Torino piange Fulvio Fiori, scomparso nei giorni scorsi all'età di 70 anni. Nato a Milano il 9 luglio 1955, è stato una figura poliedrica nel mondo della cultura e della comunicazione. Come racconta lui stesso nel suo sito web, nella sua vita è stato "autore di commedie, romanzi, racconti, saggi e aforismi (i cosiddetti aFiorismi, ndr), pubblicati anche negli Stati Uniti, sui diari di Comix e un po' in tutta la Rete"
E' stato anche scrittore e ha pubblicato per case editrici come Feltrinelli, TEA, Lindau e Tranchida. In passato (agli inizi degli anni Duemila) ha vinto anche il Premio Massimo Troisi per la Scrittura Comica, ma vanta anche il Premio Teatro Totale per la Drammaturgia, tra gli altri.
E' stato anche attore e regista teatrale, ma ha lavorato pure nel mondo della pubblicità come copywriter internazionale, creando campagne di comunicazione italiane ed europee per clienti come Nestlé, Coca Cola Company e Unilever.
Nella sua esistenza c'è stato spazio anche per lo sport: atleta agonista di karate in gioventù, è diventato Maestro di Tai Chi Chuan e Docente di Visualizzazioni Guidate. Nel 2010 ha ideato la Bioscrittura, la scrittura che cura di cui è stato pioniere in Italia.
Chi lo ha conosciuto ricorda la sua presenza "discreta e intensa, la precisione unita alla leggerezza, la profondità mai disgiunta dall’ironia. Il suo lavoro ha lasciato un segno nel campo
della scrittura terapeutica e continua a ispirare chi cerca nella parola un mezzo di comprensione e cambiamento. Resta ciò che ha saputo donare: la lucidità che rischiarava le ombre, l’ironia che alleggeriva il peso delle difficoltà, il coraggio con cui invitava a trasformare le ferite in parole e le parole in consapevolezza. Resta la traccia di un insegnamento che continua a muoversi, a parlare, a toccare chi lo incontra. E resta soprattutto la sua eredità più preziosa: la possibilità, per ciascuno, di ritrovare sé stesso attraverso la verità semplice e profonda di una frase ben scritta".










