In piazza D'Armi si torna a respirare aria di grande tennis. Anche se quest'anno non ci sarà l'invitato d'onore, Jannik Sinner. Torino si prepara alle Atp Finals 2026 e, come ormai tradizione, le ultime settimane prima del via nel polmone verde di Santa Rita è un brulicare di operai al lavoro, di transenne, di macchine per sollevare e spostare materiali, di allestimenti e così via.
Dall'Inalpi arena al prato
Dall'ingresso dell'Inalpi Arena fino all'area del prato che si spinge all'interno del grande giardino, il viavai è continuo. D'altra parte mancano soltanto tre settimane (o poco più) per la nuova edizione del torneo di tennis che mette di fronte i migliori in classifica generale, infortuni permettendo.

Non si prevedono grandi novità rispetto agli anni passati, anche se qualcosa qui e là sembra portare qualche elemento differente rispetto al passato. Un'installazione luminosa tra le due fontante "piatte" di piazza d'Armi sembra simulare, con una sequenza di cerchi che si illuminano di giallo, l'effetto di una pallina da tennis che rimbalza a terra. Come quando un giocatore si prepara al servizio.
I "caselli" per il pubblico

Ci sono poi già ampiamente abbozzati gli scheletri dei "caselli" che saranno usati come filtro per l'ingresso del pubblico e il controllo dei biglietti, mentre un enorme tendone sta prendendo forma proprio di fronte al palazzetto disegnato da Isozaki. Lì, come gli altri anni, ci sarà spazio per sponsor, attività commerciali e l'area di intrattenimento per le persone che vogliono trascorrere un po' di tempo in relax in attesa di prendere posto nell'arena.
Si torna sotto i riflettori
Il movimento di operai e addetti è intenso anche all'interno della struttura che ospita il campo da gioco, ma per ora l'ingress è off limits. L'atmosfera però è già suggestiva, come una formula magica che sta per ripetere i suoi effetti su una città sabauda, ma che col passare degli anni ha scoperto il piacere di sentirsi al centro dell'attenzione e sotto i riflettori del mondo.


















