E poe...sia! | 16 agosto 2026, 10:00

Canto corale + gioventù

= successo!

Coro Giovanile Canavesano, in occasione del concerto del 19 giugno presso il Castello Malgrà di Rivarolo C.se

Coro Giovanile Canavesano, in occasione del concerto del 19 giugno presso il Castello Malgrà di Rivarolo C.se

Buongiorno, #poetrylovers del mio cuore! Come prosegue la sopravvivenza al caldo?

Non vi nego che scrivere al computer, con il cuscino della sedia inesorabilmente incollato al deretano, non sia la cosa più piacevole al mondo. Ma tant'è… ho voluto la bicicletta? Adesso pedalo!

Si scherza, ovviamente. A dire il vero, in questa torrida domenica sono più felice che mai di condividere con voi l'articolo odierno, dedicato a un progetto culturale (e canoro) made in Canavèis. Dunque, piemunteis!

E allora combattiamola insieme, la calura, con un'altra piacevole distrazione di cui "E Poe…sia!" -anche ad agosto- si fa portatrice.

Destinazione "scoperta", rubrica in partenza! Siete a bordo?

Spoiler: questo articolo sarà tremendamente, arrogantemente, impunemente di parte (a tempo debito tutto sarà svelato)! Preparatevi perciò a una dose extra di miele e dolcezza; ebbene sì, attingerò al mio passato per colorare il vostro presente. E futuro, mi auguro.

C'erano una volta due Direttori Artistici famosi e rispettati dagli addetti del settore e dal grande pubblico, simbolo di energia e creatività, costanza e umanità; i loro nomi risuonavano in lungo e in largo per tutto il Canavese (ed oltre), terra di storia e diamanti grezzi: Maria Grazia Laino (alla guida del Coro di Rivarolo) e Andrea Giovando (alla guida della Corale di Bairo), affiancati dalla Dott.ssa Sabrina Pecchenino (vocal coach).

Il sogno che li legava, dopo decine di collaborazioni ed esperienze condivise nel corso degli anni, era quello di dare vita a un nuovo progetto, stimolante quanto indipendente, in cui la Musica fosse trasmessa al pubblico da voci giovani.

Esclusivamente voci giovani.

Sembrerebbe proprio l'esordio di una bella fiaba, non trovate? In cui è sufficiente volere per potere. Eppure, amici, di finto qui non c'è niente, perché il sogno si è avverato sul serio! La volontà genuina è e resterà sempre il miglior passepartout in circolazione.

Dal loro amore per la coralità e dal desiderio di unire le forze per diffonderlo, nel 2023 è nato il CORO GIOVANILE CANAVESANO, realtà artistica che riunisce cantori dai 18 ai 35 anni.

Ragazzi e ragazze provenienti da Torino e dalle cinture nord e sud della provincia.

Un esperimento approdato velocemente "sul grande schermo", protagonista negli ultimi due anni di concerti e performance di altissimo livello. Alcuni dei membri erano già impegnati in progetti canori ma molti altri, circa la metà, si sono cimentati per la prima volta in questa meravigliosa forma artistica, affrontando le difficoltà tecniche del bel canto. O meglio, di un canto "educato". Alla faccia della scena musicale recente (non me ne vogliate, generazione Z) in cui più che cantare sembrano tutti bofonchiare. E vai di autotune a oltranza che va sempre bene… sigh.

Menzione d'onore merita inoltre il repertorio, proposto nella quasi totalità dalla Maestra Laino: brani che spaziano dal barocco al moderno, dal pop allo spiritual, dal soul alle colonne sonore, in un turbinio di emozioni e stili che "spettinano" l'ascoltatore sino al midollo. Non esistono schemi, soltanto note ed esplorazione. In pochi mesi, il Coro si è esibito in occasione della Festa della Musica, dello show torinese Glitterissima, della raccolta fondi per NEXUM a.p.s. e dell'Alborada di Ceresole Reale.

Insomma, dalla visione altruistica di Maria Grazia, Sabrina e Andrea -pronti a spendersi per l'insegnamento- è nato un gruppo al cui interno sentirsi fuori posto è praticamente impossibile. Un gruppo di cui io stessa ho felicemente fatto parte fino a pochi mesi fa.

E questo boomerang emotivo ha sortito il suo effetto: restituendo fuori e dentro la "classe" gioia e allegria, passione per la Musica e cura della vocalità; l'entusiasmo si è così propagato dai Direttori agli allievi, in un crescendo numerico e qualitativo. Sino a colpire il pubblico, dritto al cuore.

Un impegno, oltretutto, difficile da conciliare con i ritmi frenetici della vita odierna; chi studia, chi lavora, chi ha figli, chi fa il pendolare, chi porta avanti più progetti, chi affronta complicazioni familiari o di salute. Dopo una prima fase di assestamento, il nucleo originario si è consolidato sempre più, accogliendo man mano i nuovi ingressi. Esattamente come un porto di mare accoglie i viaggiatori: qualcuno scende per far provviste e subito riparte, qualcuno soggiorna per un po', qualcuno resta: ormai innamorato.

L'atmosfera -durante e dopo le prove- mi ha sempre riportato con la mente alla scuola, agli anni del liceo e alla "comitiva di amici"; chi non ha avuto la propria? Chi non ha sperimentato l'incontenibile voglia di ridere e la leggerezza della giovinezza (chiariamo: leggerezza, non superficialità), ancora libera dal pregiudizio, benché già ne veda la sagoma in lontananza? In cui sì, si è insicuri e spaventati (fisiologico) ma non esiste nulla che un abbraccio e un incoraggiamento non possano risolvere. E s'impara insieme -proprio come a scuola- a tirar fuori le capacità o a farci conoscenza, ad aiutarsi e sostenersi, a costruire dal nulla l'identità di gruppo: calzante come un vestito e stretta come una cintura. Per proteggerne l'essenza. In poche convinte parole? Un'esperienza formativa a 360° al cui centro regnano inclusione, socialità, sensibilità e crescita personale. Interessante a tal proposito notare quanto il ricchissimo amalgama umano sia riuscito a fondersi, preservando tuttavia le proprie peculiarità; ancora una volta l'Arte (divina per definizione) ha compiuto il suo miracolo unificante!

Desidero rendere omaggio a tutti i coristi che, ad oggi, sono parte integrante del progetto; chi studia: Marco Dematteis -futuro Linguista, Martina Appino -futura ingegnera, Francesca Grogno -futuro medico, Nicoletta Bussacchetti -futura musicoterapeuta, Sara Bilia -futura psicologa, Maria Claudia Remogna -futura figura sanitaria; e chi lavora: Andrea Giovando -esperto del settore energetico, Jacopo Marasea -impiegato, Emanuele Spizzo -educatore professionale, Laura Abbondanza -consulente strategica, Stefano Giovando -impiegato e receptionist, Stefan(in)o Scavarda -architetto.

Dal loro incontro sono nate e nasceranno magie.

Concludo con alcuni dati sul movimento corale italiano: FENIARCO - Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali, è l'Associazione leader delle Corali e riunisce sotto la sua effige oltre 2800 cori iscritti e 150.000 tra cantori e collaboratori. Numeri piuttosto imponenti; tuttavia, rispetto alla potenzialità e alla nobilissima tradizione canora italiana, ancora "di nicchia". Il canto corale è certamente legato al territorio e conquista chiunque incontri ma l'ascendente sulle nuove generazioni è a macchia di leopardo, limitato, in alcune aree più di altre.

Giovani iperstimolati che si destreggiano tra hobby, lavoro e/o studio, sport e una cultura musicale purtroppo in caduta libera vanno intercettati e catturati, rendendo questo genere potentissimo sia appetibile sia identitario e combattendo la scarsa “illuminazione” del sistema mediatico. Progetti come il Coro Giovanile Canavesano, insieme a realtà musicali altrettanto giovani, italiane e non (alcuni esempi: Zero8, Celtic Thunder, The King's Singers, Pentatonix, Perpetuum Jazzile, The Sixteen, Coro Vox Viva, Coro Farthan) stanno contribuendo a trasformare radicalmente la situazione!

Ancora scettici?

Giudicate voi, allora. Ascoltando un estratto dal concerto di esordio:


 

Ricordatelo, quando arriva il sabato sera e bisogna scegliere a quale evento partecipare; esistono molti tipi di intrattenimento musicale. Infinite sonorità. Statene certi: il canto corale merita tutta la nostra attenzione. Prima o poi concediamogliela, neh!

Ed ora, concludendo, prenderò in prestito uno dei brani più coinvolgenti dell’intero repertorio corale, eseguito egregiamente anche dai nostri ragazzi (già li amate… lo sento)!

Una canzone che è pura poesia (vorremo mica smentirci?), tratta dall’album “The Unforgettable Fire” della band britannica U2 e ispirata alla vita eccezionale di Martin Luther King:

MLK

Sleep

Sleep tonight

And may your dreams

Be realized

If the thunder cloud

Passes rain

So let it rain

Rain down on him


 

Mmm, Mmm, Mmm

So let it be

Mmm, Mmm, Mmm

So let it be


 

Sleep

Sleep tonight

And may your dreams

Be realized


 

If the thunder cloud

Passes rain

So let it rain

Rain down on him


 

Questo verso in particolare:

So let it rain”

La resilienza è forse l’arma più potente in nostro e tuo possesso; una tempesta è in arrivo? non puoi farci niente?

E allora lascia che piova.

Perché soltanto sotto gli scrosci, bagnato fradicio e stanco, l’essere umano dà il meglio di sé. Soprattutto, impara a contare sugli altri. Dapprima per necessità, in seguito per amicizia.

Succede un po’ la stessa cosa in un coro, sapete? 😊

Pensateci su.

Alla prossima

Johanna Poetessa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
Mi trovate anche su Wikipoesia!

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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