Sanità | 18 febbraio 2026, 11:28

Guasto in pista a Caselle: scatta il piano B per l’equipe trapianti

​Un problema tecnico al velivolo dell'equipe romana ha rischiato di bloccare il trasferimento di un fegato prelevato a Torino. La staffetta tra 118 ed elisoccorso ha permesso di raggiungere Linate in 30 minuti

Guasto in pista a Caselle: scatta il piano B per l’equipe trapianti

Un’avaria tecnica ha messo sotto pressione, nella mattinata di oggi mercoledì 18 febbraio, la macchina organizzativa dei trasporti sanitari d’urgenza. All’aeroporto di Torino-Caselle, un’équipe medica proveniente da Roma – reduce da un delicato intervento di prelievo di fegato – si è ritrovata bloccata a terra poco prima del decollo a causa di un imprevisto al proprio aeromobile.

La gestione dell'imprevisto

 In una procedura dove ogni minuto è pesato sulla bilancia della riuscita clinica, il fermo del velivolo ha attivato immediatamente il protocollo di emergenza della Centrale Operativa 118 di Torino. In coordinamento con il Nucleo Gestione Elicotteri, la logistica è stata ridisegnata in tempo reale coinvolgendo il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero.

​L’elicottero di soccorso, decollato dalla base di Torino-Aeritalia, ha fatto scalo sulla pista di Caselle per imbarcare i chirurghi e l'organo. Da lì, il trasferimento verso lo scalo di Milano-Linate è stato completato in circa 30 minuti, consentendo al team di salire a bordo di un secondo volo diretto verso la Capitale.

​Una rete messa alla prova 

L’episodio mette in luce la complessità che si cela dietro la rete dei trapianti, un sistema che non dipende solo dall'efficacia chirurgica, ma dalla capacità di reazione degli enti logistici. Al di là del successo tecnico dell'operazione, resta centrale il presupposto etico del sistema: la disponibilità dei donatori e delle loro famiglie, la cui generosità richiede, come naturale contropartita, un apparato organizzativo capace di neutralizzare anche gli imprevisti tecnici più critici.

Redazione

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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