Europa | 16 ottobre 2026, 14:52

Le sfide aperte dell'agricoltura europea, tra la nuova Pac e l'indicazione geografica dei prodotti

Sono molti i dossier del settore aperti, alcuni dei quali da chiudere entro la fine del 2026, dei quali si è parlato informalmente oggi con la stampa al Palazzo delle Stelline di Milano, sede della Commissione Europea. A preoccupare sono i tagli ai fondi di riserva per le crisi e quelli alla ricerca agricola: «L'Europa continua a investire nell'agricoltura perché la sicurezza alimentare è un valore da difendere»

Le sfide aperte dell'agricoltura europea, tra la nuova Pac e l'indicazione geografica dei prodotti

Sono molti i dossier aperti a livello europeo che riguardano il settore e le sfide che attendono l'agricoltura, a partire ovviamente da quella italiana. Di questo si è parlato informalmente nella mattinata di oggi, venerdì 16 ottobre 2026, con la stampa, nella sede della Commissione Europea di Milano al Palazzo delle Stelline.

La discussione in corso sulla nuova Pac, acronimo che sta per Politica Agricola Comune, che sarà in vigore dal 2028 al 2034, monopolizza inevitabilmente il dibattito condotto dalla presidenza di turno irlandese. Dopo il doppio intervento della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, i fondi previsti per l'Italia sono saliti a circa 40 miliardi di euro contro i circa 37 dell'attuale Pac in vigore fino al 2027. 

La trattativa per l'approvazione è tuttora in corso e la Commissione è fiduciosa che si possa arrivare all'intesa entro la fine del 2026, altrimenti l'alternativa è una proroga al 2027, considerando però che la nuova Politica Agricola Comune entrerà in vigore dal 1° gennaio 2028. Piuttosto sono due agli aspetti che invece preoccupano la Commissione europea: i tagli ai fondi di riserva che vengono utilizzati in caso di calamità naturali o anche, come successo recentemente, per la crisi dei fertilizzanti. Non solo, anche i tagli previsti alla ricerca agricola aggiungono timori sul futuro.

Insomma una trattativa complessa, dove sono tanti gli interessi in gioco e lo sguardo rivolto al 2027, anno in cui andranno al voto importanti Paesi dell'Ue, non può che influenzare le decisioni da prendere entro la fine di quest'anno. Come la nuova Pac che in futuro dovrebbe essere assorbita in un unico fondo comunitario: scelta criticata ma difesa dalla Commissione Europea che evidenzia in questo modo la possibilità di favorire la sinergia e di migliorare le capacità di spesa dei singoli Stati. La Commissione stessa invoca maggiore flessibilità sui bilanci e meno rigidità da parte dei Governi europei che devono decidere le priorità: gli agricoltori non devo avere paura di essere trascurati. 

A questo proposito, c'è una proposta della Commissione Europea, anche se ancora in fase iniziale, per tutelare e anzi rilanciare le Indicazioni Geografiche dei prodotti. Come già avviene per i prodotti biologici, la proposta è quella di riservare una quota percentuale, attorno al 5%, negli appalti pubblici ad esempio per mense e ospedali, all'acquisto di prodotti con indicazione geografica come ad esempio riso, formaggio o prosciutto. Quindi guardando non ai costi ma alla tutela e al rilancio delle produzioni europee dall'invasione di prodotti extra Ue a basso costo. 

Come sottolinea la portavoce della Commissione Europea Luise Bogey, «la Pac sta cambiando perché l'agricoltura sta cambiando. Ciò che non cambia è l'impegno dell'Europa nei confronti dei suoi agricoltori. La questione non è semplicemente quanto denaro ci sia nel bilancio, ma cosa quel denaro offra agli agricoltori: l'Europa continua a investire nell'agricoltura perché la sicurezza alimentare è un valore da difendere». 

Insomma, la futura Politica Agricola Comune dovrà contenere meno burocrazia ma non per questo meno sostegno: gli agricoltori  devono poter vivere del proprio lavoro. 

«Commercio e agricoltura devono lavorare insieme - conclude la portavoce - l'Europa può aprire i mercati e, al tempo stesso, sostenere i suoi agricoltori. L'Italia dimostra perché la Pac è importante: gli agricoltori europei producono cibo apprezzato in tutto il mondo, e la futura Pac li aiuterà a rimanere competitivi, proteggendo al contempo ciò che rende unica l'agricoltura europea». 

Matteo Fontana

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Johanna Finocchiaro

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