Furti nelle auto, spaccate nei garage, colpi nei negozi di zona e perfino una tentata violenza ai danni di una ragazza. È una scia di episodi di cronaca che nelle ultime settimane ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza a Mirafiori Sud, spingendo i residenti a mobilitarsi.
Sono 590 le firme raccolte tra piazza Pramollo, via Negarville e le strade limitrofe, poi presentate ufficialmente in Circoscrizione 2. Un secondo atto dopo l'incontro dello scorso novembre in via Plava. "Abbiamo deciso di muoverci perché la situazione è peggiorata - ha spiegato Valerio, il primo firmatario -. Non vogliamo arrivare alle ronde di quartiere, ma servono risposte concrete".
Le richieste: più luce e telecamere
Nel mirino dei cittadini ci sono in particolare le vie Buriasco, Pomaretto, Pramollo, Quarello, Biscaretti di Ruffia, Negarville, Roveda, Monteponi, Vallarsa, Riccio e strada del Drosso.
Le richieste sono chiare: più illuminazione pubblica, maggiori controlli e l’installazione di telecamere nei punti ritenuti più critici. I residenti segnalano anche atti vandalici e danneggiamenti alle auto in sosta, oltre a furti negli esercizi commerciali che hanno alimentato un clima di insicurezza diffuso. "Ci sentiamo lasciati soli", è il messaggio emerso a più riprese in commissione.
Il confronto in Circoscrizione
Duro e polemico il confronto acceso al centro civico. Con i cittadini a chiedere risposte certe ai consiglieri. Tra le ipotesi in campo anche il ritorno del vigile di quartiere, figura che i residenti considerano un presidio importante di prossimità.
"Sono già stati stanziati i fondi per potenziare la videosorveglianza - ha assicurato il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi -, nei prossimi mesi potrebbero essere installate nuove telecamere nelle aree indicate dalla petizione. Sul tema sicurezza è in corso un confronto con l’assessore comunale Marco Porcedda, con cui si sta valutando anche il rafforzamento dei controlli sul territorio".
"L'area é sicuramente da attenzionare e sul quale installare delle telecamere di videosorveglianza. Gli episodi che si sono susseguiti hanno generato tra i residenti un forte senso di insicurezza" così il coordinatore, Alessandro Nucera. Ma sull'argomento c'è chi va anche contro. Per Piero Ventre, di “Noi progettiamo per la 2”: "le telecamere non sempre prevengono i crimini. Anzi troppi occhi elettronici violano la privacy".
Il vigile di quartiere
Una ipotesi per il futuro porta al ritorno del vigile di prossimità. "La stiamo valutando" ha raccontato Rolandi. "Intanto ci sono 40 vigili in più, sono tutti in strada" facendo riferimento al nuovo presidio inaugurato al centro civico. "Come ente di decentramento - ha precisato Juri Bossuto, M5s -, siamo chiamati ad ascoltare i cittadini, dando loro delle soluzioni. Su questo concordo anch'io: servono vigili di prossimità".
Una mobilitazione nata dalla paura
La raccolta firme rappresenta la risposta a una preoccupazione crescente. Gli ultimi episodi - dalla tentata aggressione ai furti seriali nelle auto - hanno fatto scattare un campanello d’allarme in un quartiere che chiede di non essere lasciato indietro. Solo pochi giorni fa ignoti hanno scardinato la saracinesca della tabaccheria di via Pomaretto e del Prestofresco di via Quarello.
Molti problemi, secondo i partecipanti alla commissione, sarebbero nati anche con la chiusura della stazione dei carabinieri di via Morandi. Su questo tema, per il coordinatore al Bilancio, Federico Raia, "serve un fondo unico nazionale che riguardi la sicurezza - ha precisato -. Si sta lavorando insieme alla Città per installare le telecamere anche sul nostro territorio e già dal punto di vista dell’illuminazione qualche miglioria c’è stata. Ricordando che la sicurezza è comunque in capo al governo nazionale".
Per la consigliera M5s, Rita Grimaudo, "i controlli delle forze dell'ordine non bastano, serve prevenzione. Penso ai negozi che chiudono e che causano degrado, dove non c’è economia le persone rischiano di rimanere da sole. Così come i giardini non curati che si trasformano in monumenti al degrado. E la prevenzione si fa attraverso il sociale, il commercio, l’associazionismo". Intanto per i cittadini rimane una sola certezza: l'audizione in Comune, nella speranza di ricevere qualche importante novità sul fronte sicurezza.












