Attualità | 23 febbraio 2026, 18:33

Chiusi i Giochi, a Torino finisce il sogno olimpico: la città "estingue" la Fondazione 20 marzo

La Sala Rossa approva la mozione per cambiare lo statuto e nominare il liquidatore. E intanto la Città aspetta di tornare in pista per il pattinaggio nel 2030

A Torino finisce il sogno olimpico: la città "estingue" la Fondazione 20 marzo

A Torino finisce il sogno olimpico: la città "estingue" la Fondazione 20 marzo

Mentre le luci sui Giochi di Milano-Cortina 2026 si sono appena spente, Torino chiude definitivamente il capitolo olimpico lungo vent’anni. La Sala Rossa del Consiglio Comunale ha deliberato la liquidazione della Fondazione 20 marzo 2006, l’ente nato per gestire l’eredità del post olimpico. Un atto formale, quasi tecnico, ma che diventa terreno fertile per il dibattito politico. Sia per il rimpianto della non partecipazione della città a quelli appena conclusi, sia per la ferita, ancora aperta, del post olimpico (vedi bob e trampolino di Cesana e Pragelato). Il tutto mentre Torino spera di tornare in pista per l'edizione francese 2030 ospitando le gare di pattinaggio di velocità, Paesi Bassi permettendo.

​La fine di un'era

L’assessora al Bilancio, Gabriella Nardelli, ha motivato la scelta con la naturale conclusione del compito della Fondazione: risorse esaurite e attività di programmazione completate. Con questa delibera, beni iconici come l’Inalpi Arena, il Palavela e parte dell’ex Moi tornano sotto l'egida della città.

​Se per la maggioranza, rappresentata dalla consigliera PD Greco, si tratta di un passaggio tecnico doveroso per gestire un’eredità che ha regalato alla città una visibilità internazionale senza precedenti, per le opposizioni il tema è tutt'altro che "burocratico".

​Il "non voto" pentastellato

​Il Movimento 5 Stelle, guidato dal capogruppo Andrea Russi, ha scelto una linea di netta distinzione, decidendo di non partecipare al voto. Una posizione di coerenza politica che trasforma una delibera tecnica in un momento di riflessione critica su cosa resti davvero di quell'evento a due decenni di distanza. Dalle cattedrali nel deserto, alla gestione finanziaria.

​Per i pentastellati, la chiusura della Fondazione segna la fine di una "fase straordinaria", ma apre interrogativi urgenti sul post-olimpico.

​Cosa succede ora?

​Con l'approvazione della delibera, lo Statuto viene modificato per permettere al Collegio dei soci fondatori (Città, Città Metropolitana, Regione e Coni) di nominare il liquidatore.

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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