Un vecchio binario invaso dalle erbacce, a testimoniare un passato industriale che non c’è più, ma anche un presente fatto di incuria e degrado. Così convive da tempo il raccordo ferroviario dismesso di strada Vicinale delle Cascinette, che un tempo serviva la Michelin e la Iveco e ad oggi risulta inutilizzato dalla seconda metà degli anni Novanta.
A sollevare il caso in Sala Rossa è un’interpellanza presentata da Pierlucio Firrao (Torino Bellissima), che ha chiesto al Comune di farsi parte attiva per sbloccare la situazione. “L'area non appartiene alla Città, ma proprio per questo ci aspettiamo che l’Amministrazione apra un’interlocuzione con i proprietari privati”, ha attaccato il consigliere.
Di chi è il binario e cosa dice il Piano Regolatore
Realizzato negli anni Trenta per collegare gli stabilimenti Snia (poi Michelin) alla stazione di Torino Stura, il raccordo è stato progressivamente isolato con la nascita della linea Av e del Passante Ferroviario. “Dalle verifiche dell’Ufficio Patrimonio - precisa l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni - il sedime risulta intestato a Michelin Italiana Sami e Iveco Spa, con alcune particelle registrate unicamente come ente urbano”.
Dal punto di vista urbanistico non esistono vincoli di natura ferroviaria, storica o di rispetto che ne impediscano a priori la rimozione o la riqualificazione. Tuttavia, a oggi non sono mai state avviate interlocuzioni ufficiali con le aziende proprietarie per la dismissione definitiva.
Nessun progetto dal Comune
Per chi sperava in un restyling a breve termine, la doccia fredda arriva sul fronte progettuale. Attualmente non esistono piani né fondi comunali destinati al recupero dello spartitraffico. Ogni eventuale trasformazione richiederebbe infatti prima di definire gli aspetti proprietari ed espropriativi. Anche sulla manutenzione del verde la strada appare in salita: la Divisione Verde segnala infatti che, trattandosi di un’area privata, la cura spetta per legge ai proprietari.
La Città valuterà soltanto eventuali interventi d'emergenza sul fogliame spontaneo nei limiti delle risorse disponibili e per ragioni di sicurezza stradale. “Parcheggi, aree verdi o nuove funzioni pubbliche: occorre recuperare uno spazio oggi perso e restituirlo ai cittadini” ha concluso Firrao.












