Scuola e formazione | 25 giugno 2026, 18:15

Maturità 2026, il racconto di una docente: "Esami con 36 gradi, malori e nemmeno un ventilatore. E' legale tutto questo?"

Ci scrive un'insegnante che in questi giorni sta affrontando i test di fine superiori, ma ansie e timori dei ragazzi non sono gli unici ostacoli da superare

Le temperature altissime non semplificano il compito agli studenti per la Maturità 2026

Le temperature altissime non semplificano il compito agli studenti per la Maturità 2026

Ci sono i lavoratori edili, gli operai che riparano le strade, i rider. Ma anche altre categorie professionali, in questi giorni, stanno affrontando il proprio lavoro in condizioni al limite dell'accettabile. E' il racconto che ci fa una nostra lettrice, insegnante di scuola superiore, impegnata come componente delle commissioni per l'esame di Maturità a Torino.

Non solo ansie e timori

Per una volta, infatti, il problema principale non sono le ansie e i timori dei ragazzi. Ma il termometro schizzato alle stelle e difficoltà a creare le condizioni minime non solo per mettere a proprio agio studenti e professori, ma anche per garantirne la sicurezza. "Questa è la mia esperienza da docente di un liceo scientifico di Torino - dice l'insegnante, che però chiede di rimanere anonima -: in questi giorni sono commissario di Maturità, ho fatto assistenza alle prove scritte, ho effettuato le correzioni e in questi giorni sto interrogando gli studenti e le studentesse a  temperature che hanno raggiunto i 36 gradi".

Senza aria condizionata

Il problema, però, è il "come": "Siamo senza aria condizionata,  nel migliore dei casi con un ventilatore che dovrebbe rinfrescare contemporaneamente la commissione d'esame, formata da 5 docenti, il candidato, che sarà interrogato per circa 1 ora e amici e parenti che assistono all'evento. In alcuni casi sono anche una decina, in soli 50 metri quadrati". 

Malori e timori

Le conseguenze sono piuttosto intuibili: "Una ragazza durante gli scritti ha avuto un colpo di calore: un calo di pressione e un'emorragia di sangue dal naso. Mi domando: ma tutto ciò è legale? Perché noi docenti accettiamo di lavorare in queste condizioni ? Visto che da più parti viene detto che l'insegnamento è una vocazione, tutto diventa accettabile anche sotto stress termico?".

Massimiliano Sciullo

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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