L'economia piemontese torna a crescere sulle ali dell'aerospazio. Lo dice l'ultima indagine di Unioncamere Piemonte, che ha registrato una crescita del 3,5% della produzione soltanto nell'ultimo trimestre del 2025, trascinando il risultato dell'intero anno a un +1,4%. Ma anche gli ordinativi totali hanno fatto bene (+5,8%), così come il fatturato totale (+2,03%).
Si torna a rimbalzare con l'export
Tutti indicatori positivi, insomma, con una forte influenza della componente estera (+13,5% per gli ordinativi e +4,1% per il fatturato), che permettono all'andamento complessivo di tornare a crescere dopo le difficoltà (-0,8%) del 2024. Un'inversione di tendenza dopo il rimbalzo post Covid e nonostante le difficoltà geopolitiche e le tensioni sui prezzi e delle materie prime a livello internazionale.
Debito degli stati, barriere, dazi e difficoltà politiche restano comunque uno dei motivi per cui il clima di fiducia resta prudente. E per i prossimi sei mesi le attese sono di riduzione, anche se meno drasticamente rispetto agli ultimi trimestri degli anni precedenti.
Prepararsi al decollo
Tra tutti i settori, come detto, è proprio quello dell'aerospazio a fare da motore. Andando anche a compensare i buchi e le incertezze lasciate dall'automotive. Se infatti il dato dei mezzi di trasporto segna un +2,2% nel 2025, al suo interno si cela un -15,5% dell'auto e un -5,3% della componentistica.
E' proprio l'aerospazio a trascinare verso l'alto l'andamento generale con un +18,3%. Una tendenza ancora più delineata se si prende in analisi solo l'ultimo trimestre dell'anno passato, quando lo Spazio è cresciuto addirittura del 27,6%.
Bene anche l'alimentare, con le industrie che nel 2025 sono cresciute del 4,7%. In miglioramento anche l'elettricità e l'elettronica (+1,7%), ma sono un po' tutti i comparti a chiudere con il segno più, fatta eccezione per i metalli (-0,4%).
Torino prima della classe
A livello dimensionale, poi, sono soprattutto le grandi imprese a tirare la volata (+3,5%). Mentre a livello geografico Torino segna un +2,1% (+6,4% solo nell'ultimo trimestre 2025), che insieme a Novara (+2,3%) rappresenta il dato migliore del Piemonte. Non per nulla, entrambi sedi di aziende dell'aerospazio. Torna a crescere anche il grado di utilizzo degli impianti, che sale dal 62,6 al 63,4%.
"L'industria piemontese è reattiva e vivace - commenta Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte -. I settori che danno impulso confermano la nostra competitività tecnologica e il fatto che tutte le province vadano bene dimostra una vitalità diffusa".
"Dobbiamo dare fiducia agli imprenditori lavorando come sistema - dice Andrea Tronzano, assessore regionale alle Attività produttive - Il fatto che le imprese continuino a investire è confortante e l'aerospazio è stata l'intuizione migliore che il Piemonte ha avuto dal 2019 in poi, anche perché le grandi imprese coinvolgono la filiera. In questo modo possono fare business e occupazione anche le piccole e medie. Noi cerchiamo di sostenerle utilzzando i fondi europei". Per l'export: "Presto andremo in Canada in missione, mentre stiamo ragionando se sia meglio al momento puntare su India o piuttosto su Singapore, sfruttando la scia di Silicon Box e del suo insediamento in Piemonte".
"Su corso Marche e la Città dell'aerospazio è importante aver già convinto i privati a investire. E ci stiamo riuscendo - aggiunge Tronzano - Sulla parte pubblica bisogna affrontare con pazienza la burocrazia e le tempistiche pubbliche. Ci sono già i laboratori e venerdì firmeremo un nuovo accordo per spingere ulteriormente su questo fronte. Se poi le parti pubbliche arriveranno tra un paio d'anni, non sarà un problema. L'importante è che procedano i privati".
Voglia di Paesi esotici e di nucleare
"Gli Usa restano i partner più desiderati dai nostri clienti, ma si stanno affacciando novità come Emirati Arabi, Arabia Saudita, Canada, ma anche Cina e India - dice Paola Garibotti, regional manager Nord Ovest per Unicredit -. Ora più che mai è necessasrio aiutare questi imprenditori ad affrontare mercati che nessuno aveva ancora visto. A cominciare dall'accordo di libero scambio con l'India. Bisogna muoversi con attenzione e cura, altrimenti si va a sbattere". "Anche la filiera del nucleare sta ridando segnali di interesse, seguendo con le nostre competenze le realtà francesi come clienti - prosegue Garibotti -. Si stanno organizzando su un arco di lungo periodo per sopperire alle carenze francesi sulla filiera. Ci potrebbe essere una riconversione non da poco
"L'economia piemontese risponde con settori molto diversificati che, a rotazione, hanno generato positività anche nei momenti più difficili - aggiunge Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo - I nostri imprenditori hanno continuato a investire negli impianti, migliorandone il potenziale produttivo. Mettere i soldi in Piemonte è sempre un buon affare. Ma anche dall'estero il mondo chiede la produzione e la qualità piemontese, che è oggettiva. Se tagliamo l'elemento geopolitco che è fuori dal nostro controllo, bisogna guardare agli impatti di situazioni come l'intelligenza artificiale, nella speranza che non sia una bolla. Ci sono gli elementi per sperare in un futuro positivo".
"Il sistema produttivo piemontese - commenta Giovanni Genovesio Presidente Cna Piemonte - dimostra capacità di reazione e resilienza, ma non possiamo ignorare il clima di preoccupazione che attraversa le imprese. La crescita c’è, ma non è ancora strutturale. Le micro, piccole e medie imprese hanno bisogno di certezze, tempi amministrativi più rapidi e strumenti finanziari adeguati per poter programmare investimenti e sviluppo". Per il segretario Delio Zanzottera "il divario tra dati produttivi in ripresa e aspettative ancora caute è il segnale che dobbiamo leggere con attenzione. Senza un rafforzamento delle politiche su credito, liquidità e semplificazione amministrativa, il rischio è che questa ripresa non si consolidi. Serve intervenire ora per trasformare un buon trimestre e un trend positivo in una crescita stabile e diffusa".
“La produzione industriale è tornata a correre e il Piemonte si prepara a essere tra le regioni italiane con la crescita più sostenuta nel 2026: non è un fatto casuale, ma il risultato di politiche regionali mirate che hanno rafforzato l’attrattività del territorio. Negli ultimi anni la Regione ha lavorato per creare un ecosistema favorevole agli investimenti, puntando su innovazione, competenze e filiere strategiche”: così Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris. “Da questa trasformazione – conclude Ravello - il Piemonte esce più forte, autonomo e pronto ad accelerare ulteriormente nel prossimo biennio”.













