Cronaca | 22 ottobre 2026, 13:43

Blitz di X-Rebellion all'ex-Ilte di Moncalieri con maxi scritte: "No data center. Fermare l'ecocidio. Stop al fascismo tech"

I messaggi sulle facciate dello stabilimento. L'attacco degli attivisti sui consumi idrici ed energetici mentre il comune si appresta a decidere sull'iter

No Data center. Stop Tech Fascism. Fermare l'ecocidio. Sono i messaggi a lettere giganti, ben visibili dall'autostrada e dalla città, per dire no a quello che potrebbe diventare il più grande data center d’Italia. Nuovo blitz degli attivisti di Extinction Rebellion nello stabilimento dell’ex-Ilte di Moncalieri: sulle facciate dell'edificio dismesso sono comparse le scritte per contestare l'insediamento dell'infrastruttura tecnologica e chiederne lo stop definitivo.

La protesta e i nodi su energia, acqua e PFAS

Al centro delle critiche del movimento ambientalista ci sono l'impatto e le risorse necessarie per alimentare un impianto da 527 megawatt e 4,5 miliardi di euro di investimento. Secondo Extinction Rebellion, una struttura di questa portata arriverebbe a consumare una quantità di energia pari a quella usata dall'insieme delle famiglie piemontesi, con criticità rilevanti anche sul fronte dell'approvvigionamento idrico per il raffreddamento dei server e per i potenziali rischi legati all'impiego di sostanze chimiche come i PFAS.

Nel comunicato diffuso a margine dell'azione, il movimento ha espresso la propria posizione: "Lasciamo qui questo messaggio affinché sia visibile ovunque e serva da monito a tutte le amministrazioni. Un data center di queste dimensioni ha impatti ambientali, sanitari e sociali pericolosissimi ed è incompatibile con qualsiasi obiettivo climatico. In un mondo che sta collassando e in cui il costo della vita sta soffocando la maggioranza della popolazione, non c’è spazio per investimenti miliardari per strutture ecocide".

Il dibattito sulla transizione energetica e il contesto politico

Il blitz si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità dell'infrastruttura digitale e sulle risorse energetiche necessarie per supportarla. Citando dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), gli attivisti sottolineano come l'aumento dei maxi data center rischi di incrementare il ricorso a fonti fossili o di spingere verso altre soluzioni energetiche.

A tal proposito, Extinction Rebellion contesta la linea della Regione Piemonte e le recenti dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Matteo Marnati sul fabbisogno energetico e l'ipotesi di ricorso al nucleare. "Moltiplicare queste enormi infrastrutture è folle - prosegue nelle dichiarazioni il movimento -: significa aumentare la pressione sulle risorse naturali e la dipendenza dai combustibili fossili, proprio quando la crisi climatica impone di azzerare le emissioni e contenere i consumi. Le scelte del governo e della Regione sono surreali: prima creano il problema, poi impongono una soluzione che ne genera un altro, ancora più grave, spacciandola per inevitabile".

L'iter amministrativo e la petizione dei residenti

L'iniziativa degli ambientalisti arriva in una fase delicata del percorso autorizzativo. Il progetto ha già incontrato le perplessità dell'amministrazione locale: a ottobre il sindaco di Moncalieri ha definito la proposta "non accoglibile", mentre il comune è chiamato a esprimersi in via definitiva entro la fine del mese. Nel frattempo, i residenti della zona hanno avviato una raccolta firme per opporsi all'opera. Da parte sua, il movimento chiede il blocco del progetto e la destinazione dell'area a finalità pubbliche o ambientali: "Al posto di altro cemento e di una nuova struttura energivora, si avvii un percorso partecipato per rinaturalizzare l’area o destinarla all’emergenza abitativa".

Daniele Caponnetto

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