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Attualità | 23 luglio 2021, 15:42

Universiade 2025, il Comitato Salviamo i prati di Parella attacca: "Studentato costruito a danno degli orti, inaccettabile"

"Ci sarebbe stato il tempo, e forse c’è tuttora, per focalizzarsi sulla ricerca di aree già cementificate dismesse su cui costruire o da recuperare"

Universiade 2025, il Comitato Salviamo i prati di Parella attacca: "Studentato costruito a danno degli orti, inaccettabile"

Nella Commissioni II e VI del Consiglio Comunale di ieri, giovedì 22 luglio, l’Assessore all’Urbanistica Antonino Iaria, l’Assessore all’Ambiente Alberto Unia e il Presidente della Commissione Ambiente Federico Mensio hanno esposto la decisione di non realizzare più i due edifici per l’Universiade 2025 sul prato di Via Madonna della Salette ma di costruirli al posto degli orti che si trovano nella stessa via a poche decine di metri di distanza.

"Unia ha parlato di “compromesso accettabile”. Per Iaria eliminare gli orti vuol dire addirittura “riqualificare” l’area. I vincoli di budget, di tempo e le richieste del Politecnico di costruire necessariamente in quella zona, secondo gli amministratori, rendono inevitabile questa operazione", ma per il Comitato 'salviamo i prati di Parella' queste argomentazioni "sono inaccettabili e anche poco plausibili. La candidatura per l’Universiade è stata presentata a luglio 2020, ci sarebbe stato il tempo, e forse c’è tuttora, per focalizzarsi sulla ricerca di aree già cementificate dismesse su cui costruire o da recuperareNon è stata prodotta alcuna documentazione che mostri le eventuali aree alternative valutate e le motivazioni della loro esclusione".

"Con quali valori e priorità il Comune si è presentato al tavolo del Comitato Promotore Torino 2025? Le priorità del programma per cui i cittadini hanno dato la fiducia a questa amministrazione? Quelle della salute, delle necessità, dei servizi richiesti dai cittadini, in una città che registra tra le mortalità più elevate legate all’inquinamento ambientale? Con la diligenza del buon Amministratore che non vuole reiterare gli errori fatti nella gestione delle Olimpiadi 2006 (caratterizzate da un eccessivo consumo di suolo, da un grande danno ambientale e da un debito enorme da ripagare che grava sulle spalle di tutti i cittadini torinesi)?", si domandano gli esponenti del Comitato.

"L’Amministrazione Comunale avrebbe potuto fissare da subito una serie di priorità, tra cui l’esclusione del consumo di suolo e la tutela di strutture sanitarie come quella del Maria Adelaide. Ha invece preferito scegliere la via più facile, che però comporta la perdita definitiva di un’area verde in piena terra (scomparirebbero 2.500 mq). L’area degli orti infatti era un tutt’uno con il pratone di Via Madonna della Salette e gli altri terreni della zona su cui non si è mai costruito. Si tratta quindi di un’area (che ha impiegato secoli per formarsi) da preservare come le altre, per i preziosi servizi ecosistemici che produce e anche per l’attività orticola che vi si svolge, che potrebbe essere regolarizzata. A differenza di quanto hanno affermato gli amministratori comunali, riteniamo che il diritto allo studio (ma sarebbe poi garantito l’accesso agli studenti non abbienti?) e il diritto ad un’ambiente salubre e il più possibile naturale siano fondamentali e che non possono essere alternativi tra loro", sottolineano ancora. "Né ci prestiamo al gioco che metterebbe contro chi difende il pratone e chi gestisce gli orti".

Il vantaggio prospettato per la città è stato quantificato in una maggiore disponibilità di edilizia convenzionata per ospitare gli studenti. Il danno per i cittadini è quantificabile nella perdita significativa dei seguenti benefici:

–       bellezza estetica (paesaggio) 

–       aumento del valore economico delle abitazioni 

–       difesa del suolo e della biodiversità

–       governo delle piogge intense 

–       riduzione del rumore 

–       sequestro del carbonio per la mitigazione del clima 

–       spazi per la ricreazione 

–       benessere per la salute fisica e mentale 

–       abbattimento del PM 2,5 

–       contenimento delle ondate di calore.

"La crisi ambientale, locale e globale, sta mostrando la sua serietà in modo sempre più evidente. Eliminare risorse naturali vuole dire aggravare fortemente la condizione degli abitanti della nostra città e delle prossime generazioni", conclude il Comitato salviamo i prati di Parella.

comunicato stampa

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