Cultura e spettacoli | 23 maggio 2022, 11:57

"Sfera" ultimo concerto della stagione Prospettive 2022 del Conservatorio Giuseppe Verdi

Appuntamento martedì 7 giugno: sul palco l'Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Giampaolo Pretto

"Sfera" ultimo concerto della stagione Prospettive 2022 del Conservatorio Giuseppe Verdi

L'ultimo appuntamento della Stagione Prospettive 2022 si chiude con una serata dedicata all'umanità, rappresentata da una sfera, solido che racchiude nella sua perfezione l'immagine stessa della vita.
Martedì 7 giugno, alle ore 21, sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino a salire sul palco accanto all'Orchestra Filarmonica di Torino, diretta dal maestro Giampolo Pretto, sarà il pianista Roberto Cominati. Alla magia del pianoforte ed alla moltitudine di strumenti da cui è composta l'orchestra è quindi affidato il compito di trasformare in musica tanta perfezione.

Protagonista assoluto della serata il Concerto n. 3 in re minore, op. 30 di Rachmaninov, una delle pagine più conosciute del repertorio per pianoforte e orchestra. Rach3, come il brano viene generalmente appellato, è stato scritto da Rachmaninov nel 1909, anno del suo matrimonio con la cugina Natalya Satina. È diventato estremamente popolare tra il grande pubblico nel 1996, grazie al pluripremiato film “Shine”, che ripercorre la storia della vita del pianista David Helfgott. Nel film il terzo di Rachmaninov, per le difficoltà che presenta, diventa l'emblema degli sforzi di Helfgott nel raggiungere la piena padronanza dell'amato strumento.

Da sempre, d'altro canto, il Rach3 costituisce un banco di prova ineguagliato tra i solisti, per il virtuosismo richiesto. Rachmaninov era infatti, ancor prima che compositore, un pianista di enorme talento. Fu infatti lui a segnare il debutto della sua opera sul palco, ritagliandosi il ruolo di protagonista nella prima assoluta al New Theatre a New York il 28 novembre del 1909, sotto la direzione di Walter Damrosch. A dicembre la ripetè, sempre a New York ma alla Carnegie Hall, con Mahler nel ruolo di direttore. La straordinaria partitura immerge l'ascoltatore in un’atmosfera sognante, dove il lirismo e le suggestioni romantiche si rincorrono per tutto il brano, che volteggia lieve e ammaliante verso il finale: un inno verso l'assoluto che avvolge intimamente orchestra, solista e pubblico.

La seconda parte del concerto è invece dedicata alle Danze slave op. 46 di Dvořák, che il compositore creò traendo spunto dalle Danze Ungheresi di Brahms. Composte inizialmente per pianoforte a quattro mani vennero subito trascritte per orchestra ed il lavoro regalò a Dvořák la fama internazionale fin dall'esordio a Praga nel 1878 sotto la direzione di Adolf Czech. Nelle Danze slave la ricerca sul folclore si salda alle ispirazioni dal mondo slavo, creando una serie suggestiva di ritmi popolari e coinvolgenti, che le rendono ancor oggi una delle composizioni più amate.

Il concerto in Conservatorio sarà aperto, come accade da alcuni anni, da un micro racconto ispirato al programma musicale e scritto appositamente per OFT dal giornalista e musicista Lorenzo Montanaro, perfetto per immergersi nell’atmosfera della serata. La lettura del testo è affidata all’Associazione liberipensatori “Paul Valéry” e all'Accademia di formazione teatrale Mario Brusa di Torino.

GLI APPUNTAMENTI CONCERTISTICI

Accanto al concerto di martedì 7 giugno, ore 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi (Piazza Bodoni, Torino) sono previste la prova generale di lunedì 6 giugno, ore 18.30, al Teatro Vittoria (Via Gramsci 4, Torino) e la prova di lavoro di domenica 5 giugno, dalle ore 10 alle ore 13, a Più SpazioQuattro (Via Saccarelli 18, Torino).

L'Orchestra Filarmonica di Torino offre infatti da sempre la possibilità al pubblico di assistere alla “costruzione” del concerto. Una occasione unica per vedere al lavoro gli artisti, che la domenica mattina studiano e si esercitano con il direttore alla ricerca di armonia e perfezione, mentre il lunedì eseguono l'ultima prova prima della grande serata al Conservatorio del martedì. Tre opportunità diverse per approcciarsi al mondo della musica classica, anche in modo informale: non è raro ad esempio vedere tra il pubblico che assiste alle prove di lavoro a Più SpazioQuattro appassionati che seguono l'esecuzione partitura alla mano o famiglie con bambini.

comunicato stampa

Leggi tutte le notizie di E POE...SIA! ›

Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, impiegata, appassionata di lingue straniere e poetessa. Già, poetessa.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata della poesia dal primo incontro, alle elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è l'arte: mi conquista la sua immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la chiarezza.
Viaggiando, ho compreso quanto il mondo sia dinamico. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo piani e idee. Oggi lavoro per un importante istituto bancario ma continuo a essere curiosa. E gioiosa. Faccio parte della corrente letteraria dei Poeti Emozionali e ho, all'attivo, la pubblicazione di tre libri: una silloge corale, un e-book e l'ultimo arrivato, “Clic” (L’Erudita Editore).

E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso ma testardo: la poesia.
Perché no!? Perché non recuperarla dal cassetto, vestirla con abiti nuovi, freschi, darle una possibilità? La possibilità di emozionarci, semplicemente questo: riflettere, sentire qualcosa, qualsiasi cosa, con e grazie a Lei.
Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'analisi del testo, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la curiosità, prima delle domande. Accendiamo il pensiero. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al paracadute provvedo io! 

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium