"Desidero esprimere grande riconoscenza ai tantissimi volontari e alle istituzioni che hanno collaborato per anni nell’accoglienza dei migranti presso il Rifugio Massi, un’opera sostenuta con forza dalla Chiesa di Susa, dalla Diaconia valdese e dalle associazioni del territorio per affermare la dignità dei poveri, cui vanno tutti i nostri pensieri mentre il Rifugio si trova costretto a chiudere". Così il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, ha voluto commentare la chiusura di un luogo diventato simbolo di un periodo storico difficile, per il nostro territorio.
Lo stop all’accoglienza notturna al Rifugio Fraternità Massi di Oulx è prevista a partire dal 1° settembre per urgenti lavori di riqualificazione impiantistica ed energetica finanziati da fondi privati. Per far fronte alle ripercussioni sul territorio e non interrompere la rete di orientamento e primo riparo per i migranti in transito, l'incontro tra Regione, Città Metropolitana, Comuni della zona (Oulx, Bardonecchia, Cesana Torinese, Claviere), il consorzio C.O.N.I.S.A e le associazioni (Fondazione Talitacum, Croce Rossa, Sentieri Solidali, Diaconia Valdese e Rainbow For Africa) ha portato a un'intesa rapida. È stato infatti individuato un sito alternativo dove la Croce Rossa Italiana provvederà ad allestire in via transitoria strutture mobili. Un presidio fondamentale per garantire un tetto notturno nell'immediato e far fronte al progressivo abbassamento delle temperature con l'arrivo della stagione autunnale e invernale.
"Purtroppo al momento mancano risorse economiche per proseguire, ma altre soluzioni di accoglienza per i mesi autunnali e invernali sono state annunciate dalla Prefettura di Torino, continueranno a vedere la nostra collaborazione e dicono la volontà di proseguire nel soccorso ai disperati. Possiamo e dobbiamo lavorare insieme con speranza", conclude Repole.












