Economia e lavoro | 03 settembre 2026, 13:45

Fiom, 125 candeline per i metalmeccanici Cgil: "Non arrendiamoci al declino di Torino"

Tutto pronto per l'edizione 2026 della Festa dei sindacati: dal 9 al 12 settembre alla Cartiera di via Fossano 8. Lazzi: "Nel 2026 produzione e cassa migliorano rispetto al 2025, ma il rischio è che si tratti di un piccolo rimbalzo. Servono 4-5 modelli per diversificare la produzione"

Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Cgil Torino

Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Cgil Torino

"Per non arrendersi al declino di Torino". Ecco il filo conduttore della nuova edizione della Festa della Fiom di Torino, che combacia con i 125 anni della sigla metalmeccanica nata all'interno del mondo Cgil. Appuntamento dal 9 al 12 settembre alla Cartiera di via Fossano 8. Con tre direttive: "Al lavoro, allo studio, alla lotta", commenta il segretario generale provinciale, Edi Lazzi, ormai al passo d'addio visto che il suo mandato scadrà - dopo 8 anni - il 19 ottobre. "Nel corso di questi anni la classe dirigente ha avuto uno scivolamento verso il basso e uno dei motivi è che non si studia più: non si conosce più la storia, non si approfondiscono le conoscenze e così diventa difficile giocarsi una chance nel panorama mondiale. Se vogliamo giocarci le nostre chance, serve una classe dirigente più preparata".

Non possiamo arrenderci

Una festa in cui non sarà possibile non parlare di Stellantis: "Non possiamo arrenderci e la produzione va rilanciata - prosegue Lazzi -: le auto si conttinuano a produrre. Nel 2025 in Germania si sono vendute 2,8 milioni di auto, in Francia 1,6, in Italia 1,5 e quindi il nostro Paese è il terzo compratore di automobili a livello europeo. Ma bisogna arrivare a produrle sul territorio, altrimenti si arriva al paradosso di avere italiani che continuano a comprare automobili, ma prodotte altrove, annullando ogni valore aggiunto".

Verso Oriente

E nei giorni in cui, tramite la presentazione del Salone Auto Torino, si parla di case produttrici cinesi, impossibile non guardare a Oriente anche nel mondo sindacale. "In Cina hanno deciso di investire in maniera potente, hanno capito che potevano far guadagno - racconta il segretario generale -. E in quel Paese stanno costruendo auto, soprattutto elettriche e soprattutto belle e avanzate tecnologicamente: il pubblico comincia a osservare con attenzione questo tipo di vetture e la maggior parte di loro sono elettriche. In questo Paese servirebbe una politica che tenga insieme tutti gli elementi in gioco, compresa a produzione di energia e soprattutto da fonti rinnovabili. Serve un piano integrato per trasformare l'economia di Torino e del Piemonte in generale per accompagnare i cambiamenti climatici, ma anche quelli socio-economici che stiamo vivendo. In tutto questo, il ruolo del Pubblico diventa fondamentale: per creare sviluppo e nuovi posti di lavoro".

Rischio "micro" rimbalzo

Rispetto al 2025 c'è un piccolo miglioramento, se andiamo a controllare le ore di cassa integrazione: sono diminuite. Mentre la vendita di autovetture vede un rimbalzo positivo. Ma la nostra preoccupazione è che sia un piccolo rimbalzo, che alla fine ci farà ritornare nuovamente nel baratro. Continuiamo a essere dipendenti dal settore automotive, nel bene e nel male. E le aspettative che la Fiat Stellantis aveva dato non vengono rispettate. Sono state prodotte 41mila vetture nel 2026 a Mirafiori e se tutto va bene, senza ulteriori fermate o cassa, si potrà arrivare al massimo a 65mila vetture. Ma la sensazione è che le fermate continueranno a esserci e riapriranno la cassa: rimarremo ampiamente sotto le 100mila. Bisogna avere più produzioni e diversificare. Mirafiori può arrivare a 200mila unità prodotte: si potrebbero produrre 4-5 modelli diversi, affrontando eventuali andamenti del mercato. Altrimenti sei destinato a una lenta agonia. Mirafiori, tra 6-7 anni, può spegnere la Carrozzeria per consunzione: andranno tutti in pensione e i nuovi arrivi, tutti interinali, non saranno confermati". 

Turismo e aerospazio

Sul rapporto con la politica, "Governo e istituzioni sono inefficienti e io mi sento disarmato: non possono fare impresa, ma devono discutere con le imprese cosa serve e fare politiche industriali. Avere solo Turismo non può bastare: è una via bassa dello sviluppo. Noi vogliamo prosperità". E la spoon river delle aziende in difficoltà (soprattutto nel Canavese, Settimo, Chivasso e nella zona Ovest di Torino) prosegue, anche se per ora la situazione è ammortizzata dall'uso della cassa integrazione.

L'aerospazio, dal canto suo, invece va bene. "Sta tirando, ma non possiamo augurarci che ci siano guerre per vendere aerei e armi per avere prosperità economica. In giro per il mondo le persone stanno morendo. Bisogna stare in guardia: quel settore non può comunque totalmente saturare le perdite di posti di lavoro che abbiamo avuto e stiamo avendo nell'automotive".

Ospiti e tematiche

Tanti i temi sul tavolo, dagli anni difficili delle Brigate Rosse al confronto con Sergio Cofferati, che ha guidato il sindacato a livello nazionale in periodi chiave dei tempi recenti. Fino al dibattito con il governatore Alberto Cirio e il segretario generale Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo. Tra gli ospiti anche Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione Comunista. "Si parlerà di democrazia, ma anche di ruolo dei partiti, della loro vicinanza ai lavoratori e, al tempo stesso, sul ruolo dei sindacati che non si possono limitare alla gestione delle tematiche quotidiane ed emergenziali. Il sindacato deve essere collettivo, oppure non è. Bisogna essere un sindacato che sa esercitare il conflitto". E dopo Paolo Pulici, per l'edizione 2025, il calcio questa volta propone Massimo Mauro come ospite con cui confrontarsi.

Il caso Teksid

Intanto, dopo lo stop di questi giorni a Mirafiori, non si spengono le polemiche. E' ancora la Fiom, che fa notare come Stellantis si sia "affrettata a dichiarare che la causa sarebbe da ricercare nello stabilimento Teksid, sostenendo che la fonderia non riuscirebbe a garantire i volumi richiesti per l’elevata domanda dei motori ibridi". E puntualizza: "Fermo restando che il vero problema di Mirafiori è legato alle basse vendite della 500 Ibrida, l’azienda non può scaricare le proprie responsabilità sulla Fonderia di Carmagnola. Negli ultimi mesi Stellantis ha provato a tamponare la situazione con l’inserimento di lavoratori interinali e con modifiche ai turni di lavoro. Alla luce della fermata di questi giorni, è evidente che gli interventi messi in campo non solo non hanno prodotto alcun risultato, ma hanno persino contribuito a peggiorare la situazione. Le lavoratrici e i lavoratori Teksid continuano a sostenere turni pesanti e le condizioni di lavoro restano del tutto insostenibili, frutto diretto di una strategia aziendale sbagliata". E i metalmeccanici ribadiscono la prosecuzione dello stato di agitazione: "Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e il futuro dello stabilimento".

Massimiliano Sciullo

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