Si è aperto stamattina presso il Sacro Volto il 13esimo congresso della Uil Piemonte. Un momento a suo modo storico visto che, nella giornata di domani, sarà eletto il nuovo segretario generale che raccoglierà l’eredità da Gianni Cortese. Presenti anche gli assessori regionali Gianluca Vignale e Andrea Tronzano, le delegazioni di Cisl e Cgil Piemonte, il governatore Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
310 delegati e 160mila iscritti
All’appuntamento prendono parte 310 delegati, in rappresentanza di quasi 160mila iscritti e con un aumento di 6569 unità rispetto al congresso del 2022. Una soglia che raggiunge il massimo storico.
90 sedi e 350mila utenti
Sono 90 le sedi dove vengono erogati i servizi, mentre nel 2025 oltre 350mila persone hanno ricevuto assistenze fiscali e previdenziali, tutele dei consumatori, assistenza agli inquilini, sostegno agli immigrati, difesa degli anziani, dei disabili e sportelli dedicati agli artigiani.
Cortese: “No ai lavoratori fantasma”

Nella sua relazione, Cortese ha ribadito come si sia “alle prese con scenari geopolitici caratterizzati dal ritorno di imperialismi economici e militari che calpestano il diritto internazionale e umiliano le aspettative dei popoli”.
E se tra le sfide ci sono intelligenza artificiale, inverno demografico e migrazioni, Cortese concentra l’attenzione sul mercato del lavoro attuale: “La disoccupazione giovanile rappresenta una delle note più dolenti: a Torino è addirittura il 26%”. E ancora: “La ripresa occupazionale post pandemia nasconde fragilità evidenti, cresce tra gli over50 e quella giovanile resta stagnante”.
Attenzione poi ai cosiddetti “lavoratori fantasma”, che sono “meno tutelati e più esposti agli infortuni sui posti di lavoro, spesso per mancanza di formazione e per contratti di breve durata”. “L’instabilità erode non solo il presente, ma anche la possibilità di costruire un futuro”.
Mirafiori è indotto: “A rischio metà delle aziende”
Impossibile poi non parlare di Mirafiori: “Lo stabilimento da anni subisce il ricorso agli ammortizzatori sociali e azioni costanti di incentivazione ai licenziamenti. È evidente che se non saranno assegnati altri modelli e non saranno assicurati alti volumi di produzione, Mirafiori e l’occupazione non sarà al sicuro”. E anche l’indotto scricchiola: “Sono circa 700 aziende con 58mila occupati, se non si troveranno soluzioni, quasi la metà delle imprese è a rischio sopravvivenza”.














