C’è una salita, una casa sull’Appennino e una domanda che brucia più di ogni altra: "Mia madre mi ha mai amato?". È da qui che prende forma “Orsante”, il monologo scritto, diretto e interpretato da Matteo Vignati, spettacolo vincitore del Premio L’Arena di Cyrano 2025 come miglior produzione e selezionato per il Festival Inventaria 2025. L’appuntamento è per il 20 e 21 febbraio alle ore 21 a Casa Fools, negli spazi del Teatro Vanchiglia di via Bava 39.
Protagonista è Ultimo, un orsante – un domatore di orsi – che irrompe in scena alla luce della luna, agitato, scosso, con una lingua secca e ruvida, impastata di dialetto e parole straniere. È stato venduto dal padre quando era ancora bambino a una compagnia di girovaghi e circensi. Da allora la sua vita è stata una lunga traversata tra piazze e confini, fino agli estremi dell’Asia, tra spettacoli di strada, elemosina, violenza e sopravvivenza.
Il ritorno al paese natale avviene dopo anni, spinto dalla notizia della possibile morte della madre. Ma quando arriva è troppo tardi: la veglia funebre è già stata allestita e nessuno sembra riconoscerlo. È come se non fosse mai esistito. Come se, dal giorno della sua partenza, la madre non avesse più pronunciato il suo nome.
Da questa frattura nasce il cuore del monologo. In cima a quella salita “maledetta”, Ultimo si ferma e racconta. Lo fa con il passo antico dei cantastorie e con un corpo che si fa memoria viva. Il ritmo è incalzante, fisico, a tratti forsennato. È un racconto che diventa indagine: sulla verità, sull’abbandono, sul senso di appartenenza.
Nel viaggio emergono le tappe di un’odissea circense segnata da incontri e soprusi, dall’irrompere della Grande Guerra, dalla ribellione contro l’aguzzino e dalla conquista di una fragile autonomia. Centrale è il rapporto con l’orsa che ha imparato a domare: nei suoi occhi Ultimo riconosce la stessa solitudine che lo abita, come se anche l’animale portasse dentro la nostalgia di una madre lontana e di un mondo perduto.
“Orsante” è così un racconto di formazione e sradicamento, una riflessione sul legame tra memoria e identità. Fino alla scoperta finale, tragica ma necessaria, che apre a una consapevolezza: forse la casa non è il luogo da cui proveniamo, ma quello in cui il nostro cuore riesce ancora a trovare dimora.
Per informazioni e prenotazioni: prenotazioni@casafools.it










