Continuano gli incontri in cui la Polizia Locale racconta i tentativi di truffa più comuni e insegna come difendersi. È la campagna del comune di Torino "La truffa si camuffa" e oggi l'iniziativa si è svolta nella Baraca di via Rapallo, con la presidente di circoscrizione 1 Cristina Savio e il comandante della polizia locale Centro - Crocetta Lorenzo Guglielmo.
Le truffe evolvono e i truffatori si aggiornano in continuazione: dopo il raggiro dello specchietto adesso è in voga l'uso di intelligenza artificiale e fingersi finti tecnici Smat e dell'ASL.
Spesso capita anche che i truffatori si travestano da finti vigili e chiedano di entrare in casa, per questo gli agenti di polizia locale hanno spiegato come riconoscere i veri casi da quelli finti. "È possibile che un vigile chieda di entrare per accertare delle pratiche - hanno spiegato - ma solo per controlli di cambio residenza e ricongiungimento familiare. Invece in caso di una notifica non è obbligatorio aprire la porta e firmare: chi dice che è urgente è un truffatore, noi possiamo lasciare una notifica e potete venire a ritirarla in centrale. Anche in caso di accertamento di residenza potete non aprire e verrà lasciato un avviso: se non aprite non succede niente e ritorniamo".
Un vigile di Torino si riconosce da alcuni segni distintivi: "Se in divisa abbiamo sempre la pistola - ha spiegato Guglielmo -, le manette e la radio: se non le hanno non sono veri vigili. Abbiamo le patch della Polizia Locale di Torino su giacca e cinturone e soprattutto potete sempre chiedere il tesserino di riconoscimento".










