Attualità | 25 marzo 2026, 11:28

La Rai vende il palazzo di Torino dove è nata la radio italiana: sindacati sulle barricate

Avviato un piano di dismissioni per finanziare la bonifica di via Mazzini: cosa rischia di perdere il capoluogo

Timori per il futuro del Palazzo della Radio di via Verdi

Timori per il futuro del Palazzo della Radio di via Verdi

La Rai vende immobili in tutta Italia per finanziare la bonifica dall'amianto della sede principale di via Mazzini a Roma. E a finire sul mercato anche il palazzo Rai Teche di via Verdi 31, il vicino rudere del teatro Scribe da anni circondato dai ponteggi, le due aree di parcheggio retrostanti e l'ex Centro di Produzione di corso Giambone.

Centro Rai libero entro fine 2026

Gli immobili, così come gli spazi per la sosta, verrebbero affidati per l'incanto ad un unico advisor ed il possibile incasso si annuncia alto: solo per lo stabile che ospita le mediateche di parla di 12 milioni di euro. Ed il tempo stringe: ai lavoratori della palazzina al civico 31 è stato chiesto di iniziare a fare gli scatoloni, perché le stanze devono essere liberate entro fine 2026.

Lavoratori ridotti

Una dismissione frutto, secondo RSU CPTV e RF Rai Piero Angela di Torino, frutto di un disimpegno sul capoluogo che la Rai porta avanti da anni. Negli anni si è registrato una forte riduzione di personale, complice le incentivazioni all'esodo, passando da un centinaio ai circa trenta lavoratori attuali nel Palazzo Teche, una delle prime "cattedrali" della radio italiana. Il luogo dove sono iniziate le trasmissioni radiofoniche in Italia.

Costruito nel 1939, all'interno ci sono dieci postazioni per le mediatiche per la consultazione degli archivi storici, più una sala proiezione per la visione della documentazione e gli uffici: chiunque debba fare una ricerca o una tesi più visionare questo incredibile materiale di repertorio.

Le richieste

La richiesta dei sindacati è semplice: "Noi abbiamo bisogno di lavoro: non vogliamo perdere la nostra funzione produttiva". Al momento non c'è certezza su dove rischia di essere trasferita la mediateca: si parla degli spazi al pianterreno della Rai Torino, all'angolo di via Verdi e via Rossini.

Stanze che in occasione del Torino Film Festival vengono occupate da questa realtà come spazio per gli accrediti stampa e contatto con i giornalisti. La richiesta della RSU CPTV e RF RAI Piero Angela è che sia stoppata la vendita, creando sinergie con il vicino Museo del Cinema e le istituzioni culturali, del mondo universitario e scolastico.

Digitalizzazione degli archivi

Negli scorsi mesi sono stati assunti dodici tecnici per la digitalizzazione degli archivi: un progetto che per le organizzazioni sindacali deve essere portato a compimento, per evitare la perdita del patrimonio culturale. Tutte richieste portate all'attenzione del mondo politico, che questa mattina ha incontrato i sindacati Rai e la Subalpina.

Inizia a perdere sua funzione produttiva svuotati studi radiofonici nel medio periodo mettere insieme produzione e fruizione progettualità museo cinema e radio principio su cui Regione e Comune devono ragionare. Convocato sia consiglio che regione il lavoro una degli effetti mancanza di lavoro progettazione che idea c'è rai.

Mozione in Sala Rossa

Pd, M5S, Sinistra Ecologista DemoS, +Europa Radicali, Moderati e Torino Domani hanno presentato in maniera congiunta in Sala Rossa la mozione "Valorizzazione e tutela della presenza Rai a Torino", per una "battaglia che si auspica possa essere bipartisan perchè la difesa del servizio pubblico e dell'occupazione qualificata non è nè di destra nè di sinistra. Facciamo un appello a tutte le forze politiche parlamentari piemontesi e ai rappresentanti istituzionali: è il momento di prendere posizione".

I commenti

Un anno e mezzo fa l'onorevole di AVS Marco Grimaldi aveva già presentato un'interrogazione parlamentare sul tema, senza ricevere risposte dal Ministro della Cultura. "La RAI - commenta la capogruppo regionale di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale - non faccia come Elkann: lo Stato investa nel servizio pubblico e nella cultura, valorizzando l'immenso patrimonio di competenze e di storia che c'è a Torino. La situazione è certamente complicata dallo stallo creato dalla stessa maggioranza di Governo sulle nomine del CDA Rai, lasciata di fatto senza timone da oltre un anno". 

Da parte della capogruppo regionale Sarah Disabato e della collega in Sala Rossa Valentina Sganga arriva la richiesta di "una seria progettualità chiara per via Verdi 31, per ridargli un futuro. Chiediamo la convocazione urgente di un incontro tra Comune e Regione, con la presenza dell'Amministratore delegato RAI". 

"E’indispensabile che i Consigli di Regione Piemonte e Comune di Torino congiuntamente si attivino congiuntamente per tutelare  la realtà, culturale, occupazionale, economica con una proposta forte e concreta di rilancio della sede Rai torinese", hanno dichiarato le consigliere regionali del Pd Gianna Pentenero e Nadia Conticelli.

Cinzia Gatti

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