Il Polo del '900 è rinnovato per altri 50 anni: il centro culturale saluta la fase iniziale durata 10 anni ed entra nella sua maturità, guardando al futuro. "Doveva essere una sperimentazione - ha commentato il direttore Alessandro Rubino - ora il Polo procede. Lo Statuto è stato approvato fino al 2075 e la concessione dei Palazzi San Celso e San Daniele fino al 2055. La cultura richiede tempi lunghi e la programmazione triennale permette di sbagliare e correggere".
Il prossimo triennio del Polo
Lo sguardo al futuro, infatti, va adesso al 2028: sono state approvate le attività di presentazione e le linee strategiche del prossimo triennio, avviando un nuovo ciclo dopo il primo decennio di vita. "Il Polo continuerà a essere un laboratorio civico, europeo e contemporaneo - ha spiegato Rubino - in cui la storia dialoga con le domande del presente e diventa strumento per immaginare il futuro della democrazia".
Il Potere al centro
Al centro del prossimo triennio ci sarà una parola chiave, un argomento da sviscerare, indagare e di cui trattare tra passato e presente: il Potere. Il programma parte quindi da questo tema e approfitta di due ricorrenze importanti per portare avanti il discorso sul Potere coi 26 enti partecipanti al Polo del '900: l'ottantesimo anniversario del triennio 1946-1948, quando nacquero la Repubblica Italiana, la Costituzione e una nuova idea di Europa, e i 50 anni dal triennio 1976-1978, anni caratterizzati da conflitti drammatici e violenze che proprio a Torino hanno visto svolgersi lo storico processo alle Brigate Rosse.
Il rapporto media e informazione
Una terza linea di esplorazione riguarderà il rapporto tra media, informazione, potere e cittadinanza, con attenzione a come i processi di produzione e circolazione delle notizie incidano sulla formazione dell'opinione pubblica, sulla percezione della realtà e sulla qualità della vita democratica.
Un focus sull'IA
Tra le novità anche l'Europa e l'intelligenza artificiale. Da quest'anno, infatti, sarà istituita all'interno del Polo un'area dedicata per avviare la ricerca, la creazione e il consolidamento di una rete di partner europei con cui costruire progetti comuni, promuovendo una ricerca di memorie diverse e una condivise.
L'IA, invece, riguarda il patrimonio archivistico del Polo, che lavorerà per potenziare sistemi di elaborazione documentale basati su Intelligenza Artificiale. Infine, i prossimi tre anni saranno segnati anche dai percorsi di valorizzazione dei due palazzi juvarriani sede del Polo, per permettere alla cittadinanza di viverli e frequentarli, a partire da un programma culturale all'interno del cortile che partirà in estate.











