"La Tav Avigliana-Orbassano collegata alla Torino-Lione consumerà 1 milione di metri quadri di suolo, perlopiù agricolo, devierà le falde che servono l'acquedotto di SMAT con costi per oltre 50 milioni di Euro per il ripristino, comportando rischi per l'approvvigionamento idrico. Sono danni evitabili, su cui si può ancora intervenire fermando, per quanto riguarda la Bassa Valle, i progetti di RFI che non sono ancora stati approvati e su cui è in corso una conferenza dei servizi in cui la Regione sta mettendo la testa sotto la sabbia invece di ascoltare i sindaci e fare il bene dei territori. Nella Piana di Susa, la modifica alla cantierizzazione porterà 5 milioni di detriti di smarino non previsti senza le dovute verifiche ambientali". Lo spiega la consigliera di avs, Alice Ravinale.
"Questi sono fatti oggettivi su cui oggi avremmo voluto confrontarci tramite gli atti che abbiamo presentato di merito alla questione TAV: invece Cirio è venuto a fare un comizio di pochi minuti per svilire ancora una volta il confronto democratico su questo tema e poi è scappato. Dov'è finito il Presidente che tutela gli agricoltori? Dov'è finito il Presidente in prima linea contro l'emergenza siccità? Questa è la considerazione che Alberto Cirio ha delle istituzioni e del confronto che, gli ricordiamo, non si fa sui giornali o sui social ma in Aula".
"L'uscita scomposta del Presidente, che ridicolizza chi la pensa diversamente da lui e dimostra ancora una volta di non saper entrare nel merito del progetto, conferma che l'unico approccio ideologico è quello SI TAV. Anche perché mentre si continua a difendere un progetto ormai vecchio di 35 anni, si fa finta di non vedere tutto ciò che non sta funzionando: è di questi giorni la notizia della proroga di un anno, fino a giugno 2027, per l'utilizzo dei fondi europei, la talpa Viviana ha fatto in dieci mesi il 3% del percorso previsto a fronte della resistenza della montagna, i costi sono raddoppiati del 127% arrivando a 14,7 miliardi solo per il Tunnel, a cui si aggiungono i 3 miliardi destinati a un'opera devastante come la Avigliana-Orbassano. Soldi che potrebbero andare, come chiediamo da tempo, al trasporto pubblico locale che in Piemonte versa in condizioni sempre più problematiche, a partire dalla metro di Torino, per la quale non si stanno trovando i 70 milioni necessari per concludere il cantiere fino a Cascine Vica".
"E' sempre più evidente che il TAV si sta fermando da solo e non vedrà certo la luce nei tempi previsti: ma quanti danni ancora dovremo fare al nostro territorio?".












