Economia e lavoro | 29 aprile 2026, 18:15

Lear, ora ci sono anche le firme al ministero. Per 365 lavoratori inizia l'era Mechatronix (con 16,4 milioni di investimenti)

Dopo aver trascorso anni a rischiare di perdere il proprio posto di lavoro, il sito di Grugliasco si prepara alla reindustrializzazione nel segno di energia, e-mobility e meccatronica avanzata

Uno dei presidi dei lavoratori Lear, nei mesi scorsi

Uno dei presidi dei lavoratori Lear, nei mesi scorsi

Con la firma al Ministero delle imprese e del Made in Italy, adesso la vicenda Lear può davvero considerarsi conclusa. In maniera positiva, soprattutto. Il passaggio a Mechatronix di 365 lavoratori è infatti ufficiale e il sito di Grugliasco si prepara a vivere il suo nuovo corso, distante dalla realizzazione di sedili per auto e aperto a un ventaglio di attività che spazia tra e-mobility, energy, meccatronica avanzata, fotovoltaico, sedili aeronautici e assemblaggi industriali. Una cessione di ramo d'azienda che arriva insieme alla richiesta di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione della durata di 24 mesi.



Soddisfatti i sindacati: "Dopo una lunga vertenza siamo riusciti a scongiurare il licenziamento dei 365 lavoratori della Lear di Grugliasco, colpiti dalla decisione di cessazione della produzione della multinazionale, e a raggiungere una intesa che garantisce il passaggio di tutte le maestranze a Mechatronix", dicono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, Luigi Paone, segretario generale della Uilm di Torino e Antonio Iofrida, dirigente della Uilm di Torino che segue l’azienda.

Il piano di Mechatronix - proseguono - è supportato da un piano di investimenti complessivi pari a 16,4 milioni di euro nel biennio 2026-2028, nonché da una cassa integrazione per riorganizzazione. L’intesa sindacale preserva la anzianità aziendale e garantisce quindi tutti i trattamenti esistenti”. “Come tutti i progetti di reindustrializzazione - concludono Ficco, Paone e Iofrida - anche quello di Mechatronix presenta rischi ed incognite, per cui rappresenta l’inizio e non la fine di un percorso. Abbiamo conseguentemente chiesto una attività di monitoraggio al Mimit, vale a dire allo stesso ministero che ha favorito l’accordo, a alla Regione Piemonte, anch’essa sempre di supporto alla vertenza”.

"La vertenza Lear - dicono Stefano Boschini, coordinatore nazionale Fim e Rocco Cutrí, segretario generale Fim Torino e Canavese -  è stata una delle vertenze più impegnative degli ultimi anni, sia per il territorio torinese che a livello nazionale. L'inesorabile declino che ha portato allo spegnimento delle attività produttive della Lear di Grugliasco ci ha costretti a una gestione molto stretta e articolata al fine di garantire da un lato gli ammortizzatori sociali e dall'altro assicurare una nuova opportunità industriale in grado di dare continuità ai 365 lavoratori del sito e a un intero territorio".

Abbiamo ratificato l’accordo sia su ammortizzatori e piano industriale - dice Antonio Inserra, Fiom Cgil -, da qui in avanti, espletate le parti tecniche, c’è da vigilare sull’applicazione concreta del piano. Lavoriamo perché tutto proceda per il meglio".

Massimiliano Sciullo

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