Cultura e spettacoli | 20 ottobre 2026, 15:53

Gam, l’opera di Giuseppe Caccavale con i giovani dell'Accademia: “Attraverso l’arte, creiamo speranza”

L’artista si confronta con i gessi e i dipinti montani della Collezione nella mostra-installazione “nell’oltretempo”

Gam, l’opera di Giuseppe Caccavale con i giovani dell'Accademia

Gam, l’opera di Giuseppe Caccavale con i giovani dell'Accademia

È un lavoro condiviso con sei giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti quello di Giuseppe Caccavale, il nuovo “Intruso”, negli spazi della Gam.

La mostra installazione che sarà visibile dal 29 ottobre al 4 aprile è un confronto tra l’artista e le opere conservate nei depositi del museo dai gessi, appena restaurati, e i dipinti dedicati al paesaggio montano, con una particolare attenzione alle montagne che disegnano l’orizzonte di Torino.

“Nell’oltretempo” è il titolo del progetto che è stato portato avanti con le ragazze e i ragazzi dell’Accademia. Un percorso in cui il passato si risveglia nel contemporaneo.

“È un intervento totale -spiega l’artista - che mette insieme tipografia, libro, teatro, cinema e soprattutto poesia. Un organismo visivo in cui la parola tradizione, la madre della civiltà, fa da guida. Ci siamo allontanati dall’idea di vedere lo spazio come un attaccapanni. Qui si  sente il battito delle mani dei ragazzi che hanno preso parte al progetto”.

L’intervento si sviluppa sulle pareti attraverso pigmenti, grafite e la tecnica dello spolvero. L'intonaco impastato di grafite accoglie le parole e avvolge le opere della collezione, dipinti e gessi, in un nuovo spazio di relazioni. Questa concezione dello spazio si nutre anche degli studi di Caccavale sui manoscritti miniati: dai carmi figurati di Rabano Mauro ai codici della biblioteca della Badia di Cava de' Tirreni, nei quali scrittura e colore si fondono, invitando alla lettura, al canto e alla meditazione. Per la prima volta, l’artista disegna sulle pareti parole che ha scritto lui stesso. 

“Viviamo un momento difficile, dobbiamo far palpitare il gesso. Credo che un autore debba tenere conto della drammaticità economica dei tempi in cui viviamo e dei giovani che qui sono davvero protagonisti, non sono degli assistenti. Devono attraverso l’arte per creare speranza. In questo modo si crea una comunità dentro il museo”.

“Credo sia giusto coinvolgerci, c’è una sorta di scambio di energia. L’arte crea connessioni e ci permette di connetterci con gli altri, per questo credo nelle pratiche condivise e pensate a più teste” spiega Giovanna, 24 anni, tra i sei studenti di Arti Decorative coinvolti nel progetto.

“Questo progetto mette gioia e speranza - conclude Caccavale - comunica speranza. Vivo a Parigi, ero a place Pigalle, ho visto cosa è successo. Viviamo in una miseria incredibile, un artista attraverso il suo impegno deve essere tradotto. E qui viene tradotto con il poco e con il dono”.

Chiara Gallo

Leggi tutte le notizie di E POE...SIA! ›

Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
Mi trovate anche su Wikipoesia!

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium