Sanità | 20 ottobre 2026, 15:12

Diabete, screening e accesso alle cure: il nuovo progetto clinico-sociale di Torino

Saranno coinvolti anche ASL ed Ente Morale Società per gli Asili Notturni Umberto I

Diabete, screening e accesso alle cure: il nuovo progetto clinico-sociale di Torino

Intercettare precocemente il diabete non diagnosticato nelle persone che vivono in condizioni di grave marginalità sociale, attraverso screening nei luoghi che già frequentano e accompagnandole, quando necessario, verso i servizi sanitari e la continuità delle cure. È l'obiettivo del nuovo progetto clinico-sociale che coinvolgerà Città di Torino, ASL Città di Torino e Ente Morale Società per gli Asili Notturni Umberto I.

La convenzione per l'avvio della prima fase del progetto è stata approvata questa mattina dalla Giunta comunale, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, e avrà una durata di 12 mesi dalla sottoscrizione.

L'iniziativa si rivolge alle persone che frequentano mense sociali, strutture di accoglienza per persone senza dimora, servizi abitativi temporanei, housing e ambulatori sociali. Attraverso i servizi di prossimità sarà inoltre possibile raggiungere le persone che vivono in strada. Per realizzarla verrà proposto un questionario per rilevare eventuali sintomi e saranno effettuati test clinici rapidi, con l'obiettivo di individuare valori alterati o profili di rischio elevato prima che la patologia emerga in una situazione di urgenza. Le persone per le quali si renderanno necessari ulteriori approfondimenti saranno quindi indirizzate e accompagnate ai servizi della Struttura complessa di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell'ASL Città di Torino.

"La tutela della salute è una componente fondamentale dei percorsi di inclusione sociale – dichiara Jacopo Rosatelli, Assessore alle Politiche sociali della Città di Torino –. Con questo progetto vogliamo portare la prevenzione anche a chi, per le proprie condizioni di vita, più difficilmente riesce ad accedere ai servizi sanitari. Intercettare precocemente una malattia come il diabete significa evitare che una condizione di fragilità sociale si traduca anche in una maggiore vulnerabilità sul piano della salute. È questo il valore di una rete capace di integrare sociale e sanitario e di accompagnare concretamente le persone verso la cura".

"Con questo progetto portiamo la prevenzione là dove può essere più difficile intercettare precocemente la malattia - dichiara Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino. Il diabete, se non diagnosticato e adeguatamente seguito, può determinare conseguenze importanti sulla salute: per questo vogliamo facilitare lo screening e, soprattutto, costruire un collegamento concreto con i nostri servizi. La collaborazione con la Città di Torino e con gli Asili Notturni Umberto I ci permette di unire competenze sanitarie e sociali, accompagnando le persone dalla prima valutazione fino agli eventuali approfondimenti specialistici e alla continuità delle cure. È un modello di sanità di prossimità molto concreto: intercettare il bisogno, orientare la persona e rendere accessibile il percorso di cura".

"Il diabete è una malattia subdola, che rischia di essere ancora più invisibile tra le persone senza dimora - afferma Sergio Rosso, Presidente di Asili Notturni Umberto I - Grazie alla presenza nei dormitori, negli housing e nelle mense possiamo raggiungere direttamente oltre mille persone, favorendo una diagnosi precoce e il successivo accesso ai servizi sanitari. Arrivare prima significa prendersi cura delle persone, soprattutto di chi rischia di restare ai margini, e offrire loro una possibilità concreta di tutelare la propria salute e il proprio futuro. Il diabete non deve arrivare al pronto soccorso, soprattutto dove la povertà rende più difficile il prendersi cura di sé".

Il percorso non si limiterà allo screening, ma comprenderà anche attività di educazione sanitaria, orientamento e sostegno alla continuità delle cure, anche attraverso il ricontatto in caso di mancata presentazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle situazioni in cui alla fragilità abitativa si aggiungono l'assenza di un medico di riferimento, difficoltà linguistiche, una scarsa alfabetizzazione sanitaria o l'impossibilità di seguire autonomamente un percorso di cura.

L'Asl Città di Torino metterà a disposizione, presso la Casa di Comunità di Lungo Dora Savona 26, un ambulatorio e uno sportello sociale dedicati esclusivamente al progetto, che saranno attivi due pomeriggi al mese con il coinvolgimento di personale medico, infermieristico e sociale. Gli Asili Notturni Umberto I garantiranno il coinvolgimento di volontari formati, l'accesso ai propri luoghi di accoglienza e il necessario accompagnamento delle persone coinvolte, contribuendo a mantenere la continuità tra screening, accesso ai servizi sanitari e follow-up. La Città metterà invece a disposizione le proprie competenze sociali, educative, tecniche e amministrative e favorirà l'integrazione del progetto nella rete del Piano Inclusione Sociale e dei servizi cittadini, anche in raccordo con l'Ambulatorio sociosanitario "Roberto Gamba" di via Sacchi 49.

Le attività saranno monitorate attraverso una Cabina di regia composta da rappresentanti dei tre enti firmatari, chiamata anche a valutare i risultati e le condizioni per una possibile estensione del progetto.

comunicato stampa

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Johanna Finocchiaro

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Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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