Attualità | 03 settembre 2026, 11:20

A Torrazza la retta del nido aumenta di oltre il 45%, genitori in sciopero: "Non mandiamo i bimbi a scuola"

Da ieri mamme e papà in mobilitazione. Lo sfogo di Anna: "Ho già perso il lavoro, non posso pagare 800 euro"

A Torrazza Piemonte le mamme ed i papà del micronido "Il Girasole" da ieri sono in sciopero, dopo che è stato comunicato loro all'ultimo minuto un aumento della retta mensile che supera il 45%. Da due giorni quindi i genitori, in segno di protesta verso un rincaro salatissimo e fatto "senza nessuno confronto", hanno deciso di non mandare i bambini a scuola.

La storia

Ma riavvolgiamo i fili della vicenda. A cavallo tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate il Comune pubblica una gara per l'affidamento in concessione del servizio di gestione del micro-nido comunale per cinque anni scolastici, indicativamente dal 1 settembre 2026 al 31 luglio 2031. Ora e giorno ultimi per partecipare le 12 del 6 luglio.  Dopo un paio di settimane in cui vengono presentate le offerte pervenute, il vincitore viene reso noto ad inizio agosto.

Una procedura di cui diversi genitori non sapevano nulla, anche perché in questo caso è cambiato chi gestisce la struttura, quindi vuole dire anche nuove educatrici per bambini nella fascia 1-3 anni. L'ultima settimana di agosto le mamme ed i papà dei bimbi del micronido ricevono una mail, con convocazione il 1° settembre alle 15 per parlare del nuovo anno scolastico 2026/2027 ed incontrare la cooperativa subentrante: nessuno dell'Amministrazione è presente. È qui arriva la doccia gelata.

Aumento di oltre il 45%

Ai genitori viene annunciato che la retta mensile è aumentata di oltre il 45%. Una cifra insostenibile per chiunque, ma soprattutto comunicata all'ultimo, quindi anche chi cerca una soluzione alternativa trova i nidi dei comuni vicini ormai pieni. "Mio figlio - spiega una mamma - frequenta il full time: entra tra le 7.30 e le 8, per uscire alla 18. L'anno scorso, ogni mese, pagavo 580 euro: quest'anno siamo saliti a 770 euro, praticamente duecento euro in più".

"Un rincaro - si sfoga amaramente - che non è stato giustificato in alcun modo. Siamo entrati il 1° settembre nel micronido per la riunione e, almeno in apparenza, non sono stati fatti lavori". Ma al di là di questo, l'aumento ha un altro effetto. Nel caso di Anna (nome di fantasia) vuol dire rimanere senza un'occupazione.

"Ho perso il lavoro"

"Io - racconta la mamma - ho già perso il posto di lavoro: non posso mandare mio figlio con una retta mensile praticamente da 800 euro. I nidi dei paesi vicini sono già tutti pieni: la disorganizzazione del Comune ricade su di noi ed i bambini, che avevano creato un rapporto bellissimo con le vecchie educatrici". Anna infatti ha cercato una soluzione: ha chiamato una struttura a Chivasso, dove la retta mensile è di 400 euro. In un altro paese siamo sui 550. Ovviamente non c'è nessun posto libero.

Da ieri è scattato quindi lo sciopero: i genitori hanno deciso di tenere a casa dal micronido i bimbi (in totale una decina), pur con tutti i disagi che una decisione del genere comporta. "Nessuno porterà il figlio -conclude - finché il sindaco non ci darà delle risposte e scenderà a compromessi: stanno arrecando una danno enorme alle famiglie". 

Cinzia Gatti

Leggi tutte le notizie di MOTORI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium