Sono arrivate sino ad Alba, all’assemblea provinciale e piemontese di Confindustria, le polemiche per l’attacco del presidente Usa alla premier Giorgia Meloni.
Chiamato a una presa di posizione dell’associazione industriale dal giornalista di Sky Tg24 Andrea Bignami, il presidente nazionale Emanuele Orsini non ha risparmiato un giudizio fortemente critico sull’ennesima improvvida sortita del presidente Usa. "Disordine nel mondo ce n’è abbastanza e da alleato le parole del presidente Trump le trovo inconcepibili – ha spiegato il presidente di Viale dell'Astronomia –. L’industria italiana dovrà sempre difendere le istituzioni del nostro Paese, a prescindere dal colore politico del suo governo – ha proseguito –. Il nostro spirito di impresa è sempre positivo ed io spero e mi auguro che questa situazione possa rientrare. Questa situazione impone all’Europa di fare ragionamenti seri e rapidi. L’Europa deve prendere una posizione propria, costruire un’autonomia. Poi non credo che quello di Trump sia il pensiero di tutti i cittadini degli Stati Uniti, credo che le temperature debbano essere abbassate e che un’alleanza dovrà continuare a esserci. Sappiamo l’importanza di quel mercato. (…)".
L’intervista al presidente Orsini ha aperto il programma di “Made in Italy, Made in Piemonte – L’industria che fa la storia”, l’appuntamento col quale Alba è tornata a essere capitale dell’industria nazionale grazie all’assemblea congiunta promossa da Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte sul palco di un Teatro Sociale gremito di imprenditori e autorità provenienti da tutta la regione.
Ad accogliere gli oltre 600 invitati Giuliana Cirio, direttrice generale di Confindustria Cuneo, e Paolo Balistreri, segretario generale di Confindustria Piemonte, mentre un benvenuto ai presenti è arrivato dal sindaco albese Alberto Gatto.
[L'arrivo del presidente Orsini al Teatro Sociale]
"SERVONO AGGREGAZIONE TRA IMPRESE E RIFORMA DEL FISCO"
"Le proposte nostre vanno nella direzione dell'aggregazione tra imprese e delle necessarie riforme del fisco", ha proseguito Orsini passando ad affrontare i temi dell’attualità economica che investono il nostro Paese e la sua industria. "Nel 2025 abbiamo perso molti posti di lavoro e la concorrenza cinese oggi è un problema, italiano ed europeo. Dobbiamo tutelare le nostre produzioni". Poi si è concentrato sull’annoso tema riguardante le dimensioni dei nostri attori economici: Questa è una terra di piccole e medie imprese, un tessuto tipico del made in Italy. Media impresa e grande impresa sono competitive, la piccola oggi lo è meno. Quando aggreghi due aziende c'è sempre un positivo sviluppo di energie ed entusiasmo e si ovvia al problema di quelle aziende che, anche per problemi generazionali, oggi rischiano di scomparire".
[Il benvenuto di Giuliana Cirio e Paolo Balistreri]
"GLI STATI CHE PENSANO DI FARE DA SOLI SBAGLIANO"
Allargando l’orizzonte l’appello è alla cooperazione. "La responsabilità di Confindustria è tracciare una rotta sperando che la politica ci appoggi. In certi settori occorre fare sinergia come avviene su questo territorio, dove industria e agricoltura che si mixano perfettamente". Parlando di Europa, "non deve fare gli errori del passato, avere più coraggio, ad esempio contro le speculazioni sull'energia, dove si sta facendo una contrattazione politica sulla pelle delle persone". "Gli Stati che pensano di fare da soli sbagliano", ha aggiunto .
[Il saluto del sindaco di Alba Alberto Gatto]
"CENTOMILA GIOVANI VIA DALL’ITALIA"
In chiusura un commento sul futuro di un Paese che vede andarsene i propri giovani migliori. "Rappresentiamo 5 milioni di lavoratori e abbiamo istituito un dialogo coi sindacati mettendo insieme le necessità reciproche. Quello dei giovani è un problema grave. Centomila laureati hanno lasciato l'Italia negli ultimi anni e purtroppo gran parte di loro non torneranno. Dobbiamo essere più attrattivi e lavorare sul piano casa per far tornare le migliori risorse perché nel 2040 mancheranno".
[Emanuele Orsini intervistato da Andrea Bignami]
CIRIO: "PIEMONTE HA CENTRATO TUTTI GLI OBIETTI DEL PNRR"
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria Giorgio Marsiaj e il presidente del Gruppo Sae Alberto Leonardis sono stati i protagonisti del talk che ha poi impegnato il palco del teatro albese.
"Dal 2014 il Pil del Piemonte fa +1,4% di media nonostante il crollo del settore auto – ha esordito il governatore –: sarebbe molto più alto senza il crollo dell'automotive, grazie alla riconversione e alla crescita di altre industrie manufatturiere. Alla Regione compete gestire bene le risorse che ha: noi usiamo bene i fondi europei e la nostra regione centrerà tutti gli obiettivi del Pnrr a fine giugno".
[Sopra, il talk con protagonisti Alberto Cirio, Giorgio Marsiaj e Alberto Leonardis]
MARSIAJ: "AVANTI NELL’AEROSPAZIO, MA DOBBIAMO SAPER ANTICIPARE I TEMPI"
Alla crisi del settore auto e alle necessità di una riconversione industriale si è dedicato Marsiaj: "Le competenze di chi ieri produceva auto possono essere riconvertite. L'errore è stato chiudere gli uffici di progettazione di ingegneria. Nel settore aerospazio noi siamo avanti, la Fiat aveva già una tradizione di costruzioni aeronautiche e dobbiamo insistere su questo settore, sui fronti civile, militare e della security. E' un comparto competitivo e non c'è dubbio che crescerà, anche se non si sa di quanto. Gli altri corrono, i cinesi hanno implementato la produzione di auto partendo da poche unità in pochissimi anni e noi dobbiamo saper anticipare i tempi". "Il mercato aerospaziale è in crescita – ha ancora aggiunto – e investire vuol dire guardare avanti di molti anni. In questo ambito abbiamo una filiera competitiva, pur essendoci aziende piccole che non hanno capacità di investire. I grandi gruppi hanno più capacità di interpretare l'evoluzione del mercato e, come diceva Orsini, è necessario che le piccole aziende si aggreghino".
[Giorgio Marsiaj]
LEONARDIS: "SERVE UN’EDITORIA LIBERA E SENZA INTERESSI"
Quella albese è stata l’occasione presentare il nuovo editore del quotidiano "La Stampa". "Ho sempre fatto giornali e mi è sempre piaciuto questo mondo – ha spiegato Alberto Leonardis -. C’è la necessità di portare avanti un'editoria libera e senza interessi e fare un giornalismo che racconti le cose per come sono. E' la nostra mission: un racconto rigoroso di ciò che accade. Ho una passione per il Nord Ovest, ho conosciuto alcune esperienze del territorio piemontese, diversi suoi imprenditori, e mi sono fatto un'idea di una terra che ha eccellenze incredibili. Il giornale deve fare un esercizio di spinta per dare un valore aggiunto e di spinta al territorio".
[Alberto Leonardis]
"DOPO L’AT-CN LA CANNA STORICA DEL TENDA E IL MONTE BIANCO"
Dal presidente Cirio ha poi voluto ricordare i positivi sviluppi vissuti dal Piemonte sul fronte delle grandi opere. "Oggi l'Asti-Cuneo è completata. Il 25 giugno verrà approvato il progetto della canna storica del Tenda, per il quale la Francia ha deciso di investire. Per cui entro il 2026 verrà fatto l'appalto e nel 2027 dovrebbe essere completato l'iter progettuale: speriamo di chiudere nel giro di qualche anno. Speriamo che si possa velocizzare anche la costruzione della seconda canna del Monte Bianco. Abbiamo una posizione strategica sulla Lisbona-Kiev, fattore chiave per gli investimenti delle multinazionali".
IL CASO DEL PIEMONTE E DI CUNEO
"Le sfide globali e la resilienza italiana: il caso del Piemonte e di Cuneo" è stato il titolo dell’intervento col quale l’economista Marco Fortis ha fatto un punto sulla situazione dell’industria nella nostra regione. "Il saldo commerciale italiano è incrementato soprattutto per i settori alimentare, turismo, farmaceutica, cosmetica e aerospazio, ed è in buona posizione nel surplus commerciale. La diversificazione di prodotto ci facilita ed è la carta vincente rispetto ad altri Paesi. I punti di forza dell'economia piemontese sono proprio aerospazio, semiconduttori (prossimamente), macchine idrauliche, vini, alimentare. I dati dal 2024 mettono il Piemonte fra le migliori regioni d’Italia. La dinamica delle esportazioni piemontesi è un po' calata dal 2023, ma non per tutti i settori. E' andata bene la meccanica, ad esempio". Con riguardo a Cuneo, "siamo tra le prime 15 province italiane per export. Nel 2026 l’Italia sconta un calo nell’export nel vitivinicolo, specie verso gli Usa, più contenuto per Cuneo".
[L'intervento dell'economista Marco Fortis]
COSTAMAGNA: "MANIFATTURA CRESCE GRAZIE AL TERRITORIO E LAVORO DI QUALITÀ"
"Siamo un'area tra le più produttive d’Italia e abbiamo nel made in Italy il nostro mantra – ha poi proseguito il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna –. Abbiamo trasformato una vocazione in valore. La nostra manifattura cresce grazie al territorio e al lavoro di qualità. Abbiamo avuto una capacità di resistenza agli eventi notevole e questa nostra forza va difesa. La mia storia personale mi fa dire che la formazione e l'educazione alle responsabilità sono fondamentali, come lo è coinvolgere i collaboratori e restituire quanto ricevuto. Serve fare squadra, insieme possiamo incidere sulle condizioni al fine di garantire la crescita delle nostre aziende, occorre crescere senza perdere identità. Per costruire il futuro servono orgoglio e concretezza: questo sta facendo Confindustria Cuneo. L'industria ha fatto la storia del nostro Paese".
[Il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna]
AMALBERTO: "BENE L’EXPORT, MA SERVE MIGLIORARE LE FILIELE"
A un contesto che negli ultimi anni "è molto mutato, a partire dalle guerre", ha fatto riferimento Andrea Amalberto. Il presidente di Confindustria Piemonte ha proseguito spiegando come "le imprese piemontesi hanno mostrato la capacità di ribaltare i dati e continuare ad avere profitti nonostante le difficoltà. La storia insegna che le fasi complesse sono state superate spesso grazie alla bravura delle imprese, motori in grado di crescere comunque, raggiungendo valori di produttività eccezionali. Esportiamo molto, ma compriamo troppi servizi in altre regioni: dobbiamo migliorare le filiere, per non dover rivolgersi altrove, recuperando almeno una parte del gap potremo essere ancor più competitivi. Abbiamo ancora bisogno di migliorare le infrastrutture e i collegamenti stradali e ferroviarie". "Negli ultimi anni – ha concluso – sono arrivate molte risorse che devono generare valore. Parliamo di una crescita che deve essere capitalizzata, nella nostra regione le condizioni ci sono".
[Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte]






























