L’ambiente è minimal, ma arricchito da dettagli naturali che richiamano un’eleganza discreta, capace di trasmettere immediatamente un senso di accoglienza, che è uno dei cardini del progetto.
Dal 26 febbraio la pizzeria ‘Pan di Via’ ha preso il posto del bar Amico Passegier di via Boselli 12 a Cumiana. Un ulteriore tassello del progetto del nuovo oratorio, promosso dal parroco don Carlo Pizzocaro, che vorrebbe inaugurarlo nel settembre 2028.
L’iniziativa nasce dopo l’annuncio dell’addio al paese delle ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ e segue il modello educativo di San Giovanni Bosco, con spazi pensati per rispondere a esigenze sociali, culturali e formative.
Le anime della pizzeria
Tra le strutture previste c’era anche la pizzeria, nata per essere non solo un servizio per la comunità, ma anche un’opportunità occupazionale per i giovani del territorio, per dare loro occasioni concrete di inserimento professionale: “L’urgenza che sento con i giovani non è dargli un luogo per fargli passare passivamente il tempo, ma bensì renderli partecipi, aiutarli a mettersi in gioco creando un clima di fiducia professionale che responsabilizza e stimola”, racconta don Pizzocaro.
I ragazzi che lavorano da ‘Pan di Via’ sono infatti tutti giovani cumianesi: il pizzaiolo Roberto Campofelice, classe 1998, è stato il primo ad abitare nella casa parrocchiale, arriva da una formazione professionale che l’aveva già portato a lavorare in una pizzeria; la caposala Laura Piras, classe 2003, è un’amica d’infanzia di Roberto e ha fatto l’Alberghiero; ci sono infine i camerieri Fabio Colombatto e Pietro Giacchino, entrambi classe 2008, assunti con contratto a chiamata.
La filosofia in tavola
Il progetto gastronomico si distingue per l’attenzione alla qualità degli ingredienti. La proposta si basa sulla cosiddetta ‘pizza contemporanea’, caratterizzata da impasti a lunga lievitazione e materie prime selezionate: “Questa pizzeria non è solo un luogo dove si fa e si vende pizza, ma nasce con l’idea di portare una vera filosofia di comunità anche nel modo in cui si scelgono e si vivono i rapporti con i fornitori. Ogni ingrediente non è semplicemente acquistato, è il risultato di una relazione. I produttori non sono fornitori anonimi, ma persone con cui si crea un dialogo. In questo senso, il rapporto non è unidirezionale. Non si tratta solo di comprare e vendere, ma di crescere insieme, sostenersi e valorizzarsi a vicenda, creando una vera e propria rete sociale”.
Guardando al futuro della pizzeria, il parroco ha una visione poliedrica: “In futuro c’è l’idea di organizzare delle colazioni a tema e dei corsi da pizzaiolo da svolgere la mattina. Per ora nulla di concreto, ma stiamo lavorando anche in tal senso”.
Il nome e l’ambiente
Il nome della cooperativa e della pizzeria, ‘Pan di Via’, richiama invece un riferimento letterario preciso, l’opera di Tolkien, ‘Il Signore degli Anelli’. Nella sua narrazione compare il ‘lembas’, detto anche ‘pan di via’, un alimento simbolico capace di nutrire a lungo con piccole quantità. Un richiamo che sottolinea l’idea di nutrimento non solo materiale, ma anche comunitaria e relazionale.
L’apertura della pizzeria arriva dopo la campagna di tesseramento lanciata nei mesi scorsi per sostenere economicamente il progetto oratoriale, con una quota annuale simbolica, la comunità è stata chiamata a partecipare attivamente alla realizzazione del nuovo oratorio. Le adesioni ad oggi hanno superato quota millequattrocento: “Difficile fare previsioni precise, ma stiamo lavorando con il Comune affinché il progetto si realizzi nei prossimi anni”, spiega Pizzocaro.
La pizzeria, rappresenta dunque il primo elemento tangibile di un progetto più ampio che mira a ridefinire il ruolo dell’oratorio come luogo di incontro e comunità.
“Il primo mese è andato bene, in una settimana ci togliamo costo dell’affitto e degli stipendi, speriamo di continuare così. Una cosa che mi dà soddisfazione? Vedere che ‘Pan di Via’ viene scelta dai giovani che vogliono invitare a cena fuori la fidanzata. Significa che piace anche l’atmosfera”, è soddisfatto il parroco.
È stata mantenuta la boiserie originale, così come il bancone, entrambi in legno di ciliegio, ma sono stati lavorati e ridipinti di un colore più chiaro, più in linea con l’atmosfera del locale. Sono stati proprio i ragazzi che lavorano in pizzeria a lavorare al rinnovamento di questi spazi: “Un modo per trasmettere loro un senso di appartenenza e di cura verso il luogo in cui lavorano, invitandoli a viverlo non solo come spazio professionale, ma come ambiente da rispettare e valorizzare ogni giorno”, conclude.
La pizzeria è aperta tutti i giorni tranne la domenica, dalle 19 alle 23.










