Centro | 24 marzo 2026, 16:29

Finti vigili che entrano in casa: la Polizia Locale spiega come difendersi

L'incontro alla Baraca parte della campagna del Comune "La truffa si camuffa"

Incontro per contrastare le truffe agli anziani

Incontro per contrastare le truffe agli anziani

Continuano gli incontri in cui la Polizia Locale racconta i tentativi di truffa più comuni e insegna come difendersi. È la campagna del comune di Torino "La truffa si camuffa" e oggi l'iniziativa si è svolta nella Baraca di via Rapallo, con la presidente di circoscrizione 1 Cristina Savio e il comandante della polizia locale Centro - Crocetta Lorenzo Guglielmo.

Le truffe evolvono e i truffatori si aggiornano in continuazione: dopo il raggiro dello specchietto adesso è in voga l'uso di intelligenza artificiale e fingersi finti tecnici Smat e dell'ASL.

Spesso capita anche che i truffatori si travestano da finti vigili e chiedano di entrare in casa, per questo gli agenti di polizia locale hanno spiegato come riconoscere i veri casi da quelli finti. "È possibile che un vigile chieda di entrare per accertare delle pratiche - hanno spiegato - ma solo per controlli di cambio residenza e ricongiungimento familiare. Invece in caso di una notifica non è obbligatorio aprire la porta e firmare: chi dice che è urgente è un truffatore, noi possiamo lasciare una notifica e potete venire a ritirarla in centrale. Anche in caso di accertamento di residenza potete non aprire e verrà lasciato un avviso: se non aprite non succede niente e ritorniamo".

Un vigile di Torino si riconosce da alcuni segni distintivi: "Se in divisa abbiamo sempre la pistola - ha spiegato Guglielmo -, le manette e la radio: se non le hanno non sono veri vigili. Abbiamo le patch della Polizia Locale di Torino su giacca e cinturone e soprattutto potete sempre chiedere il tesserino di riconoscimento".


 

Francesco Capuano

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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