Economia e lavoro | 06 agosto 2025, 12:54

Ai camion delle nocciole dell’ex Caffarel serve più spazio e potrebbero farglielo dei tigli

Alcuni residenti della zona e Legambiente sono allarmati dagli abbattimenti che si profilano in via Monte Granero a Luserna San Giovanni

Via Monte Granero dove verrebbero abbattuti i tigli

Via Monte Granero dove verrebbero abbattuti i tigli

Sono una ventina le piante che potrebbero essere abbattute in via Monte Granero qualora il Comune di Luserna San Giovanni si esprimesse favorevolmente sul progetto della ex Caffarel che ha individuato quella strada per il passaggio dei camion che trasportano le nocciole per il reparto tostatura. Pare, infatti, che la chioma e i rami dei tigli possano danneggiare i teloni dei mezzi, problema analogo a quello già sollevato in passato per via Gianavello, strada che porta all’ingresso principale dell’azienda.

Il progetto della ex Caffarel sarebbe stato solo recentemente depositato al Suap (Sportello unico per le attività produttive) dell’Unione montana del Pinerolese, che deve ancora approvarlo, ma le voci sul suo contenuto hanno cominciato a circolare subito in paese, tanto che un gruppo di cittadini che abitano nella zona ha espresso la propria contrarietà all’abbattimento e ha richiesto un appuntamento in Comune. All’incontro, che si è svolto il 16 luglio, ha partecipato anche il circolo della Val Pellice di Legambiente. “Già lo scorso anno giravano voci circa l’abbattimento degli alberi ma poi c’erano state smentite dall’ufficio tecnico comunale. Questa volta invece le voci non ci sono state smentite anche se l’Amministrazione comunale ci ha detto di non aver ancora esaminato il progetto dell’azienda” afferma Paola Ingravalli, una delle residenti in zona. Lei, come altri abitanti di via Monte Granero, si oppone all’intervento perché affezionata all’alberatura di cui sostiene il valore storico: “Inoltre dona ombre alle case ed è una delle bellezze del paese. Crediamo che per garantire il passaggio dei camion basti una potatura che qui non viene fatta dal 2020” continua Ingravalli.

Il sindaco di Luserna San Giovanni, Duilio Canale, spiega come l’abbattimento delle piante fa parte del progetto di Caffarel che punta ad allargare la strada di un metro e quaranta centimetri: “L’azienda chiede al Comune di poter portare a termine l’intervento di miglioramento della strada che comprende l’abbattimento degli alberi fino all’ingresso del loro piazzale e la sistemazione della sponda del bedale che scorre in via Monte Granero”. Come compensazione, l’azienda realizzerebbe un parco urbano nel piazzale di manovra dei camion con la messa a dimora di nuove piante: “La loro proposta è di creare delle piccole collinette verdi con percorsi pedonali, ripristinando la pineta e piantando ottanta nuovi alberi. L’uso dell’area sarebbe pubblico ma la manutenzione rimarrebbe a carico dell’azienda” dettaglia Canale. Il sindaco inoltre aggiunge che l’ipotesi della potatura delle piante è stata scartata dopo una consulenza di un agronomo che sostiene che il taglio dovrebbe essere talmente radicale da mettere a rischio la salute delle piante.

Canale afferma che toccherà ai tecnici comunali esprimersi nel merito del progetto della Caffarel. “Come Amministrazione siamo consapevoli degli svantaggi rappresentati dal taglio degli alberi ma dobbiamo valutare anche i vantaggi: uno di questi è il dirottamento di quattro o cinque camion la settimana su via Monte Granero, migliorando così la sicurezza di via Gianavello, strada che è frequentata anche dagli studenti – continua –. Inoltre il settore della tostatura è fondamentale per la sopravvivenza dell’azienda a Luserna San Giovanni e potrebbe portare all’assunzione di una quarantina di persone”.

Con una lettera destinata al Comune Legambiente Val Pellice esprime dubbi sulla legittimità dell’abbattimento: “Non ci esprimiamo circa il progetto dell’azienda, che non abbiamo avuto modo di vedere, tuttavia sottolineiamo come nello stesso piano regolatore del Comune c’è un articolo che dispone che tutte le alberate del paese vengano protette e che possano esser abbattute solo eccezionalmente per patologie – spiega per l’associazione Mauro Collino –. E anche in tal caso, poi, gli alberi andrebbero ripiantati”.

Elisa Rollino

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