Cultura e spettacoli | 19 febbraio 2026, 07:33

Teatro, a Casa Fools l’odissea di un domatore di orsi tra memoria e identità

Il monologo di Matteo Vignati, premio L'Arena di Cyrano 2025, in scena il 20 e 21 febbraio. Un viaggio potente tra infanzia negata, circo e ricerca d’amore

Matteo Vignati

Matteo Vignati

C’è una salita, una casa sull’Appennino e una domanda che brucia più di ogni altra: "Mia madre mi ha mai amato?". È da qui che prende forma “Orsante”, il monologo scritto, diretto e interpretato da Matteo Vignati, spettacolo vincitore del Premio L’Arena di Cyrano 2025 come miglior produzione e selezionato per il Festival Inventaria 2025. L’appuntamento è per il 20 e 21 febbraio alle ore 21 a Casa Fools, negli spazi del Teatro Vanchiglia di via Bava 39.

Protagonista è Ultimo, un orsante – un domatore di orsi – che irrompe in scena alla luce della luna, agitato, scosso, con una lingua secca e ruvida, impastata di dialetto e parole straniere. È stato venduto dal padre quando era ancora bambino a una compagnia di girovaghi e circensi. Da allora la sua vita è stata una lunga traversata tra piazze e confini, fino agli estremi dell’Asia, tra spettacoli di strada, elemosina, violenza e sopravvivenza.

Il ritorno al paese natale avviene dopo anni, spinto dalla notizia della possibile morte della madre. Ma quando arriva è troppo tardi: la veglia funebre è già stata allestita e nessuno sembra riconoscerlo. È come se non fosse mai esistito. Come se, dal giorno della sua partenza, la madre non avesse più pronunciato il suo nome.

Da questa frattura nasce il cuore del monologo. In cima a quella salita “maledetta”, Ultimo si ferma e racconta. Lo fa con il passo antico dei cantastorie e con un corpo che si fa memoria viva. Il ritmo è incalzante, fisico, a tratti forsennato. È un racconto che diventa indagine: sulla verità, sull’abbandono, sul senso di appartenenza.

Nel viaggio emergono le tappe di un’odissea circense segnata da incontri e soprusi, dall’irrompere della Grande Guerra, dalla ribellione contro l’aguzzino e dalla conquista di una fragile autonomia. Centrale è il rapporto con l’orsa che ha imparato a domare: nei suoi occhi Ultimo riconosce la stessa solitudine che lo abita, come se anche l’animale portasse dentro la nostalgia di una madre lontana e di un mondo perduto.

“Orsante” è così un racconto di formazione e sradicamento, una riflessione sul legame tra memoria e identità. Fino alla scoperta finale, tragica ma necessaria, che apre a una consapevolezza: forse la casa non è il luogo da cui proveniamo, ma quello in cui il nostro cuore riesce ancora a trovare dimora.

Per informazioni e prenotazioni: prenotazioni@casafools.it

Daniele Angi

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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E POE...SIA!
Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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