Furti nei negozi, spaccate notturne, rapine in strada anche in pieno giorno. È questo lo scenario che, secondo chi vive e lavora a San Donato, si ripete con sempre maggiore frequenza, spingendo il quartiere al centro di una petizione che chiede più sicurezza e controlli.
Un allarme che parte dal basso e arriva fino al Consiglio comunale, dove sono stati portati episodi e testimonianze raccolte negli ultimi mesi. A farsi portavoce dei residenti e commercianti del quartiere è stato Diego Morra, tra i primi firmatari della petizione insieme a Oscar Ippolito e Vincenzo Giuliani.
Episodi in aumento, timori anche durante il giorno
Dal racconto emerge un quadro segnato da furti, atti vandalici e aggressioni che non si limitano più alle ore serali, ma colpiscono anche durante la giornata, mentre le persone svolgono attività quotidiane. Le criticità si concentrano in particolare tra via Cibrario, via San Donato e le strade limitrofe, zone a forte presenza commerciale. Qui gli esercenti segnalano spaccate e furti ripetuti, mentre chi frequenta l’area racconta episodi sempre più preoccupanti. "Soprattutto le persone più anziane restano vittime di queste situazioni", ha evidenziato Morra, descrivendo casi di persone seguite fin dentro i portoni o bloccate negli ascensori per essere derubate.
Una sequenza di fatti che, secondo i promotori, non si sarebbe mai interrotta nonostante le continue segnalazioni: dai furti d’auto e le aggressioni degli ultimi mesi fino agli episodi più recenti, come una spaccata in un negozio di via San Donato o il caso di due donne aggredite mentre buttavano la spazzatura.
La richiesta: più presenza e controlli
La domanda avanzata con la raccolta firme è netta: rafforzare il controllo del territorio e aumentare la presenza delle forze dell’ordine, affiancate dalla Polizia Locale. "Se anche sabato mattina, ai giardinetti, strappano una catenina in pieno giorno, vuol dire che qualcosa non funziona", ha raccontato Morra, spiegando anche di essere stato vittima di una rapina nel tardo pomeriggio.
Accanto alle richieste di sicurezza, emerge anche la volontà di ricostruire un senso di comunità, con proposte che spaziano dal volontariato alla creazione di forme di supporto per le persone più fragili come l'accompagnamento per le persone anziane per le spese o commissioni nella zona. Idee che però necessiterebbero di un coinvolgimento diretto delle istituzioni per diventare operative.
La risposta delle istituzioni
Dal lato istituzionale, l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda ha riconosciuto il valore dell’iniziativa, definendola "collaborativa e propositiva". Porcedda ha chiarito come la maggior parte degli episodi segnalati rientri nell’ambito dei reati penali, quindi sotto la competenza delle forze di polizia statali. Allo stesso tempo ha evidenziato che l’area è già oggetto di maggiore attenzione, anche grazie all’inserimento tra quelle a vigilanza rafforzata.
Un aspetto centrale resta quello delle denunce, considerate fondamentali per orientare i controlli e pianificare interventi mirati. Più segnalazioni permettono infatti di adattare meglio i servizi, sia nelle ore diurne sia in quelle serali. Sul fronte comunale, come ha ricordato Porcedda, è stato avviato un potenziamento dei servizi di prossimità della Polizia Locale, con agenti a piedi nelle zone commerciali, oltre a iniziative di prevenzione rivolte in particolare alle fasce più vulnerabili.
Il dibattito politico: tra dati e strategie
Il confronto si è poi spostato sul piano politico, con posizioni diverse sul fenomeno. Per il capogruppo del PD Claudio Cerrato, i reati predatori seguono un andamento ciclico e tendono a spostarsi tra quartieri: quando aumenta la pressione in zone più complesse, il fenomeno può trasferirsi altrove. Da qui la necessità di rafforzare i controlli, ma anche di intervenire sui più giovani per evitare che entrino in questi circuiti.
Sul tema dei dati è intervenuto Silvio Viale, capogruppo di +Europa, che ha chiesto una mappatura chiara delle denunce per quartiere. "Senza numeri precisi – ha osservato – si rischia di restare ancorati alla percezione senza strumenti concreti per intervenire".
Una linea condivisa anche dal consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, che ha evidenziato come la mancanza di dati renda difficile indirizzare le azioni. Firrao ha inoltre richiamato il tema della riduzione degli organici della Polizia Locale, sottolineando il valore della presenza come deterrente.
Diversa la lettura di Fratelli d’Italia, dove il consigliere Ferrante De Benedictis ha richiamato i dati nazionali parlando di una diminuzione dei reati predatori negli ultimi anni: "Negli ultimi dieci anni sono calati del 13%, con un -6% di furti e -4% di rapine nel 2025". Secondo De Benedictis, il tema va affrontato con un approccio tecnico e realistico, tenendo conto anche dei limiti legati agli organici delle forze di polizia, ridotti negli anni passati a causa del blocco del turnover. Allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della presenza sul territorio, definita un elemento fondamentale per il controllo delle dinamiche urbane.
La voce della Circoscrizione 4
Infine, il presidente della Circoscrizione 4, Alberto Re, ha sottolineato come sul quartiere l’attenzione sia già stata rafforzata negli ultimi mesi, con un aumento dei passaggi delle forze dell’ordine sia nelle ore diurne sia in quelle serali. Un lavoro portato avanti in collaborazione con il Commissariato di via Pinelli della Polizia, con cui sono stati attivati monitoraggi costanti e interventi mirati in alcune aree sensibili, tra piazze, giardini e spazi pubblici dove si registrano criticità legate soprattutto alle ore serali.
Allo stesso tempo, Re ha evidenziato il ruolo che può avere il territorio nella costruzione di un sistema di sicurezza più diffuso, richiamando i progetti già attivi a livello circoscrizionale a sostegno delle fasce più fragili. In particolare, ha fatto riferimento alle iniziative portate avanti con associazioni che si occupano dell’accompagnamento degli anziani, indicando in questo ambito uno spazio concreto di collaborazione da rafforzare, anche con il coinvolgimento diretto dei proponenti della petizione e delle realtà locali.












