Attualità | 09 giugno 2026, 19:23

Blackout a Torino, Ireti: "Abbiamo raddoppiato la task force". L'opposizione attacca: "Non basta"

La società ha aumentato gli investimenti e velocizzato gli interventi, ma le ondate di calore e la crescita dei consumi mettono in crisi la rete elettrica

Immagine d'archivio

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Arrivano l'estate e il grande caldo e tornano i blackout: ma Ireti è pronta? La società di Iren che gestisce la rete elettrica torinese ha spiegato agli esponenti del Consiglio comunale gli interventi messi in campo per fronteggiare la situazione. Le soluzioni ai continui cali di corrente che anche quest'anno, così come il 2025, si presentano appena le temperature aumentano, devono essere affrontate con misure immediate e interventi a lungo termine.

Cambiamento climatico e aumento della domanda

Le cause dei continui blackout, come spiegato dall'ad di Ireti Fabio Giuseppini, sono due: "Il cambiamento climatico genera crisi siccitose e eventi estremi violenti che mettono in difficoltà le linee, mentre un altro trend è l'aumento della domanda. Noi seguiamo questo incremento con investimenti strutturali e maggiori attività in occasioni di guasto".

"Le ondate di calore sempre più frequenti e la crescita della domanda aumentano lo stress in particolare dei cavi interrati nelle grandi città", ha spiegato Gianluca Riu, responsabile di Ireti. Le contromisure si muovono su due filoni: potenziare la rete e velocizzare la risposta ai blackout.

Tra gli interventi a lungo termine, spicca la costruzione di nuove cabine primarie, come quella inaugurata lo scorso maggio a Barca. Il prossimo anno ne entrerà in servizio un altra, e altre cinque sono in programma. "Più cabine ci sono, più è possibile controalimentare una stazione in caso di guasto - ha spiegato Riu - Inoltre è più che raddoppiata la sostituzione dei tratti più critici, intervento che richiede un po' di anni".

Come fronteggiare le emergenze nel breve termine

Nel breve termine, invece, quello che può fare Ireti è rendere più veloce l'intervento in caso di guasto. "Per velocizzare i tempi di intervento serve il telecontrollo delle cabine secondarie, per poter ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile operando da remoto - ha continuato - Nell'ultimo anno sono state telecontrollate 70 cabine secondarie, arrivando a oltre 750. Questo permette di accorciare i tempi di risoluzione: col telecontrollo ripristiniamo l'80% delle utenze in 30 minuti, il rimanente 20% necessita di interventi manuali nelle telecabine arrivando a un'ora, un'ora e mezzo".

A contare, quindi, sono anche le forze sul campo: "Da quest'anno abbiamo modificato la nostra organizzazione, incrementando la task force operativa di pronto intervento h24 da 50 a 100 risorse e aumentando le ditte in appalto da 2 a 8. Sei di queste sono dedicate al pronto intervento e vanno fisicamente a riparare i guasti".

L'opposizione tuona: "Tutto questo non basta"

Non soddisfatta delle risposte l'opposizione, che ha accusato queste misure di non essere sufficienti. "È inammissibile - ha dichiarato Pino Iannò, capogruppo di Torino Libero Pensiero - che quando ci sono ondate di calore, intere parti della città sono senza corrente. Anche ora mentre parliamo tre zone di Torino sono al buio. Ricordo la stessa commissione un anno fa e non sono soddisfatto". "Anche l'anno scorso siamo passati a 140 tecnici, qualcosa non ha funzionato. Mi aspettavo che fossimo più pronti", ha aggiunto il vicecapogruppo di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao.

Il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia Ferrante De Benedictis ha invece evidenziato il problema del sempre maggiore di corrente, a partire dai nuovi data center che nasceranno in città, tra cui quello nell'area ex Bonafous, a fianco della Thyssen. "Come si è potuto autorizzare un nuovo data center nell'area nord senza risolvere i problemi della rete? - ha chiesto - Il data center peserà sull'energia della città, la rete di Torino è sottodimensionata rispetto ai fabbisogni".

"Per molte attività economiche un blackout significa registratori di cassa bloccati, pagamenti impossibili, merci deteriorate, clienti persi e danni economici concreti - ha concluso Domenico Garcea, vicecapogruppo di Forza Italia - Per questo chiederò che venga fatta chiarezza sulle cause dell’interruzione e che siano immediatamente attivate tutte le procedure necessarie affinché cittadini, commercianti e imprese che abbiano subito danni possano essere adeguatamente risarciti".

Francesco Capuano

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