Pinerolo ricorda Luigi Aghemo, scultore, cesellatore e pittore scomparso il 19 settembre 1976. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, per rendere omaggio alla sua vita e al suo talento, la ‘Biblioteca Alliaudi’ di Pinerolo (in via Cesare Battisti 11), ospiterà un incontro a lui dedicato.
L’appuntamento con ‘Omaggio a Luigi Aghemo’ è fissato per sabato 26 settembre, alle 17. L’incontro intende ripercorrere la traiettoria artistica e umana dell’autore. Tra i relatori e i partecipanti figurano il critico d’arte, giornalista e scrittore Angelo Mistrangelo, l’antiquario e gallerista Filippo Zuccarello (presidente Lions Host), la pittrice e scultrice Graziella Dotti, allieva di Aghemo, il critico d’arte e pittore Mario Marchiando Pacchiola, il cultore di storia locale Maurizio Trombotto e il giornalista de ‘l’Eco del Chisone’ ed esperto d’arte Tonino Rivolo. La figura di Aghemo si lega in modo profondo alla comunità pinerolese nella quale visse dal 1952, inoltre non solo vi risiedette fino alla morte, ma proprio a Pinerolo, nel pensionato all’ultimo piano della ‘Casa di riposo Jacopo Bernardi’, creò uno studio che diventò una vera e propria scuola d’arte, luogo in cui riuscì a trasmettere la propria passione e le proprie competenze tecniche a numerosi allievi del territorio.
Nel gennaio del 1974 gli venne inoltre conferito il premio ‘Pinarolium’. L’incontro di sabato rappresenta anche un’occasione di riscatto per la città rispetto alle opere del patrimonio del maestro Aghemo. Anni fa, infatti, il Comune di Pinerolo non riuscì a individuare uno spazio idoneo per accogliere ed esporre la vasta collezione di gessi dell’artista. La gipsoteca, conservata per lungo tempo dalla stessa allieva Dotti e destinata originariamente a una donazione al Comune, trovò infine collocazione fuori dai confini pinerolesi, precisamente a Tortona, perché non si era trovato un luogo idoneo alla sua collocazione. Durante gli anni pinerolesi Aghemo realizzò una ricca serie di opere distribuite in città. Tra queste si ricordano: il calice votivo per il santuario della ‘Madonna delle Grazie’ commissionatogli dal vescovo Binaschi, la pisside in argento cesellata a sbalzo per la cattedrale di San Donato modellata sulla forma della cupola di San Pietro, e i busti bronzei dedicati a Pio Brunone Lanteri, conservato nella chiesa del Sacro Cuore, e a Giovanni Tosel, situato nella Casa di riposo Jacopo Bernardi. A queste si aggiungono i monumenti civili come la ‘Maschera di Ferro’ del 1959, che si staglia su un bassorilievo della cittadella e del castello.









