Cultura e spettacoli | 16 gennaio 2026, 11:32

Occupied Territories, le storie dell’occupazione arrivano a Vinovo [FOTO]

Al Castello Della Rovere il progetto fotografico di Fabio Bucciarelli tra West Bank, Gaza e Libano

Alcune immagini della mostra

Alcune immagini della mostra

Dal 7 febbraio al 3 maggio 2025 il Castello Della Rovere di Vinovo ospita la mostra Occupied Territories: Stories from the West Bank, Gaza and Lebanon.  Il progetto fotografico di Fabio Bucciarelli, che documenta oltre dieci anni di lavoro nei territori segnati dall’occupazione israeliana, arriva a Vinovo dopo essere stato presentato nel luglio 2025 a Sarajevo, nell’ambito del WARM Festival, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al giornalismo di conflitto, e a settembre 2025 a Modena, all’interno di DIG Festival. 

La mostra nasce come trasposizione espositiva dell’omonimo libro fotografico pubblicato da Dario Cimorelli Editore, costruito attorno a 100 immagini che raccontano la vita quotidiana nei territori occupati della Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e in Libano. Un lavoro di lungo periodo che si sottrae alla logica dell’urgenza della cronaca per restituire una narrazione stratificata, complessa e profondamente umana di luoghi troppo spesso ridotti a simboli o a dati statistici. 

Le conseguenze del conflitto

Le fotografie di Occupied Territories non spettacolarizzano il conflitto, ma si concentrano sulle sue conseguenze profonde e durature dell’occupazione israeliana: la frammentazione dello spazio, le limitazioni alla libertà di movimento, l’attesa, la resistenza, la vita che continua nonostante tutto. Attraverso ritratti, scene quotidiane di distruzione e paesaggi segnati dalla presenza militare, Bucciarelli costruisce un racconto visivo – a colori e in bianco e nero - che mette al centro le persone, i loro gesti, i loro sguardi.

Il progetto si sviluppa come una narrazione coerente, in cui ogni fotografia è parte di un corpus unitario pensato per essere letto nel suo insieme. Il passaggio dal libro alla mostra è una vera trasposizione spaziale del progetto editoriale. Cinquanta steli di ferro, come fiori d’acciaio, sorreggono le cento stampe da un metro creando corridoi di oppressione e percorsi in cui il dolore diventa architettura. West Bank, Gaza, Libano non sono solo più fotografie da sfogliare, ma storie da attraversare in un cammino che permette di interagire con le immagini e con il loro peso.

Le 100 immagini diventano così un racconto visivo che si dispiega nelle sale del Castello Della Rovere, mantenendo la forza narrativa originaria e amplificandola attraverso il confronto diretto con lo spazio espositivo invitando il visitatore a un’esperienza di visione lenta, riflessiva, immersiva. In questo senso, Occupied Territories si configura come un’opera aperta, che chiede allo spettatore di assumere una posizione attiva, di interrogarsi sul proprio sguardo e sul modo in cui viviamo, dove le immagini contribuiscono a costruire la memoria collettiva dei conflitti contemporanei.

In un contesto globale segnato dal ritorno della guerra come elemento strutturale della contemporaneità, Occupied Territories: Stories from the West Bank, Gaza and Lebanon si propone come uno spazio di conoscenza e di consapevolezza, capace di andare oltre la semplificazione e la polarizzazione del dibattito pubblico. 

Chi è

Fabio Bucciarelli (Torino, 1980) è fotografo, reporter e autore di fama internazionale. Le sue immagini delle guerre globali e delle loro conseguenze umanitarie, scattate negli ultimi 15 anni, lo hanno affermato come uno dei principali fotogiornalisti contemporanei. Il suo sguardo va oltre la cronaca, mostrando l’umanità e la fragilità dietro i conflitti. Ha seguito, tra gli altri, la guerra civile libica, quella siriana, il conflitto in Ucraina dal 2014, le rivolte nel mondo arabo e la crisi dei migranti nel Mediterraneo. Le sue fotografie sono state pubblicate dalle principali testate internazionali e premiate con riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Robert Capa Gold Medal, diversi World Press Photo e tredici Picture of the Year.

Info pratiche

Castello Della Rovere, piazza Rey, Vinovo (TO).

Apertura al pubblico da sabato 7 febbraio a domenica 3 maggio 2026, tutti i fine settimana: il sabato dalle 15 alle 18:30; la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18:30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura).

Intero 7 euro, 

Ridotto 5 euro (over 65, gruppi minimo 10 persone, adulti partecipanti ai laboratori per famiglie)

Gratuito (possessori Abbonamento musei, minori di anni 18, persone disabili certificate, comitive scolastiche, giornalisti muniti di tesserino). 

La mostra resterà aperta anche nelle giornate festive di lunedì 6 aprile, sabato 25 aprile e venerdì 1° maggio con il seguente orario dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18:30.

Inaugurazione su invito venerdì 6 febbraio ore 18

Per informazioni: manifestazioni@comune.vinovo.to.it - 011.9620413.

Redazione

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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