Politica | 21 ottobre 2026, 15:22

Lutto per la politica torinese, a 76 anni è morto Gianfranco Morgando

Nato a Borgiallo, nel Canavese, nel 1949, è stato consigliere provinciale e poi assessore. Quindi il passaggio in Parlamento, sia come deputato che come senatore. E' stato anche segretario regionale del Pd

Gianfranco Morgando

Gianfranco Morgando

Lutto per la politica torinese (e non solo): a 76 anni è morto Gianfranco Morgando. Nato a Borgiallo (nel Canavese) il 20 dicebre del 1949, è stato per lungo tempo un esponente di primo piano del mondo politico torinese e piemontese, ma anche a livello italiano.

A metà degli anni Ottanta viene eletto consigliere provinciale a Torino e assessore all'istruzione, per poi assumere l'incarico di assessore al bilancio. Con l'inizio degli anni Novanta il salto: eletto deputato, aderisce al gruppo della Democrazia Cristiana. Nel 1994 è poi tra i fondatori del Partito Popolare italiano, di cui ricopre anche l'incarico di primo segretario regionale per il Piemonte. 

Nuova elezione a deputato nel 1996, questa volta nelle file dell'Ulivo. Ricopre anche l'incarico di sottosegretario all'Industria (in entrambi i Governi guidati da Massimo D'Alema). Poi è sottosegretario per il Tesoro, il Bilancio e la Programmazione Economica nel secondo governo Amato. Terza elezione alla Camera a inizio anni Duemila, questa volta con la Margherita. Nel 2006 viene eletto al Senato (per l'Ulivo).

Sempre in Piemonte, è stato segretario regionale del Partito Democratico. È stato direttore della Fondazione "Carlo Donat-Cattin". Che lo ricorda così: "Gianfranco Morgando ci ha lasciati senza fare rumore come era nel suo carattere schivo ed essenziale. Mancherà a tutti noi della Fondazione Donat-Cattin di cui era stato a lungo direttore nonché socio fondatore. Il suo consiglio, la sua intelligenza, la sua preparazione sono stati per anni un bene prezioso di cui gli saremo grati per sempre. Formatosi alla scuola di Carlo Donat-Cattin, a cui era legato anche da un grande affetto, ha saputo attraversare la complessa vicenda politica italiana ricoprendo ruoli importanti a livello nazionale e locale nel segno dei valori nei quali si era formato e con l’intelligenza e la lungimiranza di cui era capace", dicono Mariapia Donat-Cattin, i componenti del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e del Comitato scientifico insieme ai collaboratori della Fondazione Carlo Donat-Cattin.

“Ci sono persone che lasciano un segno profondo nella nostra vita. Gianfranco per me è stato una di queste - dice il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo -. Ho mosso i miei primi passi in politica al suo fianco. In quegli anni è stato un maestro, una guida, una persona da cui ho imparato tantissimo. E nel tempo è rimasto un punto di riferimento e soprattutto un amico. Mi ha dato tanto, con la sua intelligenza, la sua passione e la sua straordinaria umanità. Oggi se ne va un pezzo importante della mia storia personale e politica".

Cordoglio è stato espresso anche dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio. "Con Gianfranco Morgando se ne va un politico capace, un uomo profondamente innamorato della sua terra e delle istituzioni a cui ha dedicato tempo, passione e impegno durante tutta la sua vita, nel solco di quel cattolicesimo popolare di cui è stato tra i principali esponenti anche a livello nazionale. Alla sua comunità politica, ai suoi cari e alla sua famiglia, il cordoglio mio e della Regione Piemonte”.

“Con Gianfranco Morgando se ne va un pezzo della storia del cattolicesimo popolare e sociale torinese e piemontese. Morgando, come molti di noi, si è formato alla scuola di Carlo DonatCattin e della sinistra sociale di ispirazione cristiana, la storica corrente di Forze Nuove. Un insegnamento, ed una scuola politica che lo hanno accompagnato per tutta la sua vita politica, culturale, sociale ed istituzionale. Al di là del rapido cambiamento della politica dopo la fine della Democrazia Cristiana e l’assetto della prima repubblica. Ma il pensiero, la storia, la tradizione e la cultura del cattolicesimo sociale e popolare hanno continuato ad essere la sua vera bussola di riferimento. Nei partiti che si sono succeduti alla Dc e nella sua concreta esperienza politica e di governo. E oggi il modo migliore per ricordare Gianfranco Morgando e il suo ricco e fecondo magistero pubblico, è quello di proseguire a richiamare ed inverare le ragioni, la cultura e il pensiero del cattolicesimo sociale e popolare che continua ad essere un faro che illumina il ruolo e il comportamento dei cattolici nella politica e nella società”, dice l'onorevole Giorgio Merlo.

"Gianfranco Morgando era per me e per molti in Piemonte un amico e un maestro politico, sempre lucido nell’analisi e paziente nelle difficoltà. Un riferimento politico ed umano, capace di mediare e far incontrare le persone intorno ai progetti politici. Ci ricordava sempre che il progetto politico viene prima del percorso del singolo e che le culture politiche sono necessarie anche oggi per non ridurre l’attività politica al mero pragmatismo o alla lotta per il potere - dice Monica Canalis, consigliera regionale del Pd -. A lui soprattutto devo la mia formazione politica. Allievo di Donat-Cattin, Morgando era un attento osservatore dei fenomeni sociali ed economici, che sapeva leggere in modo riflessivo. Uomo di dialogo e di cultura, legatissimo alla sua famiglia e al suo Canavese, lascia un grande vuoto nel centrosinistra piemontese. Oggi lo piangiamo come Cattolici Democratici e come piemontesi".

Massimiliano Sciullo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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