Cronaca | 12 giugno 2026, 19:18

Docente torinese di Extinction rebellion bloccata a Malpensa perché ritenuta pericolosa: "È la terza volta in 6 mesi" [VIDEO]

L'associazione ambientalista denuncia decine di fermi illegittimi in due anni per persone vicine al movimento ambientalista

Docente torinese di Extinction rebellion bloccata a Malpensa perché ritenuta pericolosa: "È la terza volta in 6 mesi" [VIDEO]

La terza volta in sei mesi. E' stato uno spiacevole deja-vu quello vissuto nei giorni scorsi - all'aeroporto di Malpensa, di ritorno da Montreal - da Annalisa, 60 anni, una docente torinese vicina al movimento di Extinction Rebellion. Apparentemente risultava segnalata come “persona pericolosa”. 

Una situazione che, se la prima volta non ha destato sospetti se non una reazione di sorpresa, nelle due successive ha perso le caratteristiche di casualità lasciando trasparire che, alla base di questo meccanismo, ci potesse essere altro.

Terza volta in pochi mesi

"Quello del viaggio di ritorno da Montreal è stato il terzo episodio che mi è capitato nel giro di pochi mesi - racconta Annalisa -: la prima volta mi è successa di ritorno dal Marocco, dove ero andata a trovare mia figlia che si trova là per una borsa di studio. Mi hanno tenuto al gabbiotto dopo che il passaporto non è passato. Mi hanno perquisito il bagaglio spiegandomi che era un normale controllo doganale. E alla fine non mi hanno rilasciato il verbale". 

Coincidenza di eventi

Che non si trattasse di qualcosa di casuale però, è apparso chiaro col passare del tempo. "Sapevo che era successo anche ad altri attivisti e mi sono informata presso gli avvocati di Extinction rebellion: nessuno sapeva fornire una spiegazione. A maggio mi è poi successo di nuovo andando in Canada. E poi pure al ritorno, come mostra il video. E' una procedura che non è codificata e non si capisce perché la mettano in atto contro persone vicine al movimento, per di più con cittadini che non hanno condanne a carico e, chi ha sostenuto processi, è stato poi assolto. Sembra una persecuzione per reato di opinione e non mi vengano a dire che è un controllo casuale. E l'ultima volta ho preteso un verbale".

Raccogliere testimonianze

Adesso il movimento ambientalista sta cercando di capire come comportarsi. "E' capitata anche ad altre persone di Extinction rebellion. C'è chi ha perso la coincidenza per questo, ad altri sono state fatte perquisizioni corporali, altri sono stati fatti scendere dal treno. Come movimento vogliamo raccogliere tutti i casi e vedremo se ci sono gli estremi per fare un esposto e capire quale sia il database su cui compaiono i nostri nomi".

Secondo ER, negli ultimi due anni sono state decine le segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in uscita e rientro nell'area Schengen, per persone che hanno anche solo occasionalmente partecipato a proteste del movimento. “Di fronte alla richiesta di verbale la risposta è sempre stata un rifiuto, giustificato da un generico ‘non è previsto’”, dice ancora la docente.

Il verbale

Che però, nell'ultima occasione, ha preteso e ottenuto un documento da parte della Polizia di Frontiera, indirizzato alla Dogana di Malpensa. Il verbale farebbe riferimento a una perquisizione doganale casuale - fattispecie che Extinction Rebellion, insieme ai suoi legali - ha adesso deciso di mettere in dubbio, alla luce della frequenza di questi controlli a persone legate al movimento e, soprattutto, al ripetersi del controllo a carico della stessa persona nel giro di pochi mesi.

Massimiliano Sciullo

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