Cronaca | 18 aprile 2026, 16:49

A 4 mesi dallo sgombero di Aska, inziano le mobilitazioni verso il 1° Maggio. Tensioni in serata a pochi passi dal centro sociale [FOTO e VIDEO]

Un corteo da piazza Statuto verso Vanchiglia. Poi una festa contro la militarizzazione del quartiere

Un sabato in corteo che apre due settimane di mobilitazione. Tornano a sfilare per le vie della città gli attivisti del centro sociale Askatasuna e il comitato Torino per Gaza. Quello di oggi è il primo appuntamento di una serie di iniziative che attraverseranno le celebrazioni del 25 aprile fino a culminare nel Primo Maggio.

​Il corteo a 4 mesi dallo sgombero

Partenza fissata per le ore 16 in piazza Statuto con direzione Vanchiglia, il quartiere che ospita il centro sociale sgomberato esattamente quattro mesi fa. Da allora, la zona è presidiata dalle forze dell’ordine, con un costo per la collettività che si attesta intorno ai 3 milioni di euro.

​Le ragioni della protesta

Al centro del corteo si intrecciano le rivendicazioni contro il supporto bellico a Israele e la richiesta di riappropriazione degli spazi sociali, dopo l'intervento del 18 dicembre nella storica palazzina di corso Regina Margherita, occupata per 29 anni.

​Finale in musica contro la militarizzazione

La manifestazione si sposterà nel tardo pomeriggio verso via Balbo, dove l’area pedonale ospiterà le performance di tredici artisti e dj. Un'iniziativa che punta a rompere quella che gli attivisti definiscono la "militarizzazione" del quartiere, anticipando il festival "Altri mondi altri modi" che vedrà, mercoledì 22 aprile, l'intervento di Zerocalcare.

Le misure della Prefettura

Sul fronte della sicurezza, il Prefetto Donato Cafagna ha emesso ordinanze restrittive per prevenire disordini: vietata la vendita per asporto e la detenzione di vetro o lattine lungo il percorso, così come il possesso di caschi, passamontagna o materiale esplodente.

​L'orizzonte del Primo Maggio 

L’obiettivo finale resta la festa dei lavoratori, quando il corteo sociale punterà a raggiungere nuovamente i giardini della palazzina sgomberata per riaprirli alla cittadinanza e alla "Torino partigiana".

Strappate le bandiere di Israele

Quando il corteo ha raggiunto via Pietro Micca, intorno alle ore 17,30 sono state strappate due bandiere di Israele. Qualche manifestante con rulli e vernice ha scritto a terra sull'asfalto una grossa frase "Israele Genocida". Bruciate anche alcune bandiere di carta degli Stati Uniti.

Il gruppo prosegue verso piazza Castello al grido di "Noi la guerra non la vogliamo". Altre scritte sono state fatte sui sampietrini in piazza Castello. E' stata composta la scritta Torino Partigiana.


Il gruppo di manifestanti dopo aver attraversato via Po ha raggiunto piazza Vittorio dove intorno alle ore 18,30 si è mosso per raggiungere la festa finale nel quartiere di Vanchiglia. 

Il corteo si chiude tra piazza Santa Giulia e via Balbo a pochi passi dall'Askatusuna presidiato dalle forze di polizia. Qualche coro rivolto alle forze dell'ordine, ma nessun disordine. Quando sono le 19 il cordone ha indietreggiato e ora segue la street parade per le vie del "quartiere militarizzato".

Scontri dopo lo street parade

Dopo il primo "tour" per le vie di Vanchiglia il gruppo ha raggiunto nuovamente il blocco della polizia in via Buniva. Qui sono andati in scontro con agenti in tenuta antisommossa con diverse cariche di alleggerimento e lanci di lacrimogeni. A seguito dei disordini il sound system si è di nuovo mosso in direzione piazza Santa Giulia poco dopo le ore 21,30.

Daniele Caponnetto

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