Attualità | 17 gennaio 2026, 07:03

Il sindaco Lo Russo ai residenti di Barriera: "La sicurezza non si risolve solo con le manette"

Il primo cittadino fa tappa nella Circoscrizione 6: confronto molto acceso

Un momento dell'incontro tra il sindaco e i residenti di Barriera

Un momento dell'incontro tra il sindaco e i residenti di Barriera

Il tour nei quartieri del sindaco Stefano Lo Russo fa tappa in Barriera di Milano e l'incontro con residenti e realtà territoriali si trasforma presto in un confronto acceso. Da una parte i grandi progetti di trasformazione urbana, dall'altra la paura quotidiana di chi vive il quartiere e denuncia degrado, droga e delinquenza.

Metro 2, investimenti e riqualificazioni annunciate

Nel suo intervento, il primo cittadino ripercorre i dossier più complessi ereditati dall'amministrazione. "Oggi abbiamo in porto un progetto, in stato avanzato, nell'area Gondrand-Sempione, con un partenariato pubblico-privato, e a breve partiremo con i lavori di demolizione e riqualifica dell'area delle piscine". Lo Russo parla di una trasformazione visibile nei prossimi mesi: "Chi abita in quell'area vedrà tante cose pensate per riqualificare: alberghi, la metro e progetti che mirano a cambiare il volto del quartiere".

Sulle periferie, il sindaco rivendica i numeri: "Abbiamo messo 306 milioni di euro, quanto la città spese per le Olimpiadi, facendo quasi le Olimpiadi delle periferie. È stata una stagione di grande trasformazione: abbiamo faticato, ma sono soddisfatto del lavoro fatto finora. Siamo la prima città d'Italia per capacità di spesa, motivo di orgoglio. Torino non è perfetta, ma ha saputo vivere una stagione di grandi investimenti".

I progetti e il nodo del piano regolatore

A fare il punto sui cantieri in corso è anche la consigliera comunale del PD Caterina Greco: "Abbiamo tanti progetti in corso, quello sulla Manifattura Tabacchi, quello sulla Gondrand, dove ci sarà anche il collegamento con le stazioni dei treni della Torino-Ceres. Il progetto più importante riguarda però il piano regolatore, che stiamo discutendo da mesi e che porterà a ricucire i vari quartieri".

La voce dei residenti: "Qui non siamo più tranquilli"

Dal pubblico, però, arrivano parole dure. Il tema della sicurezza domina il dibattito. "Quando esco di casa voglio essere tranquillo e se non ci muoviamo subito siamo rovinati. È il nostro territorio e gli extracomunitari devono rispettare le nostre leggi", dice un residente.

Un altro intervento va dritto al punto: "C'è degrado in tutta l'area di Barriera di Milano. In cantiere avete qualcosa per risolvere questi problemi? E soprattutto, quando potremo prendere la metro come passeggeri?".

Commercianti e firme contro la pedonalizzazione

Tra le critiche più forti quella di Giulia Magro, commerciante di via Martorelli e promotrice di una petizione contro il progetto di riqualificazione che prevede la pedonalizzazione della strada tra Aurora e Barriera.

"Il degrado di Barriera è presente da 15 anni ed è una cosa importante. Il problema più grande sono le vostre cooperative che fanno assistenzialismo, mettendo nei posti gente che non dovrebbe starci, facendo diventare Barriera una discarica. Dopo tutto questo tempo, come pensate di risolvere il problema? Stanno scappando tutti. Abbiamo presentato oltre 700 firme contro il progetto che toccherà via Martorelli e continueremo a opporci".

La replica del sindaco: sicurezza, sanità e forze dell'ordine

La risposta del sindaco prova a riportare il confronto su un piano più ampio. "Vedremo se il progetto non piacerà, non sono così convinto che lo conoscano tutti. Il piano regolatore non risolverà da solo il problema della sicurezza, perché la sicurezza è un diritto ma serve una strategia integrata".

Lo Russo entra nel merito: "Il tossicodipendente, senza un servizio Asl che interviene, non lo risolvo semplicemente spostandolo. Se non ho una sanità regionale che funziona non risolvo il problema. Non serve il poliziotto con le manette, ma lo psichiatra e la medicina di territorio. Quando si trovano gli spacciatori devono essere arrestati, e serve la Polizia di Stato: a Torino mancano 200 poliziotti".

Il riferimento è anche a fatti recenti, primo tra tutti il caso dello sgombero di Askatasuna: "Abbiamo visto che quando si vogliono mandare gli agenti, li si manda, ma servono per i problemi quotidiani". Poi il tema della videosorveglianza: "È vero che chi spaccia non smette di farlo, ma almeno diamo alle forze dell'ordine strumenti probatori per perseguire questi reati".

Infine, il nodo del carcere: "L'attuale struttura del Lo Russo-Cotugno ha uno dei tassi di recidiva più alti d'Italia. Chi sconta la pena spesso esce e torna a delinquere. Se investiamo nell'educazione, i numeri dicono che abbiamo meno delinquenti per le strade e quindi maggiore sicurezza urbana".

La chiusura è rivolta anche ai contestatori: "Se alla signora non piace il progetto ha ragione ad arrabbiarsi con me, perché quello di via Martorelli è un progetto della mia amministrazione. Per il resto continuiamo a chiedere strumenti a chi di dovere: questore, prefetto, Regione e governo. Bisogna lavorare tutti insieme per trovare soluzioni concrete".

Marco D’Agostino

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