"La discussione del bilancio regionale in Commissione sembra ormai il teatro dell’assurdo. Questa mattina avremmo dovuto affrontare i capitoli relativi alla Sanità, che compone quasi il 70% del bilancio regionale, ma il quadro fatto dall’assessore è, ad essere benevole, fumoso. Sappiamo che, per evitare il collasso, la Sanità piemontese ha bisogno di un corposo investimento a copertura delle perdite pregresse: ma continuiamo a non avere dati certi né sulla cifra di cui c’è bisogno né su quali risorse verranno impegnate, né come né quando": lo dichiarano, in una nota congiunta, lei presidenti dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale Gianna Pentenero (Pd), Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle), Alice Ravinale (AVS) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa per il Piemonte).
"Ricordiamo che a luglio in Consiglio Regionale l’assessore Riboldi aveva detto che il disavanzo della Sanità era stato stimato in 268 milioni di Euro e che quelle risorse sarebbero state trovate all’interno del bilancio regionale. La stima per stessa ammissione dell’assessorato questa mattina in Commissione è ferma al terzo trimestre 2025: vuol dire quindi che manca un’individuazione chiara del fabbisogno per coprire il disavanzo della sanità. Quanto alla provenienza delle risorse e al provvedimento con cui verranno impegnate, la confusione è massima: gli assessori Tronzano e Riboldi continuano a dirci tutto e il contrario di tutto, mentre si attende ancora il riparto delle risorse del fondo sanitario nazionale e gli assessori smentiscono loro stessi a distanza di poche ore sul maxiemendamento al bilancio con cui dovrebbero essere individuate le risorse", proseguono le opposizioni.
"Ad oggi, l’unico dato chiaro è che lo stanziamento già previsto nel bilancio di previsione è per il ripianamento delle perdite pregresse è di 65 milioni di Euro: meno di un quarto della cifra che servirebbe, stando alle stime fornite che comunque non sono aggiornate. È evidente che senza chiarezza su questo punto tutto il resto perde di significato: inutile discutere di edilizia sanitaria o di piani della prevenzione o di salute mentale e non autosufficienza se non c’è certezza sulla tenuta complessiva del sistema sanitario piemontese. Per tutta la discussione del piano socio-sanitario ci è stato detto che quella non era la sede in cui discutere di risorse: bene, il bilancio senza dubbio lo è, e senza risposte chiare sulla Sanità è impossibile procedere all’approvazione dello stesso. Domani in capigruppo chiederemo di rinviare la discussione generale fino a quando non sarà fatta chiarezza sull’effettivo stato dei conti della sanità piemontese", concludono Pentenero, Disabato, Ravinale e Nallo.












