Eventi | 25 gennaio 2026, 07:00

Palcoscenico Danza 2026: al teatro Astra i "mostri" del corpo e dell'identità

La rassegna, diretta da Paolo Mohovich, si conferma uno dei luoghi più vitali per la danza contemporanea in città, intrecciando grandi nomi internazionali e protagonisti della scena italiana

Palcoscenico Danza 2026: al teatro Astra i "mostri" del corpo e dell'identità

Dal 25 gennaio al 29 aprile Palcoscenico Danza torna al Teatro con un’edizione che si inserisce nel tema del triennio TPE 2025/28 "Persone" e nella stagione di prosa 2025/26 intitolata Mostri.

La rassegna, diretta da Paolo Mohovich, si conferma uno dei luoghi più vitali per la danza contemporanea in città, intrecciando grandi nomi internazionali e protagonisti della scena italiana in un percorso che indaga l’ibridazione tra umano, natura e mito.

Per la prima volta Palcoscenico Danza condivide lo stesso titolo della stagione teatrale TPE, rafforzando il dialogo tra linguaggi e immaginari. Mostri non è qui sinonimo di devianza o orrore, ma figura simbolica della trasformazione: corpi deformati, creature ibride, divinità mitologiche e "mostri sacri" della cultura diventano strumenti per interrogare l’identità, il sacro, il rapporto tra individuo e collettività.

"Una stagione variegata e sorprendente – spiega Mohovich – ricca di creature mostruose: dai vulcani Fuji ed Etna alle divinità taiwanesi, dall’uomo-cervo cibernetico al mostro sacro Maria Callas. Figure che attraverso la danza indagano la natura, il sacro e l’umano in modi inediti e perturbanti".

Tra vulcani, miti e icone

L’apertura, il 25 gennaio, è affidata a Roberto Zappalà con Brother to Brother – dall’Etna al Fuji: un potente rito coreografico e musicale che mette in dialogo Sicilia e Giappone attraverso i tamburi Taiko dei Munedaiko e la fisicità dei danzatori della Compagnia Zappalà Danza. Un viaggio tra forze primordiali, natura e civiltà, dove il ritmo diventa origine comune.

Il 5 febbraio è il momento di Callas, Callas, Callas, omaggio nel centenario della nascita della Divina firmato da COB Compagnia Opus Ballet. Tre coreografi – Adriano Bolognino, Carlo Massari e Roberto Tedesco – rileggono il mito Callas senza raccontarlo, evocandone piuttosto le tracce emotive e simboliche attraverso una danza astratta e contemporanea.

Il respiro internazionale si amplia tra il 28 febbraio e il 1° marzo con Divine Monsters, che unisce due visioni complementari: Glanced Crack della Hung Dance di Taiwan, firmato da Lai Hung Chung, ispirato al mito di Nuwa e alla resilienza della vita, e Mitici di Giovanni Insaudo, una riflessione cupa e aliena sul rapporto tra umani e divinità.

Biografie, non-luoghi e corpi-ecosistema

Dal 24 marzo la rassegna entra in una fase più intima e riflessiva. Emanuela Tagliavia presenta Shortcut, una "biografia scenica" costruita per frammenti, tra danza, arti visive e memoria corporea: un vero e proprio mostro teatrale, ibrido e non lineare.

Il 31 marzo e 1° aprile è la volta di Elías Aguirre con Aurunca, lavoro ispirato ai non-luoghi e al rapporto con la morte, dove il corpo si trasforma in ecosistema attraversato da presenze invisibili e metamorfosi. Attorno allo spettacolo si sviluppa anche un’importante proposta formativa: il 1° aprile Aguirre conduce una masterclass aperta a danzatori e curiosi, dedicata alla “natura invisibile” del movimento.

Giovani visioni e chiusura al femminile

Il 23 e 24 aprileMade4you.x celebra i dieci anni del progetto di Eko Dance Project con una serata speciale che vede la partecipazione di Nacho Duato, padrino dell’edizione, accanto a nuove creazioni di Paolo Mohovich, Salvatore De Simone e Giovanni Insaudo.

La chiusura, il 28 e 29 aprile, è affidata a Of Restless Nature di Cristiana Casadio, ispirato alle figure ibride della scultrice Germaine Richier, e ad Architetture di spazi minimi del Collettivo Lattea, in collaborazione con Interplay Link: due lavori che interrogano il corpo come luogo di soglia, relazione e trasformazione.

Daniele Angi

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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