Cronaca | 31 gennaio 2026, 14:01

"Torino è partigiana", in arrivo da tutta Europa contro lo sgombero di Aska. La città si blinda [ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO]

Attese almeno 15mila persone. Schierate mille forze dell'ordine lungo il percorso che finirà in corso Novara

Corteo a favore di Askatasuna

Corteo a favore di Askatasuna

ore 16:10: I tre cortei diventano uno solo lungo il Po

I tre cortei si sono riuniti all'altezza di lungo Po Diaz, con quello di Palazzo Nuovo - dove ci sono i membri di Aska - che ha preso la testa davanti agli spezzoni di Porta Nuova e Porta Susa. I migliaia di manifestanti riuniti hanno quindi proseguito verso lungo Po Diaz.

Alle 15,40: I due cortesi si sono riuniti davanti a Porta Nuova 

I due cortei tra le due stazioni si sono uniti davanti a Porta Nuova e procedono in direzione lungo Po

Ore 15:35: Partito anche lo spezzone da Palazzo Nuovo

È partito anche lo spezzone di Palazzo Nuovo, in direzione via Po come da programma. In prima fila un grande striscione con il manifesto di Zerocalcare. "Hanno pensato che sgomberare il centro sociale Askatasuna fosse la fine delle lotte, di chi non ci sta, di chi vuole un futuro diverso - hanno gridato dal centro sociale -. Invece diciamo grazie Meloni perché oggi siamo migliaia e saremo molti di più, saremo molto più uniti.

15.30: Il corteo in movimento verso Porta Nuova

Il corteo di Porta susa sta attraversando corso Vittorio Emanuele II  e sta raggiungendo il numeroso gruppo presente alla stazione di Porta Nuova

14.45: Il raggruppamento si è formato: si parte

Il primo gruppo di persone si è radunato in piazza XIII dicembre. Qui è presente lo spezzone più politico, composto da rappresentanze dei sindacati di base, Usb e Cobas, No Tav e partiti extra parlamentari.

Un gruppo di manifestanti si è arrampicato sulle impalcature della vecchia stazione in  cantiere e ha srotolato lo striscione con scritto Askatasuna vuol dire libertà.
 


Sul furgone che apre il corteo di Porta Susa alla consolle l'artista eporediese Cosmo.


14.00 Il ritrovo

Tre concentramenti. Il primo a partire è quello di Porta Susa che proseguirà in direzione corso Vittorio Emanuele II e raggiungerà l'altro gruppo radunato a Porta Nuova. Poi un terzo corteo, da Palazzo Nuovo, che sfilerà nelle vie centrali, raggiungerà il lungo Po, e poi si unirà in piazza Vittorio al cordone partito dalla due principali stazioni della città. 

Da lì il gruppone diventerà unico e proseguirà verso Corso San Maurizio entrando nella zona di Vanchiglia, avvicinandosi a corso Regina Margherita, dove è presente il centro sociale sgomberato lo scorso 18 dicembre.

Il finale, secondo quando reso pubblico dagli organizzatori, è in corso regio Parco, per concludersi in corso Novara, dove saranno presenti i bus per riportare a casa i partecipanti. 

È il giorno della grande mobilitazione nazionale per Askatasuna. Nazionale, ma non solo. Previsti manifestanti provenienti da tutta Europa. Sono oltre 200 realtà associative (da centri sociali, a bocciofile, da circoli, a comitati, da sindacati a politici) che hanno deciso di aderire, in una lista che via via è andata crescendo dall'inizio dall'assemblea organizzata due settimane fa al Campus Einaudi.

Sono attesi in almeno 15mila, un numero che potrebbe essere anche più alto.

Intanto la città si blinda con oltre mille forze di polizia schierate lungo il percorso. 

Il punto "caldo" è tra corso san Maurizio e via regio Parco. Intanto la Prefettura ha emesso ieri le linee di indirizzo per partecipare alla manifestazione.

Niente vetro, bottiglie, bevande, ma nemmeno caschi, maschere e mascherine o elementi che possano occultare il viso.

Lungo il percorso sono stati rimossi i cassonetti e sarà attivo il divieto di sosta in diverse aree da Porta Susa a Vanchiglia. 

Anche le linee Gtt, come annunciato dal gruppo, subiranno variazioni e modifiche del percorso.  

Articolo in aggiornamento.

Daniele Caponnetto - Francesco Capuano

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