Viabilità e trasporti | 30 gennaio 2026, 07:16

Due petizioni contro la pista ciclabile in corso Palermo e via Martorelli: "Fatela in via Bologna"

La richiesta di residenti e commercianti è utilizzare i 25 milioni del progetto Aurora-Barriera per rifare manto stradale, marciapiedi e creare centri per i giovani

Foto generica d'archivio

Foto generica d'archivio

Il progetto Aurora-Barriera non piace ad almeno 1200 tra residenti e commercianti della zona di corso Palermo e via Martorelli, che hanno firmato due diverse petizioni contro il progetto di riqualificazione da ben 25 milioni di euro che interessa i due quartieri.

Spostare la ciclabile su via Bologna

Una petizione chiede il mantenimento dell'attuale viabilità, mentre il progetto farà nascere una pista ciclabile e isole pedonali su corso Palermo e via Martorelli, togliendo posti auto e cambiando la percorribilità delle vie limitrofe. La proposta è di spostare la ciclabile su via Bologna, collegandola così a quelle già esistenti sul lungo Dora e corso Verona e creare un percorso omogeneo. La richiesta è poi di riqualificare anche il Ponte Carpanini, realizzando una nuova illuminazione e sistemando il manto stradale, e di concentrarsi sulla realizzazione di centri e spazi per giovani e famiglie, considerati insufficienti.

"Come residenti del primo tratto di corso Palermo - ha spiegato la prima firmataria della petizione, Sofia Ilaria Cavacciuti - ci siamo preoccupati per la viabilità: la riduzione dei parcheggi e del traffico andrà a riversarsi sulle vie limitrofe. Si sente parlare di un progetto per i giovani ma in realtà è più di contrasto alle dipendenze e alla delinquenza, mentre in quella zona vorremmo interventi anche per i giovani che vivono nel quartiere e che vorrebbe rimanerci. Da mamma di due figli una Casa del Quartiere mi è sempre mancata, così come spazi ricreativi dove fare sport. Più che corso Palermo e via Martorelli, la pista ciclabile sarebbe più utile in via Bologna".

Rifare marciapiedi  e manto stradale

L'altra petizione porta principalmente il punto di vista dei commercianti della zona, raccolti nell'associazione Pro.Mar. La pista ciclabile in progetto è considerata inutile vista la presenza del limite di 30 km/h che rende l'asse già adatto ad essere percorso su mobilità sostenibile, mentre la paura sulle isole pedonali è che più che riqualificazione crei degrado e bivacchi. La proposta è invece di rifare i marciapiedi, il manto stradale e l'illuminazione.

"I commercianti sono terrorizzati - ha commentato Pierino Magro, presidente dell'associazione commercianti - Ogni volta che il Comune parla di riqualificazione ne esce una de-qualifica, come nel mercato di piazza Crispi, come in corso Giulio Cesare, in piazza Foroni. Quando era stato smantellato il tram 4 in via Martorelli erano stati stanziati 3 milioni di euro per la riqualificazione, ma è andato perso. Poi è stato ripreso e con 870 mila euro abbiamo ottenuto quattro dossi, la messa in sicurezza degli incroci e il limite di 30 km/h. Chiediamo che venga finito il progetto iniziato, mentre con la pista ciclabile perdiamo 800 metri di parcheggio e le case diminuiscono il loro valore. L'isola pedonale c'è già con i marciapiedi molto larghi di via Martorelli, mancano gli arredi".

Forza Italia sostiene le due petizioni

Le petizioni hanno trovato l'appoggio delle minoranze in consiglio comunale. "Quasi 1500 firme sono un segnale forte da parte della cittadinanza - ha commentato il vicecapogruppo di Forza Italia Domenico Garcea - Nel progetto sono state coinvolte associazioni ma non i residenti e i commercianti, in quel caso la città deve ascoltarli".

"A Barriera non servono ciclabili e marciapiedi ma sicurezza" ha aggiunto la capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech.

Francesco Capuano

Leggi tutte le notizie di HUMANITAS ›

Humanitas, da 25 anni per la tua salute

Da 25 anni, Humanitas è presente a Torino con Humanitas Cellini, Humanitas Gradenigo, le Cliniche Fornaca e Sedes Sapientiae e i centri Humanitas Medical Care Lingotto, Principe Oddone e San Luca.

Una rete integrata che conta sull’impegno quotidiano di oltre 2.300 professionisti - tra medici, infermieri, tecnici, staff - per garantire percorsi di cura completi, dalla prevenzione alla cura.

Strutture con differenti identità, ma valori comuni: multidisciplinarietà, qualità clinica, innovazione, tecnologia e attenzione alla persona.

Humanitas Gradenigo, nel cuore della città e con una solida tradizione ambulatoriale e chirurgica, è un punto di riferimento per l’Oncologia e l’Emergenza-urgenza con oltre 40.000 accessi all’anno in Pronto Soccorso.

Humanitas Cellini è una clinica polispecialistica con una forte anima ortopedica, riconosciuta per le sue eccellenze in ambito diagnostico, vascolare e urologico.

Clinica Fornaca, sinonimo di qualità e comfort nel centro di Torino: un moderno centro diagnostico, percorsi di prevenzione personalizzati, i migliori Specialisti e tecniche chirurgiche di avanguardia.

Clinica Sedes Sapientiae, con i suoi cento anni di storia, unisce una lunga tradizione chirurgica e l’eccellenza di centri specialistici innovativi.

Humanitas Medical Care è la rete di centri medici in punti nevralgici della città. Centri prelievi, ma anche percorsi di prevenzione personalizzati che si avvalgono degli ospedali Humanitas del territorio per una completa continuità di cura.

In questa rubrica, gli specialisti Humanitas vi accompagneranno con consigli di prevenzione, novità sulle ultime tecnologie e servizi e appuntamenti dedicati al pubblico. 

Direzione Sanitaria
Humanitas Cellini e Humanitas Medical Care Lingotto: professor Roberto Russo
Humanitas Gradenigo: dottoressa Morena Martinese
Clinica Fornaca e Humanitas Medical Care Principe Oddone: dottoressa Renata Ranieri
Clinica Sedes Sapientiae: dottor Roberto Arione
Humanitas Medical Care San Luca: dottoressa Maristella Basso, direttore tecnico ambulatoriale

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium