Cronaca | 14 agosto 2026, 07:14

Truccavano le tasse sul gasolio e giravano in Ferrari: nei guai ditta di camion e manager fantasma

Frode da un milione di euro a Torino: grazie a false dichiarazioni sui consumi dei tir non pagavano le imposte e ripulivano il denaro. La Procura sequestra conti e la supercar del gestore ombra

Truccavano le tasse sul gasolio e giravano in Ferrari: nei guai ditta di camion e manager fantasma

Un milione di euro sottratto alle casse dello Stato attraverso false dichiarazioni sui consumi di carburante, poi riutilizzato per non pagare le tasse e per finanziare beni di lusso. È questo il cuore dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Torino che ha portato al sequestro di conti correnti e beni nei confronti di un'azienda torinese di camion e dei suoi due gestori, quello ufficiale e quello che muoveva i fili al suo posto.

​Tutto è partito da un controllo di routine sulla regolarità dei versamenti per le imposte sul carburante. Spulciando le carte dell'azienda di trasporti, i controllori hanno scoperto un trucco andato avanti per quattro anni, dal 2021 al 2025. La società dichiarava alle Dogane di aver consumato molto più gasolio commerciale di quello reale, ottenendo così sconti fiscali sui propri camion a cui non aveva diritto.

​Il meccanismo dei falsi crediti

​Con questo sistema, l'azienda si è tenuta in tasca più di un milione di euro che avrebbe dovuto versare al Fisco. Non solo: una volta accumulato questo tesoretto di finti crediti d'imposta, i responsabili lo hanno usato per "azzerare" le altre tasse da pagare, risparmiando oltre 900 mila euro di tributi dovuti allo Stato.

​I successivi controlli sui conti bancari hanno poi rivelato dove andavano a finire quei soldi sprecati: secondo le Fiamme Gialle i guadagni illeciti venivano ripuliti e reinvestiti in altre attività. Proprio seguendo i flussi di denaro è emerso che a guidare davvero l'impresa non era chi firmava le carte, ma un'altra persona rimasta fino a quel momento nell'ombra.

​Il sequestro della supercar

​Di fronte a questo scenario, la Magistratura torinese ha ordinato il blocco immediato dei beni per un valore pari al maltolto. I sigilli sono scattati sia sui conti dell'azienda sia su una Ferrari Purosangue, la supercar risultata nella piena disponibilità del boss ombra della società. Durante l'operazione sono state setacciate anche le abitazioni e le sedi aziendali alla ricerca di altri documenti utili al processo.

Daniele Caponnetto

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