La visita medica sul lavoro rappresenta uno strumento essenziale per tutelare la salute fisica e mentale dei dipendenti e Lavoratori, prevenendo malattie professionali e riducendo gli infortuni. Oltre a essere un obbligo normativo, questo controllo periodico favorisce l’efficienza produttiva e il clima organizzativo. L’articolo analizza le caratteristiche, la frequenza, il ruolo del Medico Competente e le implicazioni per Lavoratori e datori di lavoro.
Finalità e importanza della visita medica professionale
La funzione principale della visita medica sul lavoro consiste nell’accertare la capacità fisica e psicologica del Lavoratore a svolgere compiti specifici, tenendo conto dei rischi connessi alla mansione. Questo controllo sanitario consente di individuare tempestivamente condizioni che potrebbero evolvere in patologie professionali o aumentare il rischio di incidenti. Per esempio, un operatore addetto alla movimentazione manuale di carichi pesanti viene sottoposto a controlli periodici volti a prevenire disturbi muscoloscheletrici, molto comuni in questo settore.
Questa attività si inserisce all’interno di un più ampio programma di Sorveglianza Sanitaria, che comprende visite mediche preventive, periodiche e straordinarie, volte a monitorare costantemente lo stato di salute in relazione all’ambiente lavorativo.
Frequenza e modalità delle visite
La cadenza delle visite mediche viene definita dal Medico Competente in funzione del livello di rischio associato alle mansioni svolte. Di norma la periodicità è di 12 mesi, 24 o 60 mesi per gli addetti al Videoterminale, fermo restando che è facoltà del Medico Competente stabilire una diversa periodicità.
Le visite possono svolgersi direttamente all’interno dell’azienda, qualora siano disponibili spazi adeguati e riservati, oppure presso gli ambulatori del Medico Competente o strutture convenzionate esterne. In ogni caso, è fondamentale assicurare la privacy del lavoratore e l’idoneità degli ambienti.
La sorveglianza sanitaria: un sistema integrato
La Sorveglianza Sanitaria rappresenta un insieme coordinato di interventi medici che mirano a prevenire e controllare gli effetti derivanti dall’esposizione a rischi professionali. Il Medico Competente, nominato dal Datore di Lavoro, elabora un Protocollo Sanitario, chiamato anche Piano Sanitario, specifico per ogni azienda, stabilendo le visite e gli accertamenti da effettuare e la loro frequenza.
Le tipologie di visita includono:
- Preassuntiva: effettuata prima dell’assunzione, per valutare l’idoneità prima dell’assunzione.
- Preventiva: effettuata prima dell’esposizione al rischio e viene fatta se non è stata eseguita la visita preassuntiva.
- Periodica: programmata a intervalli regolari, secondo periodicità indicata nel Protocollo Sanitario.
- Su richiesta: attivata in caso di segnalazione di problemi di salute da parte del Lavoratore.
- Pre-rientro: dopo assenze superiori a sessanta giorni per malattia.
- Cambio mansione: necessaria in caso di modifica o nuova mansione lavorativa.
- Alla cessazione: obbligatoria in caso di Lavoratori esposti e rischio chimico, radiazioni ionizzanti e amianto, al termine del rapporto di lavoro.
A commentare questo aspetto è il Sig. Raffaele Poleo, RSPP e Formatore sulla Sicurezza, figura che in GDM – nota azienda di Torino specializzata in corsi di formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro - si occupa anche di analizzare il fabbisogno delle imprese che richiedono supporto, proponendo servizi su misura in funzione della reale situazione aziendale. «Una sorveglianza sanitaria ben strutturata non è solo un adempimento normativo, ma un processo continuo che deve integrarsi con l’organizzazione del lavoro e con i rischi specifici presenti in ogni reparto». Poleo sottolinea inoltre che «la definizione del protocollo sanitario è efficace solo se nasce da un confronto costante con l’azienda, così da garantire controlli realmente utili e orientati alla prevenzione».
Procedura della visita e documentazione necessaria
Durante la visita, il Medico effettua un colloquio approfondito per raccogliere la storia clinica del dipendente, seguito da un esame obiettivo che comprende controlli generali come la misurazione della pressione arteriosa, la verifica di altre condizioni sorte dalla raccolta anamnestica. Se richiesto, si procede con esami strumentali quali spirometria (per valutare la funzionalità polmonare), audiometria o analisi di laboratorio.
Al termine del controllo, il medico rilascia un giudizio sull’idoneità alla mansione, che può essere completa, con limitazioni e/o prescrizioni, anche temporanee, o in casi più gravi indicare una non idoneità temporanea o permanente.
Per accedere alla visita, il Lavoratore deve presentare documento d’identità, tessera sanitaria e, se disponibili, certificazioni mediche pregresse o documentazione relativa a patologie croniche.
Aspetti organizzativi, costi e obblighi
La prenotazione della visita richiede generalmente un preavviso minimo di 48 ore. La durata varia da venti-trenta minuti, per visite di routine, fino a un’ora quando sono previsti esami più complessi.
Le spese per le visite mediche ricadono interamente sul datore di lavoro, che deve considerare il tempo dedicato come orario lavorativo retribuito. Il costo si aggira mediamente tra i 60 e i 250 euro, in base al numero e tipologia degli accertamenti previsti per la mansione.
La mancata osservanza degli obblighi legati alla Sorveglianza Sanitaria può provocare sanzioni pecuniarie sino a 6.000 euro, la sospensione dell’attività aziendale in caso di reiterate violazioni e responsabilità penali qualora si verifichino infortuni conseguenti a negligenze.
Conseguenze per il Lavoratore e limiti di validità
Il rifiuto ingiustificato di sottoporsi alla visita medica comporta sanzioni disciplinari e può portare all’allontanamento temporaneo, fino ad arrivare al licenziamento per giusta causa. Il giudizio espresso dal Medico Competente riguarda esclusivamente la funzione e l’ambiente lavorativo specifici, pertanto non è trasferibile ad altre attività o aziende.
Nel caso in cui si evidenzino limitazioni o inidoneità, il Datore di Lavoro è tenuto a riassegnare il dipendente a mansioni compatibili con le condizioni di salute accertate.
Vantaggi per l’azienda e prospettive future
Oltre a rappresentare un obbligo sancito dal Decreto Legislativo 81/2008, la Sorveglianza Sanitaria costituisce un investimento strategico per l’impresa. Garantire che il personale sia in condizioni ottimali riduce significativamente i rischi di infortunio e le assenze per malattia, migliorando la continuità produttiva.
Un ambiente lavorativo che valorizza la Salute e la Sicurezza favorisce un clima positivo, incrementando la motivazione e la collaborazione tra colleghi. Questo si traduce in un aumento della produttività e nella prevenzione di problematiche organizzative.
Dal punto di vista economico e legale, mantenere in regola la documentazione sanitaria permette di evitare multe, sospensioni dell’attività e responsabilità penali, salvaguardando la reputazione aziendale. Inoltre, la Sorveglianza consente di individuare precocemente criticità legate a specifiche mansioni, consentendo interventi tempestivi e mirati quali adeguamenti organizzativi o l’adozione di dispositivi di protezione più efficaci.
La Visita Medica del Lavoro, pertanto, si configura come un meccanismo indispensabile per garantire la salute dei Lavoratori e la sostenibilità delle imprese, con ricadute positive su sicurezza, produttività e conformità normativa. L’attenzione costante a questo ambito rappresenta un elemento chiave per affrontare le sfide del mondo del lavoro contemporaneo.
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