Attualità | 19 ottobre 2026, 08:21

“Vedere con le orecchie”, a Lanzo Torinese una medaglia e 1.500 euro per continuare a crescere

La consegna di premi e riconoscimenti agli atleti paralimpici e all'Avis di zona

Una medaglia che porta con sé l’impegno, la passione e le competenze di chi ha contribuito a rendere possibili grandi risultati sportivi e un assegno che trasforma la partecipazione di un’intera comunità in nuove opportunità. Sono questi i due simboli che sabato 17 ottobre, nella sala consiliare di Lanzo Torinese, hanno raccontato il presente e il futuro di “Vedere con le orecchie”.

Al centro della mattinata il percorso costruito attorno a MAG.00, il dispositivo che permette alle persone cieche e ipovedenti di orientarsi attraverso il suono durante la pratica sportiva. Accanto ai protagonisti e alle associazioni del territorio erano presenti anche il capogruppo Cesare Lamberto, il maresciallo Paolo Spataro, comandante della Stazione dei Carabinieri di Lanzo, e i militari della Compagnia della Guardia di Finanza: una partecipazione particolarmente significativa per il legame di Chiara Mazzel con il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.

La cerimonia, introdotta dal vicesindaco Fabrizio Casassa, si è aperta con la consegna alla sezione Avis del riconoscimento paralimpico legato ai traguardi raggiunti dalla sciatrice. Il suo cammino agonistico è poi proseguito con tre ori ai Mondiali di Espot 2023 e una Coppa del Mondo di specialità. È stata proprio lei a scegliere di condividere il valore del premio con chi, attraverso tempo, professionalità e impegno, ha contribuito allo sviluppo di MAG.00 e l’ha accompagnata negli anni.

«Ricordo che nel 2022 eravamo in questa stessa sala per dare un piccolo riconoscimento al gruppo che aveva iniziato a lavorare a questa iniziativa. Oggi, a distanza di qualche anno, ci ritroviamo qui sapendo che il progetto è andato avanti, si è allargato e ha avuto riscontri importanti anche a livello agonistico. L’atleta ha raggiunto grandi risultati, ma non li ha raggiunti da sola: il dispositivo non si è progettato e costruito da sé. C’è stata un’équipe che ha messo a disposizione impegno, lavoro e competenze. Tutto questo dà lustro al gruppo, all’Avis e alla nostra città», ha ricordato il sindaco Fabrizio Vottero, che ha voluto ringraziarla per il lodevole gesto e per l’attenzione avuta nei confronti di coloro che l’hanno accompagnata in questo percorso.

Quel gesto ha trovato continuità anche nella medaglia consegnata al giovane Marco Casolari, che ha iniziato a sciare con le guide di “Vedere con le orecchie”. A lui la sciatrice ha voluto lasciare una dedica, creando un ideale passaggio di testimone tra chi ha già raggiunto traguardi importanti e chi sta muovendo i primi passi sulla neve. Su questo valore si è soffermata anche la presidente dell’Avis di Lanzo, Beatrice Falvo, estendendo il ringraziamento a quanti hanno reso possibile l’iniziativa: «Questa medaglia non rappresenta soltanto un risultato sportivo, ma anche un messaggio di solidarietà, generosità e riconoscenza, valori che l’Avis porta avanti da tantissimo tempo. Un grazie speciale va agli istruttori, alle guide, ai volontari, agli sponsor, all’associazione Progetto in Vista e a tutti coloro che, dietro le quinte e lontano dai riflettori, ci aiutano a portare avanti “Vedere con le orecchie”».

Negli anni il sistema ha superato i confini dello sci alpino, raggiungendo anche altre località delle Valli. Tra queste Usseglio, dove durante l’estate è stato presentato e sperimentato. «Ringrazio Riccardo ed Elisa per avermi coinvolto personalmente in questo straordinario progetto. Ha portato risultati importanti a livello sportivo – ha aggiunto il sindaco Andrea Poma – ma soprattutto permette a chi vive delle difficoltà di migliorare la propria vita e coltivare una passione. Spero che anche noi, come Amministrazione, potremo continuare a sostenerlo e portarlo avanti in futuro».

A creare un ulteriore legame attorno a “Vedere con le orecchie” è stata la Cena Solidale “Un Ponte per un Sorriso”, che a settembre aveva scelto questa realtà tra quelle da sostenere nell’undicesima edizione. La serata all’Abbadia di Loreto aveva richiamato centinaia di partecipanti e sabato quel sostegno ha preso forma con la consegna simbolica all’Avis di un assegno da 1.500 euro. La restante parte del ricavato sarà destinata alle altre iniziative che “Un Ponte per un Sorriso” accompagna da sempre. «È stato davvero un progetto di comunità, perché non saremmo riusciti a organizzare una serata con quelle caratteristiche senza il sostegno di chi ci ha fornito gli alimenti, gli spazi e tutto ciò che serviva. Speriamo che, oltre al contributo economico, sia stato anche un momento importante per dare visibilità a “Vedere con le orecchie”», ha spiegato Silvana Sabbaa. Proprio le testimonianze ascoltate durante quella cena sono rimaste particolarmente impresse a Vottero. «Personalmente sono rimasto molto colpito dall’energia con cui queste persone ci hanno raccontato la loro esperienza. Non si sono poste come vittime delle proprie difficoltà, ma ci hanno trasmesso un messaggio che vale per la vita di ognuno di noi: andare avanti con spirito positivo e con energia. Quella sera mi sono portato a casa proprio questo grazie alle loro parole, e ci tenevo a sottolinearlo».

A mostrare concretamente quanto l’esperienza si sia ampliata è stata infine Elisa Tetti dell’Avis di Lanzo. «Crediamo molto in questo progetto, soprattutto per la possibilità che offre alle persone ipovedenti e non vedenti di praticare sport. Abbiamo sperimentato il sistema non soltanto nello sci alpino, ma anche nel fondo, nel pattinaggio sul ghiaccio e a rotelle. Ci sono persone che hanno ritrovato una passione dopo tanti anni e altre che stanno iniziando ora. È anche un momento di unione tra il nostro territorio e altri luoghi, dove chi ha una disabilità può provare questo sistema e sviluppare le proprie capacità in ambito sportivo».

Una medaglia, dunque, per riconoscere la strada già percorsa e un assegno per accompagnare quella che resta ancora da fare. Dietro a tutto questo ci sono atleti, volontari, guide, associazioni, amministrazioni e tante persone che hanno scelto di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie perché qualcun altro potesse tornare a vivere una passione, provarne una nuova e sentirsi un po’ più libero.

comunicato stampa

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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