quanto un monopattino?".
E conclude: "Facciamo le cose onestamente e seriamente o si è orientati sempre alla propaganda?".
Cronaca | 21 luglio 2026, 18:31
Un lettore ci scrive: "Multato in monopattino perché non ho l'assicurazione, beffato dalla burocrazia"
Il racconto al tempo delle nuove regole per chi si muove con i mezzi a due ruote: "Fermato io con casco e targa, impuniti pusher e maranza"
Johanna Finocchiaro
Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
Mi trovate anche su Wikipoesia!
E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!










