Tutto nasce da una richiesta semplice, fatta senza clamore ma destinata a lasciare il segno. Alcuni studenti entrano in farmacia e chiedono assorbenti a prezzi calmierati per il proprio Istituto. Da lì prende forma un’idea che oggi si allarga a tutta la città. A Torino debutta "Senza imbarazzo", il progetto che porta assorbenti gratuiti nelle scuole e che, nel giro di poco tempo, è arrivato a coinvolgere 16 istituti.
Un’iniziativa che unisce scuola, sanità e istituzioni, trasformando un bisogno quotidiano in un tema di educazione e consapevolezza. Nella fase iniziale, al liceo scientifico Giordano Bruno, l’Ordine dei Farmacisti ha messo a disposizione 20 pacchi al mese. Poi il passaparola, le richieste sempre più numerose e la necessità di strutturare il progetto su scala più ampia.
Enti e associazioni coinvolti
Il progetto è promosso dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino insieme ad AGIFAR Torino e Federfarma Torino, con il patrocinio della Città di Torino e la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche educative e giovanili. All’iniziativa contribuisce anche Saugella, che ha donato i pacchi di assorbenti destinati alla distribuzione gratuita negli istituti scolastici.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è infatti il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Torino, Mario Giaccone, che parla di un progetto nato anche dalla spinta della componente giovanile e capace di andare oltre l’aspetto pratico: "Non è solo una risposta concreta, ma un passo avanti nel riconoscimento reciproco tra i generi".
"Non sia più un mostro sconosciuto"
Un percorso che si inserisce in un lavoro più ampio sul fronte educativo. L’assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, Carlotta Salerno, evidenzia come il tema sia ormai entrato nel confronto con gli studenti, anche all’interno dei percorsi di educazione affettiva e sanitaria, sottolineando l’importanza di affrontarlo apertamente e senza più tabù: "Credo che il passaggio sia proprio questo: parlarne, tematizzarlo e affrontarlo in modo normale, così che per i ragazzi non sia più un mostro sconosciuto".
Nella pratica, gli assorbenti verranno messi a disposizione direttamente nei bagni femminili delle scuole aderenti e il progetto proseguirà almeno fino alla fine dell’anno scolastico. Un cambiamento che segna anche uno scarto culturale rispetto al passato. La preside del liceo scientifico, Mira Francesca Carello, sottolinea come oggi sia possibile ciò che fino a pochi anni fa sembrava impensabile, evidenziando il valore educativo dell’iniziativa: "Non si tratta solo di rendere gratuito un assorbente, ma di costruire un pensiero che educa alla parità di genere".
Occasione di crescita collettiva
Al centro, però, restano proprio gli studenti. Il gruppo dei rappresentanti degli Studenti del Liceo Giordano Bruno, composto da Emma Xhumaqi, Alessandro Ferrari, Federico Borione e Nicolas Greco ha lavorato perché il tema uscisse dal silenzio, trasformandolo in un’occasione di crescita collettiva. Un gesto che, spiegano, contribuisce a rendere più consapevole l’intera comunità scolastica e a garantire pari opportunità nella quotidianità: "Unisce tutti gli studenti e aiuta a comprendere meglio la condizione femminile".
Un percorso nato quasi in sordina e costruito passo dopo passo, anche superando dubbi iniziali legati alla gestione e ai possibili utilizzi impropri. Il confronto con operatori e istituzioni ha permesso di strutturare il progetto, che oggi si presenta come un primo passo destinato ad ampliarsi.
"Senza imbarazzo" diventa così molto più di una distribuzione gratuita: è un segnale culturale che punta a normalizzare un tema ancora troppo spesso trattato come eccezione, portandolo dentro la quotidianità delle scuole.














