Attualità | 13 aprile 2026, 11:51

Guerra in Medio Oriente, a Torino rischio stop per la riasfaltature delle strade

Il blocco delle navi che passano da Hormuz mette in difficoltà le aziende del bitume

Guerra in Medio Oriente, a Torino rischio stop per la riasfaltature delle strade

La guerra in Medio Oriente rischia di bloccare la riasfaltatura delle strade di Torino: a lanciare l'allarme è il sindaco Stefano Lo Russo. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran dopo l'attacco sferrato da USA e Israele, con il conseguente stop alle navi che portano petrolio in Europa ed Italia, sta mettendo in difficoltà tutte le aziende che lavorano con "l'oro nero" ed i suoi derivati.

Manca il bitume

In quest'ultimo ambito rientrano tutte le imprese che producono e usano il bitume, quindi si occupano di tappare i buchi nelle strade ma anche di asfaltarle. Una problematica al centro di una riunione Anci della scorsa settimana, a cui ha preso parte il sindaco Stefano Lo Russo. Un appuntamento in cui si è parlato anche del rincaro dei materiali ed energetico, che in questo caso impatta in maniera diretta sul settore delle costruzioni.

"Abbiamo incaricato - ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo, a margine di una commissione dedicata al rendiconto 2025 - il presidente Gaetano Manfredi di porre la questione al Governo, cioè capire come evitare che il blocco dei rifornimenti si scarichi poi sui lavori pubblici dei Comuni".

Stop al canale di Hormuz 

Se si sblocca il canale di Hormuz tutta la filiera di approvvigionamento del petrolio, tra cui anche quella del bitume, riparte magari solo con qualche lieve ritardo. Se lo stop al passaggio delle navi persiste, c'è il rischio concreto che manchi il materiale per riasfaltare le strade di Torino così come del resto d'Italia.

Una criticità che non colpisce ad esempio il cantiere per la pedonalizzazione di via Roma, "fatta con materiali lapidei, dove abbiamo già tutta la fornitura". "È chiaro - ha aggiunto il primo cittadino - che per i cantieri stradali puri diventa un problema, perché se non ho il bitume non posso riasfaltare le strade". 

Una carenza che rischia di colpire anche le imprese che producono materiali plastici, derivati dal petrolio. Resta fuori dalla crisi di approvvigionamento il cemento.
 

Cinzia Gatti

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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