Viabilità e trasporti | 30 aprile 2026, 19:53

Monopattini, modello Firenze o Riccione? Ma per superare la giungla serve togliere posti alle auto

C’è chi li vuole eliminare, come fatto nel capoluogo toscano. C’è chi propone modelli a “stazione”, come in Riviera. Ma a Torino mancano gli spazi. O meglio: per essere capillare, vanno eliminati dei parcheggi

Monopattini, per superare la giungla serve togliere posti alle auto

Monopattini, per superare la giungla serve togliere posti alle auto

Il monopattino divide. Un mezzo di micromobilità che diventa anche mezzo per dettare la linea politica nelle metropoli. C’è chi resiste e sceglie di mantenere il veicolo “green” - che piace ai giovani - e c’è chi ne vieta lo “sharing” per le troppe difficoltà legate alla gestione e all’utilizzo improprio. La prima a fare un passo indietro è stata Firenze che ha scelto di eliminarli dal primo aprile. Una scelta troppo ‘fresca’, al momento, per valutarne gli impatti. 

Il dibattito si accende in commissione

A Torino il dibattito sulla mobilità dolce condivisa si accende, ancora una volta, in commissione consiliare, con la discussione sulla mozione presentata da Pierlucio Firrao(Torino Bellissima) che intende stabilire linee guide che integrino monopattini in sharing, decoro urbano e gestione degli spazi pubblici attraverso “un sistema di regole e tecnologie che permettano una convivenza civile con tutte le parti in causa”

Il gruppo  Torino Bellissima è contrario a eliminare il servizio, ma chiede una regolamentazione soprattutto sui parcheggi, anche a seguito delle criticità segnalate dall'Unione Italiana Ciechi, che ha denunciato come i monopattini abbandonati sui marciapiedi rappresentino un serio pericolo per chi ha difficoltà di deambulazione o disabilità visive.


Il bando con Città Metropolitana

Come chiarito dall’assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta, l’amministrazione ha già intrapreso un percorso strutturato attraverso una delibera dello scorso settembre, con la quale il Comune ha aderito a un progetto della Città Metropolitana per un bando unico sulla micromobilità in sharing che coinvolgerà anche 15 comuni della cintura. 

Secondo l'assessora, molte delle richieste della mozione sono già superate dalle linee di indirizzo di questo nuovo avviso pubblico, che prevede circa 3000 monopattini autorizzati e l’obbligo per le società vincitrici di farsi carico della realizzazione di nuovi stalli. Attualmente Torino dispone di 230 aree per 1600 posti, ma non bastano. 

E qui il tema diventa politico e la questione si ripete. 

Riccione o Firenze?

Da un lato Firrao propone il “modello Riccione” dello station based, ovvero quel sistema che ti permette di fermare il monopattino solo dove è consentito. Dall’altro lato c’è chi, come Garcea, vorrebbe seguire il “modello Firenze” e eliminare il servizio del tutto. Tertium non datur. 

Abbiamo già indicato possibili soluzioni, anche radicali, compresa la sospensione del servizio se non è in grado di garantire sicurezza e decoro urbano. La micromobilità può essere una risorsa, ma solo se governata. Diversamente, diventa un problema”, sostiene l’esponente di Forza Italia che più volte ha portato il tema monopattini in consiglio comunale.

Manca lo spazio

Il problema, come sottolineato da Foglietta, riguarda gli spazi. Il sistema station based è migliore  di quello free flow attuale (che permette di ‘sganciare’ il pagamento del monopattino dopo una foto che indichi che il mezzo è stato parcheggiato correttamente). Ma, per attuarlo, serve rossichiare suolo pubblico per installare le “stazioni”.

Per rendere capillare il servizio - sostiene Foglietta - occorrerebbe mettere due o tre stalli ogni strada. L’ordine piace a tutti, ma a chi piace avere le macchina sopra i marciapiedi? Non si possono fare i paragoni sulle altre città. Parigi, per esempio, ha eliminato i monopattini, ma fa pagare una cifra più alta per chi sosta con i suv. Vogliamo questo? Se domani togliessi i monopattini diventerei la paladina della città, ma occorre essere chiari. Non si può tenere i piedi in troppe scarpe”.

Daniele Caponnetto

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