I tempi difficili e le crisi fanno aumentare il risparmio delle famiglie piemontesi, un dato che per oltre la metà è concentrato a Torino e provincia. Lo dicono i dati della Banca d'Italia, elaborati dalla Fabi. Secondo le cifre, la crescita del 62% è concentrata soprattutto negli strumenti di investimento. Aumentano però anche i prestiti, anche se in maniera ridotta (10%), mentre il numero dei conti correnti continua a salire.
Risparmi, ma non nel materasso
In dettaglio, al 30 giugno 2026 il risparmio finanziario delle famiglie piemontesi, considerando depositi bancari, fondi di investimento, azioni e titoli di Stato, raggiunge 240 miliardi di euro, contro i poco più di 180 del 2020. L'incremento è di quasi 60 miliardi, pari al 33%. La crescita riguarda soprattutto gli strumenti finanziari diversi dai depositi, che passano da 92 a quasi 150 miliardi (+62%). I depositi
salgono invece da 87 a quasi 90 miliardi, con un +2% A Torino, come detto, si concentra la quota maggiore del risparmio regionale, con oltre 124 miliardi e mezzo di euro, in crescita rispetto ai poco meno di 92 del 2020 (+36%). Nella provincia, fondi di investimento, azioni e titoli di Stato passano da quasi 47 a quasi 78 miliardi, mentre i depositi crescono del 4%.
Dopo Torino, Biella e Cuneo registrano una crescita del 33%, seguite da Asti (+32%), Novara e Verbano-Cusio-Ossola (+31%), Alessandria (+27%) e Vercelli (+23%). L'andamento dei depositi è invece differenziato: aumentano in quattro province e diminuiscono nelle altre quattro, mentre gli strumenti di investimento registrano incrementi ovunque.
"Il dato più significativo non è soltanto la crescita del risparmio finanziario delle famiglie piemontesi - dice Paola Cogli Ciccarelli, coordinatrice della Fabi di Torino -: , ma soprattutto la sua composizione. Dei quasi 60 miliardi di incremento complessivo, 57 miliardi e mezzo riguardano fondi di investimento, azioni e titoli di Stato, mentre i depositi sono aumentati del 2%. È un'evoluzione che rende sempre più importante il ruolo delle professionalità bancarie nella gestione del risparmio e nella consulenza alla clientela. Servono competenze, formazione continua e tempo da dedicare alle persone. Per questo è fondamentale che le banche investano nell'organizzazione del lavoro, evitando che la crescente importanza dei servizi di investimento si traduca in maggiori carichi di lavoro e indebite pressioni commerciali".
Crescono anche i prestiti
Se aumentano i risparmi, però, dai dati emerge anche un aumento dei prestiti alle famiglie. Al giro di boa del 2026 infatti arrivano a sfiorare i 45 miliardi, in aumento rispetto ai quasi 41 del 2020. Un incremento del 10%. Rispetto al 2025, invece, la crescita è del 2%. A livello provinciale, Torino presenta il volume più elevato di prestiti, pari a quasi 26 miliardi (+2,2%). Sette province su otto registrano un incremento rispetto al 2020. Novara presenta la crescita percentuale maggiore (+15,0%), seguita dal Verbano-Cusio-Ossola (+12,8%), Torino (+11,7%), Cuneo (+10,7%), Biella (+6,2%), Vercelli (+5,6%) e Alessandria (+2,9%). Asti è l'unica provincia in controtendenza, con una diminuzione del 4,8% rispetto al 2020 e dello 0,4% nell'ultimo anno.
"Il credito alle famiglie continua a crescere, anche se in misura più contenuta rispetto al valore del risparmio finanziario - dice Roberto Marras, segretario amministrativo della Fabi di Torino -. Sono dinamiche differenti che richiamano l'attenzione sulle diverse funzioni svolte dalle banche. Accanto alla gestione del patrimonio, il sistema bancario deve continuare a sostenere chi ha bisogno di finanziare l'acquisto di una casa, un progetto o un'esigenza della vita quotidiana. Per garantire entrambe queste attività servono persone, professionalità e una presenza sul territorio che consenta di mantenere un rapporto diretto con la clientela".
Aumentano anche i conti correnti
Il quadro si completa con i conti correnti. Al 31 dicembre 2025 in Piemonte se ne contano 3.599.380, contro i 3.437.837 di fine 2020. L'incremento è di 161.543 conti (+4,7%). Rispetto al 2024, quando
erano 3.575.813, la crescita è di 23.567 unità (+0,7%). Torino concentra il numero maggiore di conti correnti, con 1.820.705 rapporti, rispetto a 1.740.297 del 2020. L'aumento è di 80.408 unità (+4,6%).
Nell'ultimo anno i conti sono cresciuti di 10.846 unità (+0,6%). Segue Cuneo, con 549.757 conti correnti nel 2025. La crescita percentuale più elevata tra il 2020 e il 2025 si registra a Biella (+17,1%),
dove i conti passano da 167.227 a 195.743, con un incremento di 28.516 unità. Seguono Asti (+8,5%) e Vercelli (+8,4%). Più contenuti gli aumenti di Alessandria (+0,6%) e Novara (+0,7%). Nell'ultimo
anno sette province su otto registrano un incremento. Biella presenta ancora la crescita percentuale maggiore (+2,3%), seguita da Cuneo (+0,9%) e Novara (+0,7%). L'unica diminuzione riguarda il
Verbano-Cusio-Ossola, dove i conti correnti scendono di 121 unità (-0,1%). "I 3.599.380 conti correnti presenti in Piemonte, con una crescita dello 0,7% nell'ultimo anno, confermano la rilevanza di questo strumento nel rapporto tra banche e clientela. Il conto corrente resta un punto di riferimento per la gestione delle esigenze finanziarie quotidiane, dai pagamenti al risparmio. Ma il numero dei rapporti bancari, da solo, non racconta la qualità dei servizi offerti. È importante che l'innovazione digitale si accompagni alla possibilità di mantenere un rapporto diretto con il personale bancario, valorizzandone le competenze e garantendo un'assistenza adeguata alle esigenze delle persone, sia in filiale sia attraverso i canali a distanza", sottolinea Paola Cogli Ciccarelli.










