Attualità | 22 aprile 2026, 13:58

Nasce la “Cittadella Bea e Stefania”: l’intitolazione al centro sportivo Nida

L'8 maggio la cerimonia, poi la visita al cantiere del progetto per i bambini con malattie rare

Beatrice Naso con la mamma Stefania

Beatrice Naso con la mamma Stefania

Un impegno mantenuto, nel segno della memoria e della solidarietà. Venerdì 8 maggio alle ore 11 si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione del centro sportivo di via degli Ulivi 11, gestito dalla Nida, che prenderà ufficialmente il nome di “Cittadella Bea e Stefania”.

L’iniziativa nasce dalla promessa fatta a Beatrice Naso e a sua madre Stefania Fiorentino, scomparsa nel 2017 a soli 35 anni a causa di una grave malattia. Ha combattuto fino all’ultimo, con la stessa forza con cui per cinque anni aveva sostenuto sua figlia. Un legame profondo che ora si traduce in un progetto concreto.

A raccontarlo è il capitano della Nida, Walter Galliano, che sottolinea come questo evento rappresenti solo il primo passo: "Manterremo il primo 50% della promessa", ha spiegato, evidenziando come il ricordo di Beatrice e Stefania continuerà a vivere anche attraverso le attività del centro.

Il coraggio di Stefania

Stefania aveva lasciato il lavoro in cartolibreria per stare accanto a Bea. Aveva appena sette mesi e già si capiva che aveva qualcosa che non andava. Nel 2013 la scoperta incredibile: strane calcificazioni articolari emerse da una lastra total body. Un caso mai visto prima all’ospedale Regina Margherita.

Beatrice, col tempo, è diventata “bambina di pietra”. Colpita da una rarissima malattia genetica, il suo corpo si trasformava progressivamente: le parti molli delle articolazioni si ossificavano, rendendo il suo piccolo scheletro sempre più rigido, come intrappolato in un’armatura.

Una patologia degenerativa, che non le ha lasciato scampo: il corpo si è “pietrificato” con il passare del tempo. Prima il busto, poi gli arti, le dita, fino al collo. A restare liberi gli occhi, vivaci, profondi, capaci di raccontare emozioni intense: dolore, ma anche gioia.

La visita al centro

La giornata sarà anche un momento di condivisione: chi non ha avuto modo di conoscere la loro storia potrà scoprirla direttamente durante l’evento. Subito dopo la cerimonia, infatti, sarà possibile visitare l’avanzamento dei lavori della palazzina che diventerà il cuore del progetto (ecco, qui, l'altro 50% del progetto).

L’obiettivo finale è ambizioso e guarda al futuro: aiutare concretamente bambini affetti da malattie rare. Il cantiere, fanno sapere dalla Nida, procede rapidamente verso la conclusione, avvicinando sempre più la realizzazione completa dell’iniziativa.

Philippe Versienti

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